Jobs Act Autonomi: 7 novità per le partite IVA

Dopo un lungo e faticoso percorso parlamentare, finalmente il c.d. “Jobs Act Autonomi” è arrivato in approvazione definitiva, impattando in misura più o meno rilevante su una platea di 2,5 milioni di lavoratori a partita IVA, i quali potranno godere di maggiori tutele e maggiori opportunità di sviluppo professionale. Ma quali sono le novità del provvedimento? Ne abbiamo individuato 7, che vogliamo ora condividere con voi.

Maternità e congedo

La prima novità che ci piace sottolineare riguarda le donne. Sulla base del nuovo provvedimento, infatti, le donne che risultano essere iscritte alla gestione separata INPS avranno diritto a 6 mesi di congedo parentale, 3 mesi in più rispetto a quanto avveniva in precedenza, da fruirsi entro i primi 3 anni di vita del bimbo o della bimba (e non più entro il primo anno, come prima). Durante la maternità la lavoratrice potrà ricevere l’indennità di maternità e potrà anche continuare a lavorare, visto e considerato che non scatta più l’astensione obbligatoria.

Malattia e infortunio

Il lavoratore autonomo, in caso di malattia o infortunio, potrà domandare la sospensione per 150 giorni della prestazione. Se inoltre le malattie o gli infortuni sono tali da impedire di lavorare per più di 60 giorni, previa richiesta potranno essere sospesi anche i versamenti dei contributi previdenziali e i premi di natura assicurativa. Complessivamente, l’interruzione del pagamento dei contributi potrà durare fino a un massimo di due anni.

Modifica condizioni contrattuali

Un’altra novità piuttosto gradita riguarda le ipotesi in cui il committente decida di modificare le condizioni contrattuali in via unilaterale. Tali modifiche divengono abusive, così come abusive divengono le clausole che prevedono pagamenti oltre i 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente. Ancora, il lavoratore autonomo che sceglie di assicurarsi contro i mancati pagamenti potrà scaricare i costi derivanti dalla relativa garanzia.

Indennità di disoccupazione

Diventa strutturale l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata INPS, non pensionati e privi di partita IVA. L’indennità sarà erogata a chi ha perduto involontariamente il proprio posto di lavoro, e dal 1 luglio 2017 sarà estesa anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Spese di formazione

Al fine di incentivare la formazione dei lavoratori autonomi, viene prevista – entro un limite annuo di 10 mila euro – la possibilità di scaricare le spese legate alla frequenza di un master, corsi di formazione e convegni. Il tetto massimo deducibile è invece portato in riduzione a 5 mila euro per quanto concerne le spese sostenute per i servizi personalizzati di “certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità”, che abbiano come obiettivo gli “sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro” e che siano erogati dai centri per l’impiego o dai soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive per il lavoro.

Attività di semplificazione

Il provvedimento attribuisce al governo delle deleghe per la semplificazione delle attività svolte dagli autonomi, in relazione alla possibilità agli autonomi di svolgere atti pubblici come certificazioni o autentiche, alzare aliquote contributive per la gestione separata, permettere alle casse private di poter attivare prestazioni di supporto alla disoccupazione o alla malattia, rivedere le disposizioni su sicurezza e tutela.

Smart working

Ultima delle principali novità di cui ci occupiamo è quella relativa allo smart working: si tratta di una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro che permetterà di lavorare in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza l’obbligo di disporre di una postazione fissa, e entro i limiti della durata massima dell’orario di lavoro.

Per poter diventare smart workers è necessario stipulare un accordo scritto individuando anche i tempi di riposo e le misure necessarie per assicurare la disconnessione dagli strumenti tecnologici. La situazione potrà risolversi in maniera unilaterale da entrambe le parti, nel rispetto dei termini di preavviso.