Cambio USD-YEN frenato da deludente lettura vendite al dettaglio USA

Il brusco calo fatto registrare dalle vendite al dettaglio statunitensi ricaccia il cross USD-JPY sotto la soglia di quota 111, momentaneamente riconquistata a distanza di circa un un mese e mezzo.

Il Dipartimento per il Commercio USA ha infatti reso noto che i consumi privati misurati attraverso l’indicatore delle vendite al dettaglio, a Dicembre, ha evidenziato una contrazione dell’1,2%, deludendo nettamente le attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un aumento dello 0,1%. Lievemente rivista al ribasso la precedente lettura mensile, portata a +0,1% da +0,2% della prima comunicazione. Al netto del comparto auto, le vendite al dettaglio sono scese dell’1,8% su base mensile, mentre gli analisti si aspettavano una variazione nulla.

Il suddetto dato, al netto della spesa per carburanti ha invece rivelato una contrazione dell’1,4% (attese +0,4%), peggiorando rispetto al +0,5% di Novembre.

Il Dipartimento per il Lavoro ha invece rivelato che nell’ottava terminata il 9 Febbraio, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate di 5 mila unità, assestandosi a 239 mila unità, portandosi al di sopra delle +225 mila unità attese dagli analisti. Il totale dei richiedenti sussidio, invece, nella settimana terminata il 2 Febbraio, si sono assestate a 1,773 milioni di unità, in crescita rispetto a 1,736 milioni di unità del precedente saldo, mentre il consensus aveva stimato un minor aumento, a 1,740milioni di unità

Ritorna a crescere il Prodotto Interno Lordo giapponese, che nel quarto trimestre 2018 ha fatto registrare un incremento annualizzato dell’1,4%, in linea con le attese degli analisti, ma in deciso recupero rispetto al trimestre precedente. Va infatti ricordato, che nel Q3 2018 il PIL nipponico aveva rivelato un tonfo del 2,6%, principalmente causato dall’interruzione delle attività produttive in seguito alle inondazioni ed al terremoto che hanno colpito il Paese del Sol Levante a cavallo del trimestre che va da Luglio a Settembre. Sulle aspettative di crescita per l’anno in corso, come per la gran parte delle principali economie mondiali, invece, incombe il rischio legato alla guerra dei dazi tra USA e Cina, ma anche la possibilità che il governo nipponico decida di aumentare l’iva.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Dopo tre sedute consecutive in rialzo, grazie alle quali la coppia Dollaro-Yen si è momentaneamente riportata sopra le tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni, le quotazioni stanno evidenziando un calo dello 0,35% a quota 110,60.

Lo storno in corso ha portato il cross USD-JPY a ritestare l’EMA a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che transita in area 110,30. Determinante, per la continuazione del rialzo, la tenuta dell’EMA a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che si colloca in area 109,90, persa la quale, le quotazioni potrebbero avvitarsi nuovamente in area 108,50-108. In mezzo, si trova invece l’EMA a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che passa in area 110,15, circa. Il break-out in chiusura daily o meglio ancora settimanale della resistenza in area 111-11,20 potrebbe invece favorire un primo allungo in area 112-112,50 e successivamente verso area 114.

Modello di trading cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 110,85 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 111,12 e 111,53; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,42 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 111,53 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 111,80 e successivamente a quota 112,22; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,85 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 112,22 per approfittare di possibili allunghi in area 112,50 e 112,92 estesa a quota 113,35,; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 111,53 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 107,97 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 108,38 ed in un secondo momento a quota 108,80, estesi a quota 109,48; stop loss in caso di discesa sotto quota 107,50 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 110,42 e prevede i primi due target price in area 110,16 e 109,74; stop loss in caso di close orario sopra quota 110,85. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 109,74 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 109,48 e successivamente a quota 109,06; stop loss in caso di recupero sopra quota 110,50 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 109,06, per cercare di ricoprirsi in area 108,80 e 108,38, estese a quota 107,97; stop loss in caso di ritorno sopra quota 109,74 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 113,35 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 112,92 e successivamente a quota 112,22 estesi a quota 111,80; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 114,05 in chiusura di candela oraria o daily.

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