Intesa Sanpaolo alza i costi dei conti: ecco chi riguarda e quanto si pagherà

Intesa Sanpaolo, il principale istituto di credito italiano, sta per alzare i costi dei propri conti correnti. Ad annunciarlo è la stessa banca, con una comunicazione inviata ai propri clienti qualche giorno fa, che informa come a partire dal prossimo 1 maggio i conti correnti subiranno un rincaro fino a un massimo di 120 euro l’anno. Insomma, non certo una buona notizia per tutti coloro i quali sono correntisti di Intesa Sanpaolo, e potrebbero essere colpiti, totalmente o marginalmente, da questa manovra che la banca ha giustificato a causa dei tassi (ora) negativi applicati dalla Banca centrale europea.

Perché Intesa Sanpaolo alza i costi

A giustificare questi rincari è, come abbiamo già detto, un comunicato dell’istituto di credito con il quale si ricorda come

negli ultimi anni la discesa dei principali tassi di riferimento sul mercato addirittura in area negativa ha determinato un persistente impatto sfavorevole sull’attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità

e che

tale impatto ha fatto venire meno l’equilibrio tra costo per la banca del servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti.

Insomma, la politica monetaria della BCE nuoce ai bilanci bancari con un tasso per la liquidità negativo a – 0,4%, e le banche – al fine di soddisfare le ambizioni dei propri azionisti e dei propri altri stakeholders, altro non fanno che scaricare direttamente sui depositanti i maggiori oneri.

La difesa della banca

Naturalmente, una simile comunicazione non può che aver determinato qualche malumore nelle associazioni dei consumatori e degli utenti dei servizi finanziari, che hanno subito sollevato ben più di qualche flebile insoddisfazione.

Dal canto suo, però, la banca si difende ricordando come

l’intervento tocca rapporti di conto stipulati in un contesto economico profondamente diverso, rispetto ai quali – negli anni – non ci sono stati adeguamenti o comunque non in misura sufficiente

e che

sono stati esclusi a priori i conti sociali, quelli legati a particolari convenzioni e le zone colpite dal terremoto. Nel complesso, quindi, non più del 30% delle posizioni verrà rivista.

Insomma, gli incrementi dei costi dei conti correnti Intesa Sanpaolo ci saranno, ma non saranno generalizzati e colpiranno una minoranza di correntisti, escludendo coloro che hanno una giacenza media fino a 2.000 euro, e nella misura massima di 10 euro al mese.

Per poter chiarire maggiormente quali saranno gli effetti di tale manovra, Intesa Sanpaolo ha allegato una tabella esplicativa:

Ne deriva che a subire i rincari maggiori saranno coloro che hanno aperto il conto corrente prima del 2009, con giacenze da 10.000 euro in su, che subiranno l’aumento in maniera integrale (10 euro al mese). Se invece il conto corrente è stato aperto nel 2015, il rincaro sarà compreso tra 0,2 euro (giacenza media tra 2.000 euro e 3.000 euro) e 3,3 euro (giacenza oltre 40.000 euro).

Una comunicazione con qualche perplessità

La spiegazione di cui sopra non sembra tuttavia soddisfare interamente le aspettative delle associazioni degli utenti dei servizi finanziari, che evidenziano – ad esempio – come l’istituto abbia sì inviato la nota a tutti i clienti, ma lo abbia fatto in molti casi solo online, considerato che una delle condizioni per poter beneficiare di zero costi era proprio quella di optare per le comunicazioni online. Insomma, il rischio che l’informativa finisca con l’essere trascurata è abbastanza elevato.

Come difendersi dai rincari dei costi

Ma cosa si può fare se non si desidera ricorrere al rincaro che Intesa Sanpaolo ha deliberato e si sta accingendo a applicare? Quel che si può fare (oltre a valutare di cambiare banca!) è recarsi in filiale, dove è molto probabile che i consulenti possano proporre l’XME, il nuovo prodotto di punta lanciato dalla banca.

La banca, per poter evitare emorragie possibili di clienti, ha comunque annunciato che nel corso degli anni darà seguito a interventi di miglioramento delle condizioni, sino all’assorbimento completo dell’incremento, nelle ipotesi di riduzione della giacenza media annua o di variazione al rialzo dei valori medi annui del tasso sui depositi.

Un’altra proposta che molti clienti si stanno sentendo fare in questi giorni è quella di investire in prodotti finanziari, al fine di alleggerire il saldo sul conto corrente e ricadere al di sotto delle soglie minime di giacenza (quelle che fanno scattare il rincaro).

Insomma, proposte che fanno storcere il naso a qualcuno ma che, come già avvenuto in passato, sembrano essere apripista di un trend che potrebbe presto coinvolgere tutte le principali banche tricolori.