Forex trading, i market mover 18-22 settembre 2017

Settimana di aggiornamenti macro per la zona euro, con la pubblicazione principale degli indici PMI e ZEW, che dovrebbero fornire utili indicazioni sullo stato di salute dell’economia dell’area. Ad ogni modo, il focus della settimana è orientato prevalentemente negli Stati Uniti, dove è in programma la riunione del FOMC: è prevedibile che il Comitato possa annunciare l’inizio del programma di riduzione del bilancio con avvio a ottobre e conservare così i tassi fermi.

Lunedì 18 settembre 2017

Cominciamo con a giornata di oggi, dove le uniche (poche) novità saranno relative al mercato dell’eurozona, dove l’inflazione dovrebbe essere rivista al rialzo di due decimi in agosto all’1,5%. La dinamica mensile dovrebbe essere stata rallentata almeno in parte dagli alimentari, con l’inflazione sottostante (cioè quella che è al netto, oltre che degli alimentari, anche di energia e tabacchi), che dovrebbe essere stabile all’1,2%, come luglio.

Martedì 19 settembre 2017

Scarsi i dati di rilievo anche per la giornata di martedì. Nell’area euro verrà pubblicato il dato tedesco sull’indice ZEW sulle attese per i prossimi mesi, previsto in aumento a 14 da 10. Negli Stati Uniti, i dati sui nuovi cantieri residenziali ad agosto dovrebbero essere poco variati, a 1,160 mila unità, contro le 1,155 mila unità di luglio. Le nuove licenze dovrebbero invece correggere a 1,220 mila unità.

Mercoledì 20 settembre 2017

Arriviamo infine alla giornata di mercoledì, con alcuni dati macro in aggiornamento in ambito immobiliare: qui le vendite di case esistenti nel mese di agosto sono attese con un lieve rialzo a 5,47 milioni di unità annualizzate, contro le 5,44 milioni del mese di di luglio.

Il focus è comunque incentrato sulla riunione del FOMC, che dovrebbe concludersi con l’annuncio dell’avvio del programma di riduzione degli acquisti di titoli, con avvio probabilmente già a ottobre (o in maniera meno probabile da gennaio). I tassi dovrebbero invece rimanere invariati, confermando così la pausa che è attesa in concomitanza con l’inizio della normalizzazione del bilancio. Gli aggiornamenti dello staff sulla valutazione dello scenario macroeconomico dovrebbe rimanere positiva, segnalando come l’impatto della stagione degli uragani non saraà in grado di modificare le tendenze di fondo. In particolare, l’inflazione dovrebbe essere stimata in maniera piuttosto prodente, con il target del 2% che dovrebbe essere posticipato al 2019. Qualche ulteriore innovazione potrebbe essere di riferimento anche sul fronte del sentiero dei tassi, con il FOMC che annuncerà l’intenzione di proseguire in una politica di tassi in aumento molto graduale, forse rimuovendo il riferimento all’ultimo rialzo per il 2017.

Possibile che alcuni rilievi possano arrivare anche dalla conferenza stampa conclusiva di Janet Yellen, con il numero 1 della Fed che dovrebbe comunque adottare ancora una volta dei toni piuttosto accomodanti, rammentando come la dipendenza dai dati e lo stretto monitoraggio dell’inflazione, in un contesto di incertezza, saranno ancora molto evidenti.

Giovedì 21 settembre 2017

Spostiamoci dunque alla giornata di giovedì, dove gli aggiornamenti statistici più interessanti riguarderanno l’area euro. Qui la nuova stima sulla fiducia delle famiglie dovrebbe indicare un lieve miglioramento, a -1,3, contro precedente dato di -1,5.

Si tratta altresì di una giornata importante anche per il nostro Paese, considerato che oggi il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare la Nota di Aggiornamento al DEF, che poi dovrà essere approvata dal Parlamento assieme alla relazione del Governo. Il documento dovrebbe inglobare un miglioramento della stima sul PIL in termini reali da 1,1% a 1,5% sul 2017 e da 1% a 1,3% sul 2018. Il target sul deficit potrebbe essere alzato da 1,2% a 1,7-1,8%.

Negli Stati Uniti, invece, l’indice della Philadelphia Fed a settembre è stimato in incremento a 20 punti da 18,9 punti di agosto.

Venerdì 22 settembre 2017

Concludiamo infine con la giornata di venerdì, dove gli unici spunti, comunque non particolarmente significativi, arriveranno dall’area euro, con la stima del PMI manifatturiero di settembre che dovrebbe scendere leggermente a 57 punti da 57,4 punti sulla scia di un calo dell’indice tedesco a 58,7 punti da 59,3 punti in contrapposizione a una progressione dell’indice francese, stimata a 56,0 punti da 55,8 punti.

L’indice PMI servizi è, invece, atteso migliorare a 55,0 punti da 54,7 punti, con un buon contributo dell’indice francese a 55,5 punti da 54,9 punti, di fronte alla stabilità dell’indice tedesco a quota 53,3 punti. Il PMI composito per l’eurozona potrebbe pertanto correggere a 55,5 punti da 55,7 punti.

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