Cross USD-JPY staziona in area 113 aspettando lettura non-farm payrolls USA di Ottobre

A meno di 24 ore dalla diffusione del consueto report mensile relativo al saldo dei nuovi occupati nel settore non agricolo statunitense, il rapporto di cambio tra il biglietto verde e lo Yen viaggia intorno alla parità, scambiando in area 113.

Intanto la lettura della stima ADP del mese di Ottobre, rilasciata ieri, da Automatic Processing Data, la società attiva nel campo delle risorse umane che monitora ben mezzo milione di buste paga nei settori privati USA, ha evidenziano un aumento di 227 mila nuovi impieghi. Battute le attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un rallentamento a +187 mila unità, mentre la stima di Settembre nella stima finale è stata rivista a +218 mila unità.

Battuta d’arresto per l’indice PMI di Chicago, nel mese di Ottobre. L’indicatore che misura l’attività manifatturiera nell’area della città dell’Illinois si è infatti portato a 58,4 punti, in deciso calo dai 60,4 punti della precedente stima mensile. Il dato, che corrisponde ai minimi a sei mesi, è stato inoltre inferiore alle attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un lieve calo a 60 punti.

Il cross USD-JPY nei giorni scorsi è stato inoltre sostenuto dal balzo della fiducia dei consumatori statunitensi, che secondo le stime rilasciate dal Conference Board, ad Ottobre, è salita sui valori più elevati dal 2000, portandosi a 137,9 punti dai 135,3 punti dello mese precedente. Gli analisti invece convergevano per una lettura pari a 136 punti.

In flessione, invece, la fiducia dei consumatori giapponesi, che sempre nel mese che ci siamo appena lasciati alle spalle ha mostrato una discesa a 43 punti dai 43,4 punti di Settembre. Il consensus medio degli analisti, invece era per una lettura in linea con la precedente, pari a 43,5 punti.

Segno “meno“ anche per la produzione industriale nipponica, che nel mese di Settembre ha rivelato un calo dell’1,1% su base mensile, peggiorando rispetto al+0,2% di Agosto. Le attese erano per un calo più contenuto, a-0,3%. Su base annua, invece, la flessione si è allargata al 2,9%, in netto calo rispetto al +0,2% del mese precedente. Il consens, invece, era per un calo più contenuto, pari a -2,1%.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Dopo essersi momentaneamente riportato sopra la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), la coppia Dollaro-Yen ha effettuato il classico movimento di pull-back sulle medie mobili inferiori, a 10 e 25 giorni (rispettivamente la linea di colore azzurro e la linea rossa sul grafico).

Sull’EMA 50 transita la principale resistenza di breve-medio periodo, ed un’eventuale chiusura settimanale sopra tale ostacolo potrebbe fornire un ulteriore slancio rialzista con target in area 114-114,50, ovvero sui recenti massimi di breve periodo, toccati nel corso della prima settimana di Ottobre. Il brak-out di area 114,50, invece, potrebbe generare un’accelerazione rialzista con obiettivo in area 116.

Al ribasso, invece, il mancato superamento della media mobile a 50 giorni in chiusura settimanale, accompagnato da una flessione sotto le EMA a 10 e 25 giorni, ovvero sotto quota 112,50, potrebbe invece innescare un nuovo affondo in area 111, con possibilità di ulteriori flessioni verso quota 110.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 113,13 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 113,39 e 113,83; stop loss in caso di ritorno sotto quota 112,70 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 113,83 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 114,09 e successivamente a quota 114,53; stop loss in caso di ritorno sotto quota 113,39 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 114,53 per approfittare di possibili allunghi in area 114,80 e 115,24 estesi a quota 115,52; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 113,83 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 110,20 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 110,62 ed in un secondo momento a quota 111,05 esteso a quota 111,32; stop loss in caso di discesa sotto quota 109,80 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 112,70 e prevede i primi due target price in area 112,43 e 112; stop loss in caso di close orario sopra quota 113,13. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 112 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 111,75 e successivamente a quota 111,32; stop loss in caso di recupero sopra quota 112,70 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 111,32, per cercare di ricoprirsi in area 111,05 e 110,62, estesa a quota 110,20; stop loss in caso di ritorno sopra quota 112 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 115,52 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 115,24 e successivamente a quota 114,80, estesi a quota 114,53; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 116 in chiusura di candela oraria o daily.

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