Tutte le privatizzazioni avvennero senza regole precise e a prezzi di favore. Con il decreto legislativo 79/99 si permisero le privatizzazioni delle aziende energetiche. Nel settore del gas e dell’elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300, principalmente a capitale straniero.
Il 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari. Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, i disservizi sono aumentati a raffica però sono nati i corner di Poste Shop, angoli nell’edificio delle Poste in cui vengono venduti cd, matite, cellulari, materiale per imballaggio. Le Poste sono diventate soltanto un luogo in cui vendere, prima erano concepite per offrire un servizio. Di tutto ciò ne sa qualcosa Corrado Passera, attuale superministro, allora Amministratore Delegato di Poste Italiane.
Le nostre autorità giustificavano la svendita delle privatizzazioni dicendo che si doveva “risanare il bilancio pubblico”, ma non specificavano che si trattava di pagare altro denaro alle banche, che ormai detenevano il nostro debito grazie alla manipolazione del mercato finanziario.
A guadagnare non sarebbero state soltanto le banche internazionali, ma anche i pochi super-imprenditori italiani (Benetton, Tronchetti Provera, Pirelli, Colaninno, Gnutti e pochi altri) che hanno acquistato le ex statali a prezzi stracciati, decisamente sotto il reale prezzo di mercato. La grande svendita é stata sovvenzionata dell’élite finanziaria internazionale del Britannia, che elargì a Tronchetti Provera e amici vari, somme per le acquisizioni che avrebbero ben presto arricchito tutti i potenti, alle spalle degli italiani.
Per quanto riguarda la Telecom, come spiega Antonella Randazzo:
“la privatizzazione della Telecom avvenne nell’ottobre del 1997. Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi. La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche. Al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%. Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank. Alla fine del 1998, il titolo aveva perso il 20% (4,33 euro). Le banche dell’élite, la Chase Manhattan e la Lehman Brothers, si fecero avanti per attuare un’opa. Attraverso Colaninno, che ricevette finanziamenti dalla Chase Manhattan, l’Olivetti diventò proprietaria di Telecom. L’Olivetti era controllata dalla Bell, una società con sede a Lussemburgo, a sua volta controllata dalla Hopa di Emilio Gnutti e Roberto Colaninno. Il titolo, che durante l’opa era stato fatto salire a 20 euro, nel giro un anno si dimezzò. Dopo pochi anni finirà sotto i tre euro. Nel 2001 la Telecom si trovava in gravi difficoltà, le azioni continuavano a scendere. La Bell di Gnutti e la Unipol di Consorte decisero di vendere a Tronchetti Provera buona parte loro quota azionaria in Olivetti. Il presidente di Pirelli, finanziato dalla J. P. Morgan, ottenne il controllo su Telecom, attraverso la finanziaria Olimpia, creata con la famiglia Benetton (sostenuta da Banca Intesa e Unicredit). Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio è disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.”
Anche per le altre privatizzazioni, Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc., si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei risparmiatori, degrado del servizio, spreco di denaro pubblico, cattiva amministrazione e problemi di vario genere.
Ad esempio, la famiglia Benetton è diventata azionista di maggioranza delle Autostrade. Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, facendo rimanere l’onere della manutenzione sulle spalle dei contribuenti, grazie alla compiacenza del governo Prodi.
Parliamo ora delle Ferrovie dello Stato: Trenitalia, in questi anni, è stata continuamente portata sull’orlo del fallimento. In pochi anni il servizio è diventato sempre più scadente, i treni sono sempre più sporchi, il costo dei biglietti continua a salire e non si contano neanche più tutti i disservizi. Nel 2006, l ‘amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, si è presentato ad una audizione alla commissione Lavori Pubblici del Senato, per battere cassa, confessando un buco di un miliardo e settecento milioni di euro, che avrebbe potuto portare la società al fallimento. Nell’ottobre del 2006, il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, approvò il piano di ricapitalizzazione proposto da Trenitalia. Altro denaro pubblico ad un’azienda privatizzata ridotta allo sfacelo.
Dietro tutto questo sistema di privatizzazioni c’era l’élite economico-finanziaria mondiale del Britannia (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg, Rockfeller, Rothschild ecc.) che ha agito preparando un progetto di devastazione dell’economia italiana, e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori.
Anche numerose aziende private di imprenditori italiani sono state distrutte dal sistema dei mercati finanziari, ad esempio la Cirio e la Parmalat. Queste aziende hanno truffato i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie (“Bond”) con un alto margine di rischio e truccando i bilanci. il tutto con la compiacenza dei grandi speculatori finanziari: come mai Standard & Poor’s, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti? Forse perché la truffa stava servendo ad arricchire i grandi speculatori finanziari ai danni dei piccoli risparmiatori italiani?
La Cirio era gestita dalla Cragnotti & Partners. I “Partners” non erano altro che una serie di banche nazionali e internazionali. La Cirio emise Bond per circa 1.125 milioni di Euro. Molte di queste obbligazioni venivano utilizzate dalle banche per spillare denaro ai piccoli risparmiatori. Tutto questo avveniva in perfetta armonia col sistema finanziario internazionale. Un sistema che ha travolto l’Italia e gli italiani.
A causa delle privatizzazioni e del controllo da parte della Banca Centrale Europea, il paese è più povero e deve pagare somme sempre più alte per il debito. Ogni anno viene varata la finanziaria, allo scopo di pagare le banche internazionali che ci spillano denaro, grazie al sistema architettato su quello stramaledetto panfilo.
Oggi, il nostro paese è oggi controllato dal capitalismo finanziario in mano alle banche. Tramite il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea ci impongono costantemente di tagliare la spesa pubblica, di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. Siamo finiti in una pesante recessione soltanto perché gli interessi dei padroni del mondo non coincidono con il bene dell’Italia che é costantemente esposta a qualsiasi tipo di attacco speculativo ai quali non può reagire. Grazie alle privatizzazioni iniziate nel 92, compresa quella della Banca D’Italia, i capitali stranieri ci hanno letteralmente invaso, ci stringono in una morsa che ha annichilito la sovranità monetaria del popolo italiano.
FONTI:
- Antonella Randazzo. “Dittature. La Storia Occulta” (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).
- La Repubblica , 27 maggio 1992.
- La Repubblica , 28 maggio 1992.
- La Repubblica , 10 giugno 1992.
- La Repubblica , 23 giugno 1992.
- La Repubblica , 23 giugno 1992.
- La Repubblica , 25 giugno 1992.
- La Repubblica , 27 maggio 1992.
- La Repubblica , 11 agosto 1992.
- La Repubblica , 5 settembre 1999.
- L’Unità, 12 agosto 1992.Solidarietà, anno IV n. 1, febbraio 1996.
- Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica , Rivista N. 4 gennaio-aprile 1996.
- Solidarietà, anno 1, n. 1, ottobre 1993.
- Esposto della Magistratura contro George Soros presentato dal Movimento Solidarietà al Procuratore della Repubblica di Milano il 27 ottobre 1995.
- reti-invisibili.net
- disinformazione.it
- europeanphoenix.com/it
- luogocomune.net

icittadiniprimaditutto
7 gennaio 2012
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