Dollaro debole dopo tregua commerciale sull’asse USA-Cina e letture PMI di novembre

La tregua politico-commerciale sancita al G20 di Buenos Aires tra Stati Uniti e Cina indebolisce il biglietto verde, risollevando le quotazioni della coppia Euro-Dollaro, in crescita fino ad un top intraday a quota 1,138, mentre al momento della scrittura passano di mano a quota 1,135, in rialzo dello 0,29%.

L’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, ha promesso che a partire dal prossimo 1 Gennaio non scatteranno le aliquote dei dazi al 25% sui prodotti importati dalla Cina, mentre il presidente cinese Xi Jinping si è impegnato a importare più prodotti agricoli Made in USA ed a cancellare i dazi al 40% sulle importazioni di auto americane. Molti osservatori ed analisti, tuttavia rimangono scettici sulle nuove posizioni assunte dai due capi di stato, e considerano il pseudo-accordo del G20 soltanto un periodo di tregua (90 giorni il momentaneo congelamento dei nuovi dazi) , prima della tempesta.

Euro giù dai massimi giornalieri sul Dollaro dopo che l’istituto di ricerca ed analisi finanziarie Markit ha reso noto che l’attività manifatturiera nell’Eurozona è aumentata al ritmo più debole degli ultimi due anni. La stima PMI di Novembre relativa al comparto della manifattura si è infatti assestata a 51,8 punti, in flessione dai 52 punti di Ottobre, ma tuttavia su un valore di poco superiore ai 51,5 punti della lettura preliminare. Il suddetto indicatore pur scendendo sul livello più basso da Agosto 2016, è riesce ancora a mantenersi oltre la soglia di espansione rappresentata dai 50 punti. Da ulteriori dettagli rilasciati da Markit è inoltre emerso che anche per la stima finale dello scorso mese ha pesato il rallentamento degli ordini; così come la frenata evidenziata dal sotto-indice relativo alla produzione, sceso a 50,7 punti ( stima flash 50,4 ) dai 51,3 punti di Ottobre, facendo segnare i minimi da metà 2013.

Non sono andate meglio le cose oltreoceano, dove la stima finale del Purchasing Managers Index di Novembre ha evidenziato la crescita più lenta da Settembre 2016, portandosi a 55,4 punti dai 55,3 punti della precedente rivelazione, corrispondente ai pronostici degli analisti. Una lettura che ha nuovamente pesato sul dollaro, sostenendo il cross EUR-USD.

Andamento cambio euro-dollaro sul breve-medio periodo


Quadro tecnico di breve-medio periodo ancora incerto per la coppia EUR-USD, che si trova sotto la resistenza di dinamica individuata in area 1,138-1,14. Come emerge dando un rapido sguardo al grafico con time-frame giornaliero in alto, le quotazioni si trovano congestionate tra le tre medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni. Le tre EMA appena indicate a loro volta sono compresse dentro una fascia molto limitata, compresa tra quota 1,135, su cui passa la media mobile a 10 giorni, (la linea di colore azzurro sul grafico) e quota 1,137, ovvero area di transito della media mobile a 25 giorni (la linea rossa sul grafico).

In mezzo la media mobile a 50 giorni (la linea verde sul grafico), che si colloca in area 1,1355. Il break-out daily di area 1,14, confermato successivamente in close settimanale potrebbe favorire il ritorno in area 1,17, con step intermedio in area 1,155-1,16.

Al ribasso, invece, un’eventuale perdita di area 1,132 potrebbe causare un rapido affondo verso quota 1,12,con possibili estensioni verso area 1,11-1,105.

Modello di trading sul cambio euro-dollaro valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 1,136 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 1,1386 e 1,1429; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,1316 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 1,1429 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 1,1456 e successivamente a quota 1,15; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1,1364 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1,15 per approfittare di possibili allunghi in area 1,1527 e 1,1571 estesi a quota 1,1642; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1,1429 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 1,104 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 1,11 ed in un secondo momento a quota 1,115 esteso a quota 1,1176; stop loss in caso di discesa sotto quota 1,0995 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 1,1316 e prevede i primi due target price in area 1,1289 e 1,1246; stop loss in caso di close orario sopra quota 1,136. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 1,1246 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 1,122 e successivamente a quota 1,1176; stop loss in caso di recupero sopra quota 1,1316 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 1,1176, per cercare di ricoprirsi in area 1,115 e 1,11, estesa a quota 1,104; stop loss in caso di ritorno sopra quota 1,1246 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 1,1642 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 1,1571 e successivamente a quota 1,1527, estesi a quota 1,1456; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 1,1714 in chiusura di candela oraria o daily.

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