Il candidato alla presidenza del Consiglio vuole un governo snello, poche teste che lavorino all’unisono, invece che tante teste sempre intente a scornarsi (vedi l’uscente governo Berlusconi IV). Vuole inoltre un governo in massima parte di tecnici. Gente preparata ad affrontare una recessione economica, che abbia le competenze adatte per il risanamento.
Dodici-quindici posizioni di ministri la cui scelta dovrà rispondere a un identikit ben preciso: quello di essere nei vari ambiti di professione, delle personalità di spicco. Le migliori in circolazione. Devono essere in grado di applicare le severissime misure richieste dalla Ue (Cosa che i nostri politici non sono di certo in grado di fare). Quindi poltrone ridotte all’osso finalmente, il Varesino inizia con il piede giusto.
Il nuovo governo opererebbe con l’ appoggio esterno dei principali partiti presenti in Parlamento, a partire da Pdl, Pd e il Terzo polo. Finalmente i nostri amati politicanti saranno esonerati dal compito di prendere decisioni in parlamento. Il governo della politica si fa’ da parte. Largo ai tecnici e speriamo bene.
In pratica si creerà un governo che nelle recenti democrazie si é formato soltanto in caso d’emergenza nazionale. (Per guerre, carestie o rivoluzioni).
A questo punto i nomi:
- Mario Monti sarà Presidente del Consiglio e congiuntamente anche dell’Economia. In alternativa potrebbe essere chiamato come Ministro dell?Economia Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia. Sinceramente, dato l’eccessiva concentrazione di potere nelle mani di un unico uomo a cui abbiamo assistito di recente, sarei più tranquillo se i due poteri venissero scissi.
- Agli Esteri, Giuliano Amato, con il grado di vicepremier.
- Al ministero dello Sviluppo, potrebbe invece andare Saccomanni o, in alternativa, Lorenzo Bini Smaghi, che proprio due giorni fa’ si è dimesso dal board della Bce.
- Alla Giustizia dovrebbe andare un altro tecnico, il presidente della Corte d’Appello di Torino, Mario Barbuto. A lui spetterà il compito più difficile, il suo campo d’azione é stato definito dall’UE il principale problema per lo sviluppo dell’Italia.
- Per l’istruzione il tecnico designato da Mario Monti è Francesco Profumo (presidente del Cnr).
- Altri due nodi strategici riguardano la pubblica amministrazione e il welfare. I tecnici designati per questi incarichi sono Franco Bassanini e Pietro Ichino.
- Ai Beni Culturali è in pole Paolo Baratta.
Come si può ben notare, non ci saranno troppi politici in nessuna delle principali cariche del nuovo governo. Ci sono diversi nomi poco noti, o comunque conosciuti solo in determinate cricche di professionisti. Mario Monti sembra avere già le idee chiare, per lui è questa la gente giusta per salvare l’Italia.
Ciò non toglie che, se mai questo governo tecnico mollerà gli ormeggi, non avrà di certo dei compiti facili. L’unico compito veramente facile da assolvere sarà quello di non farci rimpiangere quando erano i politici a governare.



Pubblicato il 12 novembre 2011
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