Rapporto Istat: classi sociali, diseguaglianze in crescita

Il Rapporto Annuale Istat mette in risalto l’addio alle vecchie classi sociali e una distribuzione dei redditi che danneggia soprattutto le famiglie con figli e gli stranieri. In aumento l’occupazione ma di bassa specializzazione. Sono 1,6 milioni le famiglie in stato di povertà assoluta e il 28,7 per cento a rischio esclusione sociale. Un altro dato fa riflettere sulle difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro: il 70 per cento dei giovani under 35 vive ancora con i genitori.

Società italiana rapporto Istat

Classe operaia e ceto medio in una fase di disgregazione secondo il Rapporto Annuale 2017 dell’Istat. Cresce la disuguaglianza mentre l’istituto segnala la perdita del “senso di appartenenza” ad una determinata classe sociale per il ceto medio e per la classe operaia.

Una società italiana in cui il gruppo più povero è rappresentato dalle famiglie con stranieri, per una spesa media di 1.697 euro. Si sale a oltre 3.000 euro per le famiglie di impiegati e ai 3.800 euro mensili per la classe dirigente. La povertà assoluta colpisce il 6,1 per cento delle persone che abitano in Italia, pari a 1,6 milioni di individui.

Il 28,7 per cento della popolazione è a rischio povertà o esclusione, un dato che sale a oltre il 50 per cento nelle famiglie in cui è presente almeno un cittadino straniero.

Occupazione Italia

L’occupazione in Italia aumenta a 22,8 milioni di unità nel 2016 ma l’Istat mette in risalto che una tale crescita è dovuta principalmente all’incremento di occupati in professioni non qualificate, con un rialzo del 2,1 per cento nei dodici mesi.

In calo dello 0,5 per cento gli operai e gli artigiani mentre risulta essere in forte aumento il lavoro part-time. Da segnalare che nel 2016 la crescita è dovuta principalmente al settore dei servizi: trasporti, magazzinaggio, servizi alle imprese, alberghi e ristorazione.

I redditi da lavoro, tiene a sottolineare l’Istat, sono la causa del 64 per cento delle disuguaglianze.

Il 6,5 per cento della popolazione ha rinunciato a effettuare visite mediche specialistiche negli ultimi 12 mesi. Nel 2008 il dato era fermo al 4 per cento.

Per quanto riguarda i giovani, il 70 per cento vive ancora con i genitori per le notevoli difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro. Nel dettaglio, dal rapporto annuale Istat si evince che il 68,1 per cento dei giovani al di sotto dei 35 anni abita in casa con i propri genitori, esattamente 8,6 milioni di individui.