”Il posto fisso è monotono e l’articolo 18 può essere pericoloso”. Detto da un senatore a vita, membro permanente della Commissione trilaterale, per vent’anni rettore della Bocconi, queste parole suonano davvero come una presa per i fondelli.
“Son tutti finocchi con il culo degli altri” diceva quel comico di Zelig. E mentre l’ano di Monti é per ben adagiato sul divanetto di Matrix, l’ano degli italiani é stato raggiunto da ripetuti brividi di sdegno. Per chi ci governa un posto di lavoro fisso é qualcosa di monotono, quasi il lavoro fosse un gioco, quasi non si avesse un mutuo da continuare a pagare, anche nel lasso di tempo tra un lavoro e l’altro. E i giovani figli di precari, che non si possono permettere di non lavorare neanche un giorno? Chi ci governa non ha capito che non é tanto il lavoro fisso che ci interessa, quanto il pasto fisso che ne consegue. In questo momento storico di crisi economica e diffusa disoccupazione, come si può chiedere a chi sta lavorando di rinunciare alla propria sicurezza? Quanti padri e quante madri fanno lavori pesanti, sottopagati e insoddisfacenti soltanto per la sicurezza di poter offrire un pasto fisso ai propri figli?
Monti giustifica la sua boutade, eufemismo di “cazzata”, affermando che l’articolo 18 contribuisce all’apartheid tra chi lavora e chi no. Insomma, sarebbe colpa dell’articolo 18 se ci sono tanti precari, se i disoccupati non trovano lavoro. Sarebbe colpa di chi é già nel mondo del lavoro se milioni di italiani non hanno un impiego. Ergo, la colpa non é dell’incapacità del suo governo di gestire il mercato del lavoro, ma degli stessi italiani che si ciulano il lavoro a vicenda.
Il vero apartheid italiano, é tra la classe dirigente e il popolo. I nostri politici, tecnici e non, non sanno nulla della vita comune, delle ristrettezze economiche. É sostanzialmente per questo che poi si lasciano andare a esternazioni che ci appaiono così fuori dal mondo: E’ come se loro abitassero su Pandora, dove é tutto blu, come le loro auto.
Il viceministro Martone che dice “laurearsi a 28 anni é da sfigati” non sa cosa vuol dire lavorare 5 ore al giorno per pagarsi gli studi, non ha mai provato a dover saltare intere sessioni di esami (che ritardano inesorabilmente il conseguimento del titolo) perché non si é riusciti a pagare tutte le rate dell’università.
E Monti? Certe cagate da dire in tv, le pensa forse mentre ordina all’autista di parcheggiare nel solito posto fisso della sua auto blu? Poi per forza che gli balenano per la mente idee sulla monotonia…Gli farei provare il brivido della cassa integrazione, o il brivido di arrivare a fine mese con 13 euro sul proprio conto Banco Posta…allora si che amerebbe la monotonia…
Che poi, la starò pur prendendo sul ridere, ma qui la questione é seria: con il lavoro non si scherza. Le primissime righe della nostra Costituzione parlano di “Repubblica democratica fondata sul lavoro”. L’aggettivo “fisso”, che suppone l’accezione “che possa garantire la sicurezza del sostentamento” é implicito. Secondo il volere di Monti la nostra Repubblica dovrebbe essere fondata sul “precariato” ovvero “sulla continua e stancante ricerca di un nuovo lavoro che possa contrastare la monotonia”. Ma non si rende conto di essere smentito, niente popò-di-meno che dall’articolo 1 della nostra sacra ed inviolabile Costituzione?
Monti, nel proseguo della sua chiacchierata con Alessio Vinci, lascia poi intendere che non si sente solo nella crociata contro l’art.18 dato che ha il consenso di Berlusconi. ”Trovo che l’appoggio di Berlusconi sia naturalmente fondamentale per il governo ed è particolarmente significativo”. Dato che anche la Minetti, Sara Tommasi e Ruby hanno la stessa idea sull’appoggio di Berlusconi, non é che anche Monti é stato ad Arcore? E se fosse un altro che fa la lap dance vestito da suora?
Non so a voi, ma la comparsata di Monti a Matrix mi ha sollevato così tanti dubbi sul suo stato mentale, sulle sue reali capacità di comprendere i bisogni del nostro Paese, sul suo rapporto con Berlusconi, che sono rimasto davvero disorientato. Così tanto disorientato che ora me ne vado a cagare nel bidet.


portaleazzurro
2 febbraio 2012
Reblogged this on Portale azzurro and commented:
Questo Ragazzone Prodigio abita veramente in un altro mondo ?
Mono
3 febbraio 2012
posso solo dire…che tristezza! come pretendono che i giovani e questo paese abbiano fiducia in LORO?!
guido
3 febbraio 2012
sei un grande ma mi meraviglio che solo ora hai capito che monti sta facendo quello che berlusconi non ha voluto fare per non perdere voti compresi gli amici di sinistra che li appoggiano.. a molti italiani va bene così e permettono ai politici raggirarci come vogliono. Spero che verrà fuori un partito
di politici onesti e non come gli attuali essendo quasi tutti indagati e con questi delinquenti non possiamo più farcela. quasi mi vergogno di appartenere
alla razza che siamo.
Paolo 'Neupaul' Palmacci
3 febbraio 2012
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icittadiniprimaditutto
3 febbraio 2012
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
mattia
4 febbraio 2012
il sig. monti deve pensare che il problema del lavoro non è il posto fisso, anzi…. ma è il mancato sviluppo e la mancata crescita che eiste nel nostro paese… quindi invece di attaccare chi oggi per fortuna lavora xchè non trova un modo di far crescere glii investimenti in italia incrementndo i posti di lavoro, cosi più lavoro x tutti comporta più crescita e più serenità nel nostro paese… NON ATTACCATE CHI HA LA FORTUNA DI LAVORARE ONESTAMENTE…
marco
20 febbraio 2012
Come sta succedendo in spagna, vogliono aprire ai licenziamenti facili, ma a cosa serve licenziare se l’ obiettivo è quello di aumentare i posti di lavoro, per invogliare le aziende a investire in Italia e assumere occorre ridurre il costo LORDO dei salari, el’ unico modo è CALARE LE TASSE!! No Monti su comandi che arrivano dall’ alto sta contribuendo ad aumentare la disoccupazione, aumentare il numero di poveri che si scanneranno per una pagnotta, schiavi dei super ricchi che sfrutteranno sempre di più in cambio di un pugno di riso!! Ecco cosa ci aspetta, uniamoci iniziamo a bloccare questo malefico progetto di pochi ai danni di molti