UE promuove l’Italia ma chiede nuovi sacrifici

L’attesa valutazione dell’Unione Europea sul nostro Paese si è conclusa positivamente, ma con qualche riserva per il futuro. Di fatti, nelle sue raccomandazioni rivolte ai singoli Paesi Ue nell’ambito del Semestre europeo, la Commissione ha compiuto una serie di osservazioni soddisfacenti per quanto concerne gli sforzi effettuati, ma non di certo in grado di assolvere il nostro Paese dalla necessità di replicare ulteriori impegni, più gravosi, per il prossimo futuro.

Un’approvazione sul passato

Cominciamo con uno sguardo al passato, nei confronti del quale l’Unione Europea esprime una valutazione positiva. Di fatti, le misure contenute nel Programma di Stabilità presentato dall’Italia vengono giudicate dalla Commissione Europea come sufficienti per poter scongiurare il rischio di avvio di una procedura di infrazione per gli squilibri macroeconomici eccessivi, con riferimento a un debito pubblico troppo elevato e alla produttività troppo bassa.

Per altro, per quanto concerne il percorso di finanza pubblica, la Commissione Europea ha di fatto accettato le motivazioni che erano state addotte dal governo per poter giustificare la mancata validità della precondizione necessaria a ottenere la flessibilità motivata dalla clausola degli investimenti nel 2016. Sul 2017, in particolare, viene ritenuto come la manovrina con effetto pari allo 0,2% del PIL per l’anno in corso sia abbastanza soddisfacente è giudicata sufficiente a scongiurare i rischi di non rispetto della regola del debito e del saldo strutturale.

E per il 2018?

Un futuro di rinnovati impegni

Per quanto concerne il 2018 e i successivi anni, tutto dipenderà – secondo la Commissione – da quel che il governo italiano sarà in grado di fare. Per il 2018, infatti, viene già richiesto un aggiustamento “sostanziale”, pur senza entrare nel dettaglio di un preciso ammontare.

Si entra invece in un altro livello di dettaglio, che ha già fatto discutere, e che è relativo alle riforme che il nostro Paese – per la Commissione – dovrebbe essere in grado di proporre. In particolare viene richiesto di ridurre il carico fiscale sui fattori produttivi, reintroducendo – di contro – l’imposta sulla prima casa per le famiglie ad alto reddito, ridurre il numero e l’ampiezza delle tax expenditures, riformare il sistema catastale, ampliare il sistema di fatturazione elettronica.

Tra le altre riforme, anche la richiesta riduzione dei tempi della giustizia civile, l’accelerazione la lotta alla corruzione (anche mediante la revisione della prescrizione), il completamento delle riforme della pubblica amministrazione e della concorrenza, la riduzione dello stock di crediti deteriorati e il completamento della riforma delle procedure di insolvenza e recupero del collateral.

Infine, viene richiesto al nostro Paese di completare la riforma del mercato del lavoro rendendo effettive le politiche attive e ampliando l’azione della contrattazione locale.

Richieste non certo marginali, che verranno ora messe alla prova della valutazione (anche) di convenienza politica…

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