PIL Giapponese negativo: cross USD-JPY sale sui top a 2 mesi e mezzo

Il cross USD-JPY dopo aver trovato un valido sostegno a ridosso di area 109 ritrova la strada del rialzo, facendo registrare nuovi massimi a due mesi e mezzo, spingendosi fino ad un top intraday a quota 110,46. La coppia è stata supportata da alcuni dati macro poco esaltanti arrivati dal Giappone, che hanno pesato sull’andamento della divisa nipponica, favorendo il biglietto verde.

Le vendite hanno preso il sopravvento sullo Yen dopo la diffusione della lettura del PIL giapponese relativa al primo trimestre 2018, in calo per la prima volta negli ultimi 4 anni. Il Prodotto Interno Lordo del Giappone nel periodo Gennaio-Marzo ha evidenziato una contrazione pari a-0,2%, zavorrato dall’appiattimento dei consumi privati e dal rallentamento delle spese in conto capitale. Le indicazioni degli analisti erano per una variazione nulla. Si interrompe così una striscia positiva di PIL in espansione che durava da otto trimestri consecutivi.

Rallenta l’indice dei prezzi alla produzione in Giappone, salito del 2% su base annua ad Aprile, in linea con quanto pronosticato dagli analisti, ma in lieve discesa dal +2,1% di marzo. La lettura su base mensile invece ha evidenziato un progresso dello 0,1%, in miglioramento dal -0,1% della precedente rilevazione.

Segnali positivi sono invece arrivati dalla produzione industriale di Marzo, assestatasi a +1,4% secondo la stima finale, in aumento dal +1,2% della lettura preliminare. Su base annua invece, la crescita è stata pari a +2,4% dal +2,2% della stima flash.

Variazione mensile in calo per la componente core degli ordinativi di macchinari in Giappone, in discesa del 3,9% a Marzo, su base mensile, in netta frenata rispetto al +2,1% precedente. Deluse le aspettative degli analisti, che invece indicavano un calo meno evidente, pari a -3%. Frenata anche per la stima su base annua, in flessione del 2,4%, a dispetto del +0,3% atteso dal mercato e contro il +2,4% del mese di Febbraio.

Dollaro in rafforzamento sullo Yen dopo l’ultima lettura macro arrivata dagli USA in ordine cronologico, che ha visto la produzione industriale a stelle e strisce aumentare dello 0,7%, in linea con la stima mensile precedente, ma in lieve aumento rispetto al +0,6% pronosticato dagli analisti.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Il cambio Dollaro-Yen dopo aver trovato supporto nella media mobile a 10 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) ha superato i massimi toccati la settimana precedente, spingendosi, fino al momento della scrittura a quota 110,57.

La conferma in chiusura daily oltre i livelli attuali con molte probabilità potrebbe far scattare ulteriori allunghi con target in area 112-112,50 e step intermedio in area 111,50. Al ribasso, il sostegno di brevissimo rappresentato da EMA 10 si è alzato a quota 109,80, ed una sua eventuale rottura potrebbe generare ulteriori cali con target sulla media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico), transitante in area 109.

Sentiment di breve-medio periodo che continuerà a mantenersi positivo finché le quotazioni si troveranno sopra la media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che passa in area 108,50. Persa l’EMA a 50 periodi aumentano le chance di ulteriori affondi in area 107.

Modello di trading cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 110,30 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 110,56 e 110,99; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,82 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 110,99 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 111,25 e successivamente a quota 111,66; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,30 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 111,66 per approfittare di possibili allunghi in area 111,93 e 112,36, estesi a quota 113,06; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 110,99 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 107 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 107,65 ed in un secondo momento a quota 108,46; stop loss in caso di discesa sotto quota 106,50 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 109,82 e suggerisce di prendere profitto sui primi due target price attesi in area 109,56 e 109,15; stop loss in caso di close orario sopra quota 110,30. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 109,15 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 108,88 e successivamente a quota 108,46; stop loss in caso di recupero sopra quota 109,82 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 108,46, per cercare di ricoprirsi in area 108,21 e 107,65, estesa a quota 107; stop loss in caso di ritorno sopra quota 109,15 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 113,06 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 112,36 e successivamente a quota 111,93; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 113,75 in chiusura di candela oraria o daily.

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