Fincantieri – STX: cosa è successo e cosa (forse) accadrà

Il ministro dell’Economia francese Le Maire ha annunciato qualche giorno fa che il governo ha intenzione di nazionalizzare STX France, società di gestione dei cantieri nel porto francese di Saint-Nazaire, esercitando la clausola di prelazione che permette allo Stato transalpino di acquistare l’intero pacchetto delle azioni societarie: ad oggi, invece, il governo controlla “solamente” il 33,3% del capitale sociale.

Una simile mossa ha naturalmente turbato i progetti di Fincantieri, società italiana controllata dal ministero dell’Economia, che lo scorso gennaio aveva concluso un accordo per poter acquistare il rimanente 66,6% delle azioni della società: l’accordo avrebbe dovuto entrare in vigore sabato 29 luglio, ma la decisione del governo francese ha di fatto prodotto l’annullamento della vendita.

Scontro Italia – Francia su STX – Fincantieri

Una simile scelta da parte del governo francese pare aver colto di sorpresa i colleghi italiani. O almeno, così “sembra”, a giudicare dalle reazioni infastidite del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che hanno emanato un comunicato piuttosto duro:

Riteniamo grave e incomprensibile la decisione del Governo francese di non dare seguito ad accordi già conclusi. Riceveremo il ministro Le Maire martedì prossimo a Roma e ascolteremo la proposta del Governo francese partendo da questo punto saldo. Nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi paesi europei. Per realizzare progetti condivisi servono fiducia e rispetto reciproco.

Chi è STX (France)

Per capire per quale motivo la rottura dell’intesa italo-francese sia stata colta con così grande insoddisfazione dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, giova rammentare – brevemente – quale sia l’importanza dell’oggetto del (fu) accordo.

STX è infatti una multinazionale coreana operante in diversi settori. La divisione che si occupa della costruzione navale aveva dichiarato bancarotta nel maggio 2016 e Fincantieri (leader nelle costruzioni navali europee e rivale di Saint-Nazaire) si era proposta di acquistare STX France, avanzando la tribunale fallimentare di Seul un’offerta basata su un’intesa conclusa con l’allora presidente francese Hollande.

Qualche settimana fa però il governo francese guidato da Macron aveva fatto sapere al nostro Paese che voleva riconsiderare l’accordo siglato, poichè non più disposto ad accettare che Fincantieri avesse una quota di controllo sulla società francese. Il governo Macron puntava a condividere il capitale azionario della società al 50%, con una divisione paritaria. Di contro, Fincantieri avrebbe voluto rimanere in possesso di una quota del 66,6%, che avrebbe permesso di esercitare la gestione societaria in completa autonomia.

A quel punto, il governo italiano aveva respinto la proposta di accordo, con il ministro Calenda che ha sollevato questioni di “dignità e orgoglio nazionale“. Al di là di ciò, peraltro, il governo italiano poco avrebbe potuto fare: il governo francese conservava infatti il diritto di prelazione e, dunque, di acquistare tutte le quote (cosa che è poi avvenuta).

Cosa succederà ora?

È molto probabile che nelle intenzioni del governo francese non vi sia quella di abbandonare il partner italiano, bensì di cercare di trattare con il governo tricolore al fine di convincerlo (in cambio di non si sa cosa) ad accettare una divisione al 50 per cento del capitale della società. La Maire ha d’altronde specificato in più occasioni, negli ultimi giorni, che la nazionalizzazione sarà solamente temporanea e che il governo non vuole mantenere per sempre un controllo del 100 per cento sulla società.

Per il momento, però, la posizione italiana è quanto più aspra si potesse prevedere. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha infatti affermato che non intende accettare il 50% (ovvero meno di quanto avevano proposto i coreani), mentre il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si è detto sfiduciato nei confronti del partner (ex?).

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