Dollaro cerca di reagire su Yen dopo buona lettura vendite al dettaglio USA di novembre

All’indomani della brusca flessione del cross USD-JPY, che a margine del meeting della Federal Reserve ha lasciato sul terreno una figura e mezza, scendendo da oltre area 113,55 fino ad un minimo a quota 112,07, il biglietto verde cerca di formare una base di ripartenza nei confronti dello Yen giapponese e delle principali valute mondiali.

Il Dollaro ha pagato dazio a causa del rallentamento del ritmo di rialzi dei tassi previsto per il 2019, che scende da tre a due rialzi (tre ritocchi nel 2020). Per il 2018, invece, sono stati confermati 3 rialzi. A penalizzare il biglietto verde anche il rallentamento dell’inflazione USA di Novembre, che ha evidenziato un incremento anno per l’indice IPC Core soltanto dell’1,7%, in discesa dall’1,8% della rilevazione precedente.

La divisa statunitense ha comunque accennato una timida reazione dopo che il Dipartimento per il Commercio USA ha reso noto che negli Stati Uniti le vendite al dettaglio, a Novembre, sono aumentate dello 0,8% su base mensile, battendo i pronostici degli analisti, fermi a +0,3%, ed in rialzo anche dal 0,5% del mese di Ottobre. In salita anche il dato depurato dalle vendite del comparto auto, cresciute dell’1% dall0 0,4% della rilevazione mensile precedente (attese +0,1%).

Dollaro supportato anche dalla buona lettura dell’indice PMI manifatturiero di Dicembre che, in via preliminare si è attestato a 55 punti dai 53,9punti della precedente rilevazione e dei pronostici degli analisti. In calo, invece, il Purchasing Manager’s Index del comparto servizi, sceso sempre nella stima preliminare di Dicembre a 52,4 punti dai 54,5 punti del dato finale di Novembre (attese 54,7 punti).

L’indice composito (Servizi e Manifatturiero) ha invece evidenziato un calo a 53 punti dai 54,5 punti della precedente lettura mensile. L’indice PMI manifatturiero del Giappone, invece, in via preliminare a Dicembre, ha mostrato un aumento a 54,2 punti contro ai 53,6 punti di Novembre.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Tutto da rifare per il cross USD-JPY che interrompe quanto di buono evidenziato a livello tecnico la scorsa ottava, quando la coppia sembrava ormai diretta verso la resistenza di breve-medio periodo identificata in area 114. Il crollo post meeting FED, infatti, ha bruciato tutto il rialzo precedente, trovando un appoggio su un minimo in area 112. Al momento della scrittura, la coppia evidenzia un lieve calo dello 0,10% a quota 112,30 circa. Dal punto di vista tecnico, inoltre, le quotazioni sono nuovamente scivolate sotto le medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 periodi.

Una conferma daily sotto i minimi appena indicati potrebbe dar luogo ad ulteriori cali con target primario sui minimi di fine Novembre, appena sotto area 111, con step intermedio in area 111,40 circa. Al rialzo, invece, scongiurati ulteriori ribassi di brevissimo in caso di ritorno oltre le tre EMA di riferimento, ed in particolar modo oltre la media mobile a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), transitante in area 112,80. Oltre EMA 10, aumentano le probabilità di ulteriori allunghi in area 113,50.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista si attiva in caso di close orario maggiore di quota 112,74 e fissa i primi due obiettivi in area 113,17 e 113,43; stop loss in caso di ritorno sotto quota 112,04 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre quota 113,43 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 113,86 ed in un secondo momento a quota 114,13; stop loss in caso di ritorno sotto quota 112,74 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 114,13 per approfittare di possibili allunghi in area 114,40 e 114,83, estesa a quota 115,27; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 113,43 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 109,55 per sfruttare eventuali rimbalzi in un primo momento a quota 109,98 e successivamente a quota 110,40; stop loss in caso di discesa sotto quota 108,88 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, prende forma in caso di chiusura oraria minore di quota 112,04 e suggerisce di prendere profitto sui primi due target price in area 111,77 e 111,34; stop loss in caso di close orario sopra quota 112,74. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 111,34 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 110,92 e successivamente a quota 110,66; stop loss in caso di recupero sopra quota 112,07 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 110,66, per cercare di ricoprirsi in area 110,40 e 109,98, estesa a quota 109,55; stop loss in caso di ritorno sopra quota 111,34 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 115,27 per approfittare di eventuali storni in un primo momento a quota 114,83 ed in seconda battuta a quota 114,13; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 116 in chiusura di candela oraria o daily.

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