Disoccupazione italiana, i dati tornano a peggiorare

Non è una completa sorpresa, ma nel nostro Paese il tasso di disoccupazione – e in particolar modo quello giovanile – è tornato a salire nel corso dell’aggiornamento del mese di maggio, toccando quota 11,3% dopo il deciso calo a 11,2% del precedente mese di aprile.

Dato non sorprendete e non preoccupante?

Al di là della delusione legata al deterioramento del tasso di disoccupazione, il dato non sembra sorprendere o preoccupare gli analisti. Di fatti, non solamente si tratta di un rimbalzo avvenuto dopo che ad aprile era stato toccato un minimo dal settembre del 2012, bensì si tratta di un movimento che coincide con il consenso.

L’aspetto più negativo è invece legato all’andamento della disoccupazione giovanile, che aumenta per il secondo mese consecutivo al 37% (contro il 35,2% di aprile). Il livello, sia pure inferiore alla media degli ultimi 5 anni (che è invece pari al 39,3%), è ai massimi livelli da gennaio a questa parte.

Perché cresce la disoccupazione

Stando all’analisi dei dati forniti dall’Istat, emerge come l’aumento della disoccupazione non sia dovuto a una flessione degli inattivi (che invece sono risultati essere stabili nel mese, dopo l’aumento rilevato nel precedente mese di aprile) quanto a un calo degli occupati, il più marcato da febbraio dell’anno scorso (-51 mila unità dopo le +69 mila del mese precedente, che rappresentavano un massimo da oltre un anno).

Gli unici progressi occupazionali su base mensile riguardano i lavoratori dipendenti a termine (+10 mila unità contro le -23 mila dei dipendenti permanenti e le -38 mila dei lavoratori indipendenti) e i lavoratori che appartengono alla classe anagrafica degli over 50 (+38 mila unità contro le -41 mila dei 35-49enni, -20 mila nella classe d’età 25-34 anni e -28 mila per i più giovani). Peraltro, anche al netto della componente demografica, la classe di età oltre i 50 anni è l’unica a far segnare un aumento apprezzabile dell’occupazione su base annua: +2,4% contro un calo di un punto percentuale per i giovani sotto i 35 anni e una sostanziale stabilità per la classe intermedia.

Previsioni tasso di disoccupazione Italia

Come abbiamo già anticipato nelle righe che precedono, il dato relativo al deterioramento della disoccupazione non è sorprendente e non è nemmeno in grado di cambiare significativamente lo scenario congiunturale, considerata anche la volatilità su base mensile dei dati su occupati e forze di lavoro. In prospettiva, la tendenza per la disoccupazione resta pertanto al ribasso, sebbene le variazioni congiunturali continueranno probabilmente ad essere molto volatili.

La motivazione di una simile positività (per quanto – ribadiamo – contraddistinta da spiccata volatilità) può risiedere nel fatto che la ripresa del ciclo economico sta continuando, e che le intenzioni di assunzione segnalate dalle imprese nelle indagini di fiducia, sia pure in lieve rallentamento negli ultimi mesi, restano su livelli coerenti con un’ulteriore espansione degli organici.

Naturalmente, quanto appena affermato non sta a significare che il calo della disoccupazione sarà rapido e costante. Anzi, a nostro giudizio è bene attendersi una flessione lenta e incostante, con una media del tasso di disoccupazione per il 2017 probabilmente pari all’11,1% – 11,3%.