Ma è vero che uno scienziato ha predetto un terremoto nella Capitale per l’11 Maggio? E chi sarebbe ‘sto Nostradamus?
Allora, sfatiamo subito il mito che l’ormai defunto Bendandi – che tra le altre cose non è mai stato un vero scienziato - ha previsto un terremoto a Roma per la data dell’11 Maggio. E’ una grossa bufala. Vediamo insieme perchè:
Paola Lagorio, presidente dell’associazione “La Bendandiana” che si occupa dello studio, dell’analisi e della valorizzazione degli scritti di Bendandi afferma che non ci sono scritti o previsioni del luminare in merito a questo presunto sisma.
La psicosi nasce da dei volantini che hanno ricoperto la capitale per diverse settimane e che esortavano i romani a fuggire dall’Urbe per evitare una forte scossa tellurica in data 11 Maggio; per avvalorare la propria tesi, questi simpatici ignoti – già virtualmente denunciati per “procurato allarme” dalle Autorità romane – hanno impropriamente utilizzato la nomea di questo discusso personaggio.
Mai scelta fu più azzeccata per scatenare una fobia collettiva: Raffaele Bendandi, detto “l’uomo dei terremoti”, è un sismologo autodidatta, mai riconosciuto da nessuna Comunità Scientifica, ma che predisse diversi terremoti in modo tremendamente esatto: in realtà sbagliava di qualche centinaia di chilometri e di qualche giorno, ma che importa, questo individuo è stato capace di prevedere dei terremoti in piena epoca fascista, con una tecnologia decisamente più arretrata e con una letteratura sulla sismologia praticamente inesistente!
Pagine di Facebook nascono come funghi sulla questione: chi accusa il governo di non fare niente per informare la popolazione, chi organizza gruppi di ritrovo per la fuga dalla capitale, chi è interessato all’affitto di improbabili bunker antisismici…chi ha ideato la bufala se l’è studiata bene lo ammetto, però spero davvero che la parte più credulona dell’Italia sia tutta su Facebook e che i miei cari concittadini non siano così boccaloni…
Approfondiamo ora l’analisi su Bendandi: genio o millantatore?
Raffaele Bendandi nacque a Faenza il 17 ottobre 1893. Affermò ripetutamente di aver scoperto come si producono i terremoti e disse di saper predire qualsiasi scossa di terremoto. Il problema è che nacque da un’umile famiglia che non potè provvedere alla sua istruzione: ultimò le scuole elementari e fece l’apprendista da un orologiaio; la sua passione per l’astronomia e geofisica lo portarono a costruirsi da solo alcuni giroscopi e telescopi in tenera età, altro che pokemon!
In seguito al terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, si appassionò ai terremoti e iniziò un lungo iter di studi da autodidatta che lo portarono a formulare la propria teoria «sismogenica». La sua teoria nasce da una passeggiata sulla spiaggia nel 1912 quando venne folgorato dall’intuizione che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazione della Luna. La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla Comunità Scientifica) era infatti basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre, che effettivamente rigonfia, deforma e fa pulsare la crosta terrestre, con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti.
Il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza decise di far scrivere una sua previsione: “il 4 gennaio 1924 si verificherà un terremoto nelle Marche”. In un clima di incredulità generale e di facce di professoroni universitari impallidite si verificò proprio ciò che l’uomo dei terremoti disse: ci fu un terremoto a Senigallia; sbagliò di soli due giorni e di qualche chilometro. Il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina. La fama gli permise di vendere diversi suoi modelli di sismografi, anche in America. Ciò gli consentì di dotarsi di una piccola biblioteca scientifica e di affinare le sue teorie.
Durante il periodo fascista fu nominato da Mussolini Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, ma poi venne diffidato dal pubblicare ulteriori previsioni sui terremoti in Italia, pena l’esilio, in quanto avrebbe dissuaso i turisti a visitare il Bel Paese.
Nel 1931 Bendandi decise di affidare all’Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto, come a irridere la Comunità Scientifica che lo ripudiava; venne infine trovato morto, con a curriculum diverse previsioni azzeccate, il 3 novembre 1979, nella sua casa-osservatorio in via Manara 17 di Faenza.
Ma qualcuno si è mai sbattuto per individuare quante previsioni ha azzeccato il buon Bendandi? qualcuno le ha mai verificate? esistono forse delle previsioni per il futuro prossimo?
A queste domande ha cercato di rispondere l’accademico Cristiano Fidani dell’INFN di Perugia, un ricercatore che si occupa di studi sull’attività sismica terrestre attraverso l’uso di satelliti geostazionari. Dopo aver stilato un catalogo completo delle previsioni di Bendandi sta cercando di verificarle una ad una. Il problema è che non esiste un archivio globale degli eventi sismici registrati nel secolo scorso, e l’opera procede lentamente.
Un altro importante problema è che ad un punto della sua vita, Mr. Terremoto, si stancò di essere screditato e ridicolizzato solo perché non aveva fatto l’università e tentò di bruciare le sue opere, per timore che gli venissero sottratte dai colleghi laureati. Numerose carte sono danneggiate, ma il più è stato recuperato. La bufala di Roma è stata ideata a partite da una di queste carte abbrustolite, nella quale veniva appuntato dallo pseudoscienziato l’allineamento di Mercurio, Venere e Giove per la data dell’11 Maggio 2011, ma senza nessun riferimento alla Capitale o ad un terremoto associato.
Ora da quanto ho capito io, dai documenti che ho letto di Bendandi, l’allineamento dei pianeti è uno dei requisiti principali per un possibile rigonfiamento della crosta terrestre. E se quella carta abbrustolita in cui si parla dell’11 Maggio proseguiva con una precisa previsione di un terremoto? Magari non a Roma ma chissà dove? Vi lascio con questo amletico dubbio e con questo preoccupante elenco di previsioni azzeccate dal prodigioso autodidatta:
Messico, 20 Dicembre 1923.
Senigallia, 2 Gennaio 1924.
Croazia, 24 Gennaio 1925.
Friuli, 6 Maggio 1976.
Filippine, 18 Marzo 1977.
Romania, 2 Marzo 1977.
Creta, 30 Agosto 1977.
Le previsioni sono tutte confermate dai giornali dell’epoca e ad oggi sono le uniche, delle ben 143 previsioni integre da bruciature che hanno potuto essere verificate con certezza. Nessuna previsione integra è postuma al 1978, se non per due ipotesi di catastrofici terremoti nel 2521 e nel 2761. Bhè, almeno per queste due date, non spetta a noi preoccuparci!



Pubblicato il 30 aprile 2011
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