Euro giù dopo che la BCE ha mantenuto invariati i tassi ed esteso programma QE

Pesante battuta d’arresto per la moneta unica europea nei confronti delle principali valute mondiali, dopo che la BCE ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse ed estendere il programma di Quantitative Easing per ulteriori 9 mesi oltre la scadenza del 31 Dicembre 2017. Neanche il cross EUR-JPY viene risparmiato dalle vendite ed alla fine della seduta di Giovedì 26 Ottobre lascia sul terreno l’1,15%, chiudendo gli scambi a quota 132,81.

Il governatore dell’istituto centrale, Mario Draghi, al termine del meeting, nel consueto appuntamento con la stampa ha dichiarato che i tassi d’interesse rimarranno a lungo fermi sui livelli attuali, ovvero tasso sui finanziamenti principali a zero, e tassi sui depositi e prestiti marginali rispettivamente a -0,4% e 0,25%. Draghi ha affermato che ciò si rende necessario per favorire la risalita dell’inflazione verso il target del 2%. Quindi tassi in modalità “forward guidance“ oltre la fine del QE. Programma di Quantitative Easing che, come anticipato tra le righe del paragrafo precedente, verrà esteso per ulteriori 9 mesi, quindi fino al 30 Settembre 2018, ma con acquisti ridotti a 30 miliardi di euro mensili dagli attuali 60 miliardi di euro.

La decisione di estendere il QE è stata intrapresa per accompagnare il ritmo di crescita che sta coinvolgendo l’intera Eurozona. Il controvalore totale degli acquisti di asset, alla fine del prossimo mese di Settembre arriverà a 2.570 miliardi di euro, 270 miliardi di euro in più rispetto ai 2.300 miliardi di euro che saranno acquistati fino al 31 Dicembre di quest’anno.

Draghi ha inoltre reso noto che all’interno del board operativo ci sono state delle divergenze che hanno riguardato la nuova scadenza del QE, con alcuni esponenti del braccio operativo della BCE che avrebbero preferito non indicare una precisa data di fine programma. Il numero uno dell’istituto centrale europeo ha comunque tenuto a precisare che rimane comunque attiva la cosiddetta opzione “open ended“, ovvero la possibilità di ulteriori estensioni della scadenza.

Andamento cross EUR-JPY sul breve-medio periodo


Brutta candela daily per il cambio Euro-Yen che trova un momentaneo sostegno nella media mobile a 25 periodi (la linea mediana sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), dopo aver ceduto il primo supporto di brevissimo, rappresentato dalla media mobile a 10 periodi (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico).

Sostegno di medio periodo che invece si colloca più in basso, in area 132-131,90 circa, zona su cui si colloca la media mobile a 50 periodi (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico). Persa l’EMA a 50 gg ci si troverebbe difronte ad una possibile inversione ribassista con target in area 130,50-130 e possibili ulteriori avvitamenti in area 129 nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse farsi più pesante.

Al rialzo, invece, la prima resistenza di brevissimo si colloca sull’ex supporto rappresentato dalla media mobile a 10 gg, in area 133,20, ma soltanto un ritorno oltre quota 134,20-134,30 in chiusura daily o meglio ancora settimanale, potrebbe diradare le nubi che hanno riavvolto la coppia EUR-JPY sul breve-medio periodo. Ulteriori allunghi, invece, sono previsti soltanto in caso di break-out dei recenti massimi a quota 134,50 per puntare ad area 136 in un primo e 137 in seconda battuta.

Modello di trading sul cambio euro-yen valida da 1 a 5 giorni

Il modello rialzista consiglia di aprire posizioni Long in caso di close orario oltre quota 133,20 e suggerisce di prendere i primi profitti in area 133,51 e 134,02; stop loss in caso di discesa sotto quota 132,68 in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di chiusura oraria maggiore di quota 134,02 per cercare di approfittare di possibili allunghi in un primo momento a quota 134,20 ed in seconda battuta a quota 134,53; stop loss in caso di ritorno sotto quota 133,20 in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre quota 134,53 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in area 134,85 e 135,56, estesa a quota 135,89; stop loss in caso di ritorno sotto quota 134,02 in close orario. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 129,55 per approfittare di eventuali rimbalzi in area 130,55 e 131,05; stop loss in caso di ulteriori cali sotto quota 129 in close orario o giornaliero.

Il modello ribassista, invece, suggerisce di attivare posizioni Short in caso di discesa sotto quota 132,68 in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 132,37 e 131,87; stop loss in caso di ritorno sopra quota 133,20 in close orario. Mantenere o sovrappesare le operazioni corte in caso di flessione sotto quota 131,87 in close orario per cercare di ricoprirsi prima a quota 131,36 e successivamente a quota 131,05; stop loss in caso di recupero di quota 132,68 in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni ribassiste in caso di rottura del supporto orario a quota 131,05 per cercare di sfruttare ulteriori cali in area 130,55 e 130,05, estesa a quota 129,55; stop loss in caso di ritorno sopra quota 131,87 in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 135,88 per sfruttare eventuali storni in area 135,36 e 134,85; stoppare le operazioni in caso di ulteriore estensione al rialzo oltre quota 136,50 in close orario o daily.

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