Tesla: per… Tesla è sopravvalutata

Tesla è sopravvalutata. E a dirlo è la stessa compagnia auto guidata dal visionario Elon Musk, che in un recente incontro ha dichiarato che le azioni della propria società, operante nel comparto della mobilità elettrica, vengono oggi scambiate ad un valore superiore a quanto sarebbe meritato. Non certo una dichiarazione che avrà fatto piacere a qualche stakeholders ma, in fondo, la volontà di riallinearsi a quanto più analisti hanno già fatto notare: la crescita del titolo (+ 50% da inizio anno ad oggi) è probabilmente eccessiva, tanto da condurre la capitalizzazione della società oltre quella di big ben più storici e noti, come Ford e GM.

Insomma, il dubbio – non più tale, o quasi – è semplicemente che Tesla valga troppo rispetto a quanto dovrebbe valere, e ora che lo stesso fondatore e amministratore delegato della compagnia, Elon Musk, ha scelto di dire la sua, è ben possibile che il prezzo delle azioni (320 dollari circa) sia – per citare le parole del top manager – “fuori controllo”.

Detto ciò, si può altresì ben rammentare come sia un caso unico, o comunque molto raro, che il numero 1 di un’azienda si riservi la libertà di spegnere i fuochi dell’entusiasmo sulla propria società, ricordando come le aspettative sul business Tesla si siano gonfiate su livelli oramai molto difficili da gestire, e probabilmente dipendenti – almeno nel breve / medio termine – dal destino della Model 3, la nuova auto Tesla già messa in produzione, e che grazie a un prezzo tutto sommato abbordabile (35 mila dollari) dovrebbe portare potenzialmente un’auto elettrica nelle case di ogni cittadino statunitense.

Per poterne sapere di più sarà sufficiente attendere qualche settimana, visto e considerato che le prime consegne sono previste proprio tra la fine del mese di luglio e l’inizio del mese di agosto: in quel momento si saprà se l‘accoglienza del mercato nei confronti della Model 3 sarà realmente gradita. Per sapere invece se Tesla riuscirà a mantenere il ritmo di produzione utile per poter soddisfare le esigenze dei consumatori, bisognerà attendere ancora qualche tempo in più.

Ad ogni modo, l’incertezza di cui sopra – unita anche al fatto che la durata delle batterie (stimata in oltre 300 chilometri con singola carica) dovrà essere effettivamente messa alla prova dei fatti – non sembra determinare pessimismo negli investitori, che dal canto loro sono convinti che Tesla possa essere “the next big thing” a stelle e strisce.

Che si tratti di una drammatica bolla, o di una nuova corsa all’oro, sarà il futuro a svelarcelo.

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