Fed spegne entusiasmi sui tassi 2018, dollaro cede terreno

Nel corso della giornata di ieri il dollaro statunitense ha proseguito nella sua discesa, andando così a erodere il recupero che era riuscito a mettere a segno nel corso della scorsa settimana. A indebolire la valuta verde è stato soprattutto il messaggio di grande cautela che è emerso da parte della Federal Reserve sulla debole dinamica dell’inflazione.

Di fatti, dai verbali del FOMC pubblicati ieri sera e dai vari discorsi Fed (sempre di ieri) è infatti emerso infatti come vi sia una maggioranza solida a favore di un altro rialzo dei tassi prima di fine anno ma – nel contempo – vi sia una maggiore incertezza per il sentiero dei rialzi successivi, che dipenderanno sull’effettiva dinamica inflazionistica nei prossimi mesi. In merito, un primo test lo si potrà avere già oggi, con la pubblicazione dei dati sui prezzi alla produzione, e poi domani – con quelli sull’inflazione – attesi in aumento. Se i dati non deluderanno, il dollaro USA potrebbe riprendere quota, almeno parzialmente.

Prosegue il recupero dell’euro

Sul generalizzato indebolimento del dollaro USA, l’euro ha naturalmente prolungato il proprio recupero in area 1,18 EUR/USD, toccando poi un massimo a quota 1,1880. A favorire l’incremento delle quotazioni della valuta unica europea è non solamente stato il ritracciamento tecnico e sostanziale del dollaro, quanto anche il ridimensionamento delle preoccupazioni per la questione catalana.

In merito, ricordiamo come il governo spagnolo abbia dato 5 giorni di tempo al presidente della Catalogna per chiarire se sia stata o meno formulata una dichiarazione unilaterale di secessione, ma contestualmente ha anche aperto la porta a una discussione sulla riforma della costituzione, che potrebbe portare alla concessione di maggiori poteri agli enti territoriali.

Per quanto invece concerne l’orbita BCE, Praet ha affermato che valutata la debole dinamica dell’inflazione rimane opportuno conservare un elevato grado di stimolo monetario. Praet ha altresì indicato che per la ricalibrazione del quantitative easing la BCE sta valutando due scenari alternativi: da una parte la possibilità di deliberare un’estensione più breve nel tempo del QE, ma con volumi più elevati; dall’altra parte il via libera a un’estensione più prolungata nel tempo, ma con volumi mensili più contenuti. Tra le due, gli analisti sembrano scommettere soprattutto sulla seconda chance, che potrebbe trovare un miglior accoglimento da parte del mercato.

Oggi si attende intanto un intervento di Draghi e la pubblicazione dei dati di produzione industriale dell’area di agosto, attesa molto positiva.

Sterlina e yen attendono novità

Sul generale indebolimento del biglietto verde, e in assenza di novità sul fronte domestico, la sterlina britannica ha potuto consolidare la propria ripresa contro il dollaro in area 1,32 GBP/USD, stabilizzandosi invece contro euro in area 0,89 EUR/GBP. Intanto, oggi ha termine il quinto round di negoziati con l’UE su Brexit: eventuali progressi intuibilmente andrebbero a favorire un rafforzamento della valuta britannica sia contro dollaro sia contro euro. Intanto, in Giappone si assiste alla contenuta fase di debolezza del biglietto verde, con lo yen che si è stabilizzato in area 112 USD/JPY.