Forex trading, i market mover 20-24 novembre 2017

Come ogni lunedì, è giunto il tempo di concentrarsi sui nostri market mover settimanali, in un periodo che peraltro vede una forte concentrazione a metà settimana, a causa dell’assenza di eventi del lunedì e del Thanksgiving americano.

Vediamo dunque, giorno per giorno, cosa attendersi e che cosa segnare sul proprio personale calendario macro!

Lunedì 20 novembre 2017

Giornata sostanzialmente tranquilla per area euro e Stati Uniti, complice l’assenza di eventi in programma.

Martedì 21 novembre 2017

Anche martedì non ci sarà alcun evento di rilievo nell’area euro, mentre negli Stati Uniti prendiamo d’occhio il nuovo dato sul mercato immobiliare, rappresentato dall’aggiornamento sul volume di vendita di case esistenti a ottobre, previsto in aumento a 5,45 milioni di unità annualizzate, da 5,39 milioni dell’aggiornamento di settembre. Il rialzo dovrebbe essere guidato dalla ripresa nelle regioni colpite dagli uragani.

Mercoledì 22 novembre 2017

Sicuramente più interessante è quel che accadrà nella giornata di mercoledì. In area euro gli spunti non sono tantissimi, ma nell’eurozona spicca comunque l’aggiornamento sulla stima preliminare della fiducia delle famiglie, che dovrebbe mostrare un valore stabile a novembre a -1,0, dopo due mesi di continui aumenti. Il morale delle famiglie rimane comunque al di sopra della media di lungo termine e non è escluso che nei prossimi mesi potrebbero vedersi ulteriori miglioramenti dato l’andamento più che solido dell’economia e mercato del lavoro.

Si riprende con gli aggiornamenti macro più corposi anche nell’area USA, dove il primo dato in uscita oggi sarà rappresentato dagli ordini di beni durevoli a ottobre, stimati in rialzo dello 0,8% su mese, per il terzo incremento consecutivo dopo due mesi di variazioni del 2% su mese ciascuno, sulla scia di dati solidi per l’aeronautica civile e delle auto. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare dello 0,4% su mese, con le indicazioni della componente ordini dell’ISM che rimangono piuttosto solide e puntano a un trend positivo anche nel quarto trimestre. Gli ordini di beni capitali al netto di aeronautica e difesa dovrebbero essere in rialzo per il quarto mese consecutivo e segnalare una probabile accelerazione degli investimenti fissi delle imprese.

Sempre oggi uscirà inoltre il dato sulla fiducia dei consumatori rilevata dalla University of Michigan per il mese di novembre, che dovrebbe segnare un parziale recupero dal dato precedente preliminare, risalendo a 98,5 punti contro 97,8 punti, e con moderati rialzi di aspettative e situazione corrente. La fiducia rimane così su livelli elevati e, da fine 2016, oscilla all’interno di un intervallo relativamente ristretto, coerente con espansione solida dei consumi. Il ritracciamento di novembre potrebbe essere dovuto alla percezione che la riforma tributaria avrà effetti incerti sul reddito disponibile, a seconda della composizione delle famiglie e delle detrazioni utilizzate finora nel computo dell’imponibile.

Il focus del giorno è comunque sulla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di inizio novembre da parte della Federal Reserve, che dovrebbero lasciare aperta la porta per un rialzo a dicembre, seguito da un sentiero graduale negli anni successivi. I verbali dovrebbero riportare diffuso consenso sulla valutazione positiva dello scenario di crescita

e del mercato del lavoro, ormai al pieno impiego, con indicazioni di attese per un’ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione. Per quanto attiene i prezzi, il Comitato di politica monetaria dovrebbe esprimere una divergenza di opinioni riguardo al trend atteso dell’inflazione, con la maggioranza dei membri che dovrebbe ancora ritenere che, con l’uscita di fattori temporanei visti nel 2017, l’inflazione dovrebbe riportarsi verso il 2% nel 2018-19. È altresì probabile che un gruppo di partecipanti (da quantificarsi) possa mantenere un atteggiamento più cauto, e condizionare in modo più esplicito il futuro sentiero dei tassi alla effettiva ripresa dell’inflazione.

Sul breve termine, probabile rialzo dei tassi a dicembre, ma opinioni molto diverse per quanto riguarda lo scenario del 2018- 20.

Giovedì 23 novembre 2017

Le ultime giornate della settimana interessano in maniera esclusiva l’area euro, valutata la chiusura dei mercati americani per il Thanksgiving.

Sul fronte dei dati nazionali, l’elemento di maggiore rilievo arriverà dalla Germania, dove la seconda stima del dato della crescita economica dovrebbe confermare l’accelerazione a 0,8% su trimestre e 2,8% su anno da un precedente 0,6% su trimestre e 2,3% su anno. Il dettaglio dovrebbe indicare una crescita più veloce della spesa aziendale e esportazioni, mentre è stimato che vi sia un rallentamento nella crescita dei consumi rispetto a quanto sperimentato nei mesi primaverili (+0,8% su trimestre). La crescita acquisita per il 2017 è di 2,5% e del 2,3% al netto degli effetti di calendario.

Altro dato nazionale sarà poi quello francese, con l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE che dovrebbe migliorare ulteriormente a novembre salendo a 112 punti da 111 punti.

Per quanto attiene i dati aggregati, il PMI composito è atteso in recupero a novembre a 56,5 punti da 56,0 punti, grazie al rimbalzo del PMI servizi a 55,5 punti dopo il calo di quasi un punto del mese scorso. Il PMI manifatturiero dovrebbe essere circa stabile a 58,5 punti, dopo tre mesi di continui aumenti.

Gli analisti ISP si attendono un recupero del PMI composito tedesco a 57,3 punti da 56,6 punti in particolare su di un aumento dell’indice servizi a 55,2 punti da 54,7 punti, mentre l’indice per il manifatturiero potrebbe cedere a 60,2 punti da 60,6 punti, rimanendo comunque su livelli assai elevati. In Francia il PMI composito è visto circa stabile a 57,6 punti da 57,4 punti, con le condizioni di business che potrebbero risultare in miglioramento nel manifatturiero a 56,5 punti da 56,1 punti, ma stabili nei servizi.

Sempre nella giornata di giovedì sono in pubblicazione i verbali della riunione della BCE dello scorso 26 ottobre, che dovrebbero fornire indicazioni sulle divisioni interne al Consiglio sull’estensione del programma di acquisto almeno fino a settembre 2018. Nelle ultime settimane alcuni membri del Consiglio hanno espressamente indicato che avrebbero preferito fosse comunicata una data ultima di termine del programma.

Venerdì 24 novembre 2017

In area euro, l’unico dato che chiude la settimana è l’andamento dell’indice IFO tedesco, che dovrebbe essere stabile a 116,7 punti a novembre, dopo mesi in costante aumento.

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