Il cambio Euro-Yen si allontana dai minimi a 5 mesi in area 122

Il cross EUR-JPY tenta di staccarsi dai minimi di fine 2018 in area 122, ritoccati la scorsa settimana (122,06). La coppia è stata supportata da una serie di dati macro migliori delle attese arrivati dal giappone, mentre ha influito negativamente il calo fatto registrare dalla fiducia dei consumatori nell’eurozona nel mese di maggio, scesa a -6,5 punti, ma tuttavia meno dei -7,7 punti indicati dagli analisti.

Come anticipato, valuta nipponica giù nei confronti della moneta unica europea dopo la forte espansione evidenziata dall’economia giapponese nei primi tre mesi del 2019. Il pil del paese del sol levante, a sorpresa, nel periodo che va da gennaio a marzo di quest’anno, è balzato del 2,1%, polverizzando i pronostici degli analisti, che invece avevano auspicato una variazione pari a -0,2% o nulla, nelle migliori delle ipotesi. Rispetto al trimestre precedente, la suddetta lettura ha invece mostrato un aumento dello 0,5%, in miglioramento dal +0,4% del trimestre precedente (corretto da +0,5% della stima flash), ma decisamente migliore del calo dello 0,1% pronosticato dagli analisti. Dai dettagli è emerso che l’ottimo risultato è arrivato grazie all’aumento degli investimenti pubblici, cresciuti del 6,2% su base annua; mentre l’unica nota stonata ha riguardato le spese in conto capitale, scese dell’1,2% a/a.

In flessione, ma meno delle attese, invece, la lettura finale della produzione industriale nipponica di marzo, che ha evidenziato una contrazione dello 0,6% sul mese precedente. i pronostici degli analisti, invece, indicavano un calo dello 0,9%, pari alla stima preliminare. Su base annua, invece, il calo è stato pari a -4,3%, ma in lieve miglioramento dal -4,6% della lettura flash.

Sempre a marzo, il dato core relativo agli ordini di macchinari è cresciuto del 3,8% su febbraio, battendo nettamente le aspettative degli analisti, che invece avevano indicato una lettura invariata, rispetto +1,8% registrato il mese precedente. La rivelazione su base annua ha invece mostrato una contrazione dello 0,7%, facendo tuttavia decisamente meglio della contrazione del 3,4% stimata dagli analisti e del -5,4% della lettura di febbraio.

Andamento cambio EUR-JPY sul breve-medio periodo


Al momento della scrittura la coppia passa di mano in area 123,29 (+0,01%), sulla prima resistenza di brevissimo rappresentata dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che si colloca in area 123,13. Come evidente sul grafico, inoltre, nel corso della seduta precedente le quotazioni hanno trovato un forte ostacolo sulla prima resistenza multiday, che passa sulla media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico, in area 123,72).

In caso di eventuale break-out di ema 25, le quotazioni potrebbero dirigersi velocemente verso la resistenza successiva, che transita in area 124,05, livello su cui si colloca la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico). Oltre ema 50, in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale, attesi ulteriori allunghi prima verso quota 125 e successivamente verso area 126. L’eventuale perdita dei recenti minimi in area112, invece, potrebbe causare ulteriori affondi con primo target in area 120 ed obiettivo successivo verso area 118.

Modello di trading sul cambio euro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 123,45 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 123,75 e 124,22; stop loss in caso di ritorno sotto quota 122,97 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni long in caso di allungo oltre quota 124,22 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 124,51 e successivamente a quota 124,98; stop loss in caso di ritorno sotto quota 123,45 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 124,98 per approfittare di possibili allunghi in area 125,28 e 125,76, estesi a quota 126,24; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 124,22 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 120,25 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 120,70 ed in un secondo momento a quota 121,18, esteso a quota 121,92; stop loss in caso di discesa sotto quota 119,50 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 122,97 e prevede i primi due target price in area 122,68 e 122,21; stop loss in caso di close orario sopra quota 123,45. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 122,21 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 121,92 e successivamente a quota 121,45; stop loss in caso di recupero sopra quota 122,97 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 121,45, per cercare di ricoprirsi in area 121,18 e 120,70, estesa a quota 120,25; stop loss in caso di ritorno sopra quota 122,21 in close orario. Short speculativi in caso di approdo in area 126,24, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 125,76 e successivamente a quota 125,28, estesi a quota 124,51; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 127 in chiusura di candela oraria o daily.

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