Cos’è un indice azionario?

Se avete già compiuto alcune attività di investimento finanziario (ad esempio, nelle opzioni binarie), o vi state avvicinando al mondo del trading, è possibile che abbiate già sentito parlare di indici azionari. Ma sapete esattamente di cosa si tratta? E perché investire negli indici azionari potrebbe realmente rappresentare una buona occasione di guadagno? Cerchiamo di saperne un po’ di più, chiarendo i principali dubbi che potreste avere sul trading con gli indici azionari, e non solo.

Indice azionario mondiale: definizione

Cominciamo da una piccola definizione introduttiva. Anche se apparentemente l’indice azionario può sembrare una “creatura” particolarmente ardua da decifrare, in realtà non si tratta nient’altro che di un mix di titoli, ovvero di un portafoglio di asset che viene idealmente inserito all’interno di un paniere dal quale, poi, viene calcolato l’indice azionario. Il tutto, mediante diversi sistemi di ponderazione che, volta per volta, permetteranno al “gestore” dell’indice di poter attribuire un diverso peso a ciascun titolo azionario in esso contenuto.

Se quanto sopra vi sembra un po’ arduo da digerire, nessuna paura. Immaginate semplicemente di avere a disposizione un portafoglio di azioni, e di voler da esso calcolare un indice azionario: non dovrete far altro che attribuire un peso differente a ciascun titolo, poiché difficilmente ciascuna azione potrà essere considerata uguale alle altre (ad esempio, per diversa capitalizzazione di mercato, o perché di un titolo avete acquistato più quote dell’altro), e calcolate dunque l’indicatore di sintesi. Più o meno la stessa cosa accade nell’elaborazione degli indici azionari.

Indice azionario globale: come si “muove”

Se quanto sopra è chiaro, dovrebbe essere altresì chiaro che se un indice azionario “cresce” di valore, il “merito” è determinato dal fatto che a crescere saranno stati anche i valori delle azioni che lo comporranno o, per lo meno, la crescita dei valori (ponderati) delle azioni che lo compongono, avranno più che bilanciato l’eventuale diminuzione dei valori (ponderati) delle azioni che lo compongono.

Indice azionario: come investire

L’indice azionario non si può acquistare. O, meglio, non essendo un “titolo” vero e proprio, quanto un indicatore composto da un mix ponderato di azioni, per poter replicare l’indice azionario nel portafoglio vi sarà richiesto di acquistare tutti i titoli azionari che lo compongono, con il rispetto delle varie quote di ponderazione (le quali, a complicare il tutto, possono cambiare in qualsiasi momento).

Tuttavia, anche in questo caso è bene non lasciarsi prendere dallo sconforto. Nel mondo degli investimenti finanziari esistono numerosissimi indici azionari e, come potreste probabilmente già sapere se avete avuto precedenti esperienze con il vostro broker, è piuttosto semplice investire in essi con le opzioni binarie o con i CFD, i contratti per differenza. Attraverso la sottoscrizione di tali contratti derivati riuscirete infatti a guadagnare o perdere l’investimento in relazione all’andamento dell’indice azionario, senza doverlo necessariamente possedere (o, meglio, senza dover investire nelle azioni che lo compongono, ponderate per le quote di riferimento). Sarà così possibile investire, ad esempio, nel FTSE MIB italiano, nel CAC40 francese, nel DAX 30 tedesco, nel FTSE 100 britannico o ancora nell’IBEX 35 spagnolo, nel Nikkei giapponese o negli americani Dow Jones, S&P 500 o Nasdaq.

Indice azionario Italia: FTSE MIB

L’indice azionario più noto in Italia – e spesso anche l’unico acquistabile attraverso le piattaforme di trading del vostro broker – è il FTSE MIB, un indicatore che coglie circa l’80% della capitalizzazione di mercato, composto dalle società di primaria capitalizzazione e a elevata liquidità. Attualmente il FTSE MIB è composto da 40 diversi titoli azionari, e per la sua importanza è spesso considerato il “termometro” dello stato di forma dell’intera Borsa italiana, di cui – come intuibile – non riesce comunque a rappresentare la totalità.

Come è calcolato il FTSE MIB

Il FTSE MIB è calcolato esattamente nelle modalità che sopra abbiamo riassunto. L’indice viene infatti ricavato dal mercato azionario di Borsa Italiana, “estraendo” i più grandi titoli per capitalizzazione e liquidità. A ciascuno dei titoli verrà inoltre assegnato un “peso” sulla base della dimensione . Attualmente, fanno parte dell’indice i seguenti 40 titoli:

  • A2A
  • ATLANTIA
  • AZIMUT HOLDING
  • BANCA MEDIOLANUM
  • BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
  • BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA
  • BANCA POPOLARE MILANO
  • BANCO POPOLARE
  • BUZZI UNICEM
  • CAMPARI
  • CNH INDUSTRIAL
  • ENEL
  • ENI
  • EXOR
  • FERRARI
  • FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
  • FINECOBANK
  • GENERALI
  • INTESA SANPAOLO
  • ITALCEMENTI
  • LEONARDO FINMECCANICA
  • LUXOTTICA
  • MEDIASET
  • MEDIOBANCA
  • MONCLER
  • POSTE ITALIANE
  • PRYSMIAN
  • RECORDATI
  • SAIPEM
  • SALVATORE FERRAGAMO
  • SNAM
  • STMICROELECTRONICS
  • TELECOM ITALIA
  • TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
  • UBI BANCA
  • UNICREDIT
  • UNIPOL
  • UNIPOLSAI
  • YOOX NET-A-PORTER GROUP

Come sta andando il FTSE MIB

Il FTSE MIB nel 2016 sta conseguendo una prestazione piuttosto negativa. Si dia un’occhiata al grafico:

ftsemib

Dall’apertura di 20.733,81 punti di inizio gennaio, al 17 agosto il valore era di 16.528,36 punti. Non c’è, ad ogni modo, di che sorprendersi: se avete dato uno sguardo alla composizione dell’indice azionario, vi siete sicuramente resi conto che una buona parte del peso è ponderato sul settore bancario, che non sta certamente vivendo il suo migliore momento storico…

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