Mai legge fu più sensata. Sono anni che rientra in tutti i programmi politici del Governo. Ovviamente non è mai stata approvata. La legge in questione farebbe risparmiare a noi contribuenti italiani 3-4 miliardi di Euro all’anno. Avete sentito bene, miliardi.
La legge in questione propone l’abolizione delle Province. In Italia la Pubblica Amministrazione è composta da un Governo centrale che coordina l’Amministrazione locale di Regioni, Province e Comuni. L’Istituto delle Province è superfluo. Manteniano migliaia e migliaia di Consiglieri Provinciali per fare un lavoro che Regioni e Comuni sanno benissimo fare da soli.
A Gennaio 2009 arriva in Commissione Affari Costituzionali la proposta di legge sull’abolizione delle Province presentata dall’Italia dei Valori di Di Pietro. La Camera boccia il disegno di legge. La seconda volta viene ripresentata nell’ottobre 2009. Stavolta è un “rinvio tecnico” a metterla da parte.
Ieri, giovedì 8 Luglio, ritorna in Parlamento. Il PD di Bersani neanche si presenta in aula, l’abolizione delle Province salta ancora.
Possibile che per i nostri politici non vale la pena far saltare qualche amico del Consiglio Provinciale pur di far risparmiare bei soldini ai cittadini italiani? Si inventano grandi manovre economiche per attingere dalle nostre tasche, ma quando si può risparmiare alle loro spalle, la legge salta.
Il sito web del PD e la pagina Facebook di Bersani sono stati subissati di insulti. Arrivano da Destra e da Sinistra. Tutti insieme, noi italiani, uniti nel disprezzo per i soprusi, gliene abbiamo dette quattro al pelatone.
”Il Pd ha le sue idee e non va dietro a tirate demagogiche” si difende Bersani. Nascondersi dietro ad un dito non gli servirà a nulla. Qui serve tagliare i costi della politica, punto e basta. In Italia sono i più alti d’Europa.
Via le Province innanzi tutto. Poi facciamo saltare tutte le poltrone inutili, i benefit dei Parlamentari, le Auto Blu e i vitalizi dorati. Vuoi vedere che in due anni l’Italia aggiusterà il proprio bilancio? E ciò che più conta è che non saremmo noi poveracci a mettere a posto i conti di tasca nostra, almeno per una volta.



giacomo
31 gennaio 2012
che pressapochismo…