Cambio USD-JPY favorito da frenata inflazione giapponese di marzo

Il cross USD-JPY fa segnare un doppio massimo di brevissimo poco sopra quota 107,75, subito dopo la diffusione dei dati relativi all’indice dei prezzi al consumo giapponesi del mese di Marzo. La divisa nipponica si è infatti indebolita dopo che il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione ha reso noto il rallentamento subito dall’inflazione nel Paese del Sol Levante, salita dell’1,1%, in linea con le aspettative, ma frenando sensibilmente rispetto al +1,5% della precedente lettura di febbraio.

Il dato core, al netto dei prezzi di beni alimentari freschi, ha invece evidenziato un progresso dello 0,9% su base annua, in lieve contrazione dal +1% della stima precedente; mentre la componente cosiddetta core-core, filtrata da beni alimentarie ed energia, ha messo in luce un aumento dello 0,5%, in linea con la precedente lettura mensile e con quanto atteso dal mercato.

In flessione anche il cosiddetto indice Tankan giapponese, termometro che misura la fiducia delle aziende manifatturiere giapponesi, sceso a 21 punti nel mese di Marzo, dai 28 punti di Febbraio (valore minimo degli ultimi 13 mesi). La lettura dello scorso mese precede il bilancio trimestrale dell’indice Tankan che verrà comunicato nei prossimi giorni a cura della Bank of Japan.

Gli ultimi dati macro arrivati dagli States hanno visto il Philadelphia FED Index di Aprile, che misura l’andamento del comparto manifatturiero nel distretto federale della più grande città della Pennsylvania, crescere a 23,2 punti, dai 22,3 punti della precedente lettura mensile, mentre le attese degli analisti erano per un calo a 20,1 punti.

In lieve calo anche il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione USA, che nell’ottava terminata il 13 Aprile sono scese a 232 mila unità, contro le 233 mila unità della settimana precedente. Leggermente deluse le aspettative degli analisti, che ipotizzavano un calo a 230 mila unità.

Andamento cambio dollaro-yen sul breve-medio periodo

Quadro grafico di breve-medio periodo sensibilmente migliorato per la coppia USD-JPY, ritornata timidamente al di sopra di tutte le medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 periodi che da resistenze stanno cercando di trasformarsi in supporti.

La vicinanza ai suddetti sostegni, tuttavia, non consente di abbassare la guarda, poiché non si escludono possibili pull-back per testare la bontà del recupero in corso. Primi segnali di allerta in caso di avvicinamento verso la fitta area su cui transitano le medie mobili a 50 e10 periodi (rispettivamente la prima linea e la linea mediana sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), compresa tra quota 107,30 e 107,15. Pericolosa, invece, una eventuale discesa sotto la media mobile a 25 giorni, che transita in area 106,90, poiché le quotazioni potrebbero subire un’ulteriore flessione in area 106-105,50.

Al rialzo, invece, il break-out della forte resistenza che si colloca in area 107,80-108 potrebbe innescare veloci allunghi prima verso quota 109 e successivamente in area 110-110,50.

Modello di trading cross usd-jpy valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di chiusura oraria oltre quota 107,80 e fissa i primi due obiettivi in area 108,05 ed 108,30; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,13 in close orario. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,30 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 108,56 e successivamente a quota 108,85; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,75 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 108,85 per approfittare di eventuali allunghi in area 109,11 e 109,53, estesi a quota 110,20; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,17 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 104,55 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 105,17 ed in un secondo momento a quota 105,82; stop loss in caso di discesa sotto quota 103,90 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 107,13 e prevede i primi due target price in area 106,90 ed 106,47; stop loss in caso di close orario sopra quota 107,80. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 106,47 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 106,22 e successivamente a quota 105,82; stop loss in caso di recupero sopra quota 107,13 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 105,82, per cercare di ricoprirsi in area 105,57 e 105,17, estesa a quota 104,55; stop loss in caso di ritorno sopra quota 106,47 in close orario. Short speculativi in caso di estensioni in area 110,20 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 109,53 e successivamente a quota 108,85; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 110,90 in chiusura di candela oraria o daily.

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