Cresce l’attesa per DEF e inflazione: tornerà in territorio positivo?

In una giornata che è sostanzialmente povera di dati macro economici nell’area euro, l’Italia è a suo modo protagonista con alcuni spunti che vi consigliamo di seguire. Per il nostro Paese, infatti, è in agenda la lettura finale dell’inflazione di settembre, che dovrebbe confermarsi in territorio positivo, andando pertanto a costituire una gradita novità: dopo 7 mesi di calo, la variazione dell’indice dovrebbe infatti arrivare in territorio marginalmente positivo, per +0,1 punti percentuali anno su anno.

Il DEF

In aggiunta a ciò, nel nostro Paese cresce l’attesa per il rispetto dei tempi di invio del Documento Programmatico di Bilancio alla Commissione UE, che dovrebbe avvenire oggi o, più probabilmente, lunedì 17. Stando a quanto contenuto nella Nota di Aggiornamento al DEF, nella sua versione con il deficit al 2 per cento, la manovra lorda sarà valutata sui 24 miliardi di euro, mentre quella netta dovrebbe rimanere sugli 8,5 miliardi di euro. Ne deriva la necessità di procedere alla copertura delle clausole di salvaguardia per oltre 15 miliardi di euro, cui aggiungere il fabbisogno determinato dalla necessità di sostenere delle misure espansive come gli incentivi agli investimenti, all’innovazione e
all’ampliamento del capitale delle imprese (per l’attuazione del già accennato Piano Industria 4.0). Bisognerà altresì sostenere gli sforzi per l’annunciato ampliamento della detassazione dei salari di produttività e gli sgravi ai lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese, il rinnovo del contratto degli statali, le iniziative di sostegno alle famiglie più povere e gli interventi sul sistema pensionistico (cioè, gli interventi di beneficio sulle pensioni minime e la flessibilità nei pensionamenti anticipati).

Le coperture

Le coperture, per circa 9 miliardi di euro, sono indicate per almeno la metà del fabbisogno da alcuni interventi sul fronte delle entrate, tra cui spicca la riapertura dei termini della voluntary disclosure, l’applicazione di nuove misure di contrasto all’evasione e all’elusione, e il consueto capitolo giochi. Per altra metà, invece, le coperture arriveranno dalla spending review, giunta alla sua fase 3, con presumibili risparmi determinati dal contenimento degli sprechi nelle Amministrazioni Centrali, l’avvio della riforma della pubblica amministrazione con conseguente riordino delle partecipate, gli ulteriori risparmi dalla riorganizzazione delle centrali di acquisto, la possibile revisione del tetto del Fondo Sanitario Nazionale, e così via.

Si tenga altresì conto che la legge di bilancio potrebbe includere gli interventi di spesa per i capitoli terremoto e migranti, che sono tuttavia condizionati alla concessione da parte della UE di un deficit aggiuntivo pari allo 0,4 per cento del PIL. A nostro giudizio, almeno a giudicare dalle tappe di avvicinamento degli ultimi giorni, è molto probabile che l’UE si dimostrerà particolarmente bonaria nei confronti del nostro Paese, della Spagna, del Portogallo e, in generale, di tutte le economie periferiche (almeno, rispetto a quanto ha abituato alcuni anni fa). Pertanto, il sostegno in termini di flessibilità non dovrebbe mancare, con conseguente via libera agli interventi di cui sopra.

Si tenga infine in valutazione il fatto che il medesimo termine scatta per per tutti i Paesi dell’area euro, che dovranno pertanto presentare i Budget nazionali alla Commissione Europea, la quale dovrà poi esprimersi entro la fine del mese di novembre. Anche per gli altri Paesi l’approccio dovrebbe essere quello di una maggiore apertura, sebbene non mancheranno certamente i richiami espliciti al rispetto del Patto di Stabilità.

Stati Uniti

Sempre nella giornata di oggi, attendiamo dagli Stati Uniti la pubblicazione degli ultimi dati statistici in relazione alle vendite al dettaglio, che a settembre sono previste in aumento di 0,6 per cento mese su mese, dopo -0,3 per cento mese su mese ad agosto. Il PPI a settembre è atteso in rialzo di 0,3 per cento mese su mese; l’indice core dovrebbe invece aumentare di 0,2 punti percentuali mese su mese. Il dato preliminare della fiducia dei consumatori rilevata dall’Università del Michigan a ottobre è invece previsto incrementare il proprio indice a 91,5 punti da 91,2 punti di settembre, mantenendosi su livelli elevati. Se i dati dovessero effettivamente confermare i buoni presupposti, si può ben ritenere che la Federal Reserve avrebbe un’ulteriore freccia al proprio arco per poter lanciare l’ipotesi di rialzo dei tassi di riferimento già nella seduta di novembre. Riteniamo tuttavia molto più probabile che si opterà per la percorrenza dello scenario che gli analisti ritengono come centrali, puntando pertanto al rialzo a dicembre, più “lontano” dall’evento dell’8 novembre, rappresentato dalle elezioni presidenziali statunitensi.

Spread Btp – Bund in stabilità

Concludiamo infine con un breve cenno allo spread Btp – Bund, da tempo in stabilità nel range 130-135 punti base. Quella di ieri è in particolar modo stata una seduta di recupero per i titoli obbligazionari europei con tassi in flessione di qualche punto base sia sui core che sui periferici; in termini di segmento della curva l’attenzione degli operatori ha continuato a focalizzarsi sui titoli a medio/lungo termine mentre le scadenze più brevi hanno visto rendimenti sostanzialmente invariati rispetto alla giornata precedente.

In chiusura di giornata il rendimento del BTP a due anni si è attestato a -0,09 per cento mentre il tasso
decennale italiano è stato pari a 1,37 punti percentuali, contro il precedente 1,42 per cento, che ha rappresentato il massimo da fine giugno. L’attenzione degli operatori comincia a spostarsi verso la prossima riunione della Banca Centrale Europea che è in calendario il 20 ottobre, dove non è da escludere possano essere comunicati ritocchi tecnici al programma di acquisto titoli in essere.

Come anticipavamo, il lo spread verso Bund dei nostri titoli decennali è ora pari a 135 punti base, nella parte alta del consueto range di 130-135 punti base che sta caratterizzando il valore. Sul fronte del mercato primario, le riaperture dei BTP a 3, 7 e 15 anni chiudono la tornata d’aste di metà mese, dopo il collocamento ieri dei tre titoli a medio e lungo termine, per l’importo massimo previsto di 8,5 miliardi di euro. L’offerta supplementare è di 1,875 miliardi complessivi, di cui 1,2 per il nuovo benchmark triennale.

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