Yen giù contro l’euro dopo revisione al ribasso inflazione giapponese

Cross EUR-JPY in crescita di circa mezzo punto percentuale, a quota 124,85, dopo che la Bank of Japan ha comunicato di aver tagliato nuovamente al ribasso la stima sull’inflazione per l’anno fiscale 2019, che avrà inizio ad Aprile. La banca centrale nipponica ha infatti portato la stima sull’indice dei prezzi al consumo allo 0,9% dall’1,4% della precedente stima. Si è trattata della quarta revisione al ribasso, rispetto alla prima proiezione risalente ad Aprile 2017. Sforbiciata al ribasso anche per l’inflazione attesa per l’anno fiscale 2020, portata all’1,4% dall’1,5% pronosticato lo scorso Ottobre. Sulla decisione della BoJ di correggere le proprie stime sull’inflazione per quest’anno e per il prossimo anno hanno influito i timori di rallentamento della crescita globale ed il calo del prezzo del petrolio.

L’istituto centrale giapponese ha inoltre confermato l’orientamento ultra-accomodante della propria politica monetaria, confermando il programma di stimoli, in quanto si legge in una nota diffusa, che : “ i crescenti rischi dell’economia e l’indebolimento della domanda globale stanno ostacolando i tentativi dell’istituto di assicurare una crescita duratura“. Secondo la BoJ l’economia nipponica continuerà ad espandersi ad ritmo moderato, frenato da diversi fattori, tra cui la guerra dei dazi tra USA e Cina e la Brexit; pertanto i tassi a breve termine saranno mantenuti negativi, a -0,1% ed il rendimento dei titoli di stato a dieci anni, a zero.

Pessime indicazioni per l’economia nipponica sono arrivate con il crollo dell’indice delle attività industriali giapponese, il cosiddetto All Industries Activity, che a Novembre ha evidenziato una contrazione dello 0,3%, dal +1,9% della precedente stima mensile. Confermate le attese degli analisti, che avevano indicato un calo dello 0,4%. Il suddetto indicatore misura la produzione complessiva di tutti i settori dell’economia del Paese del Sol Levante.

Ulteriori segnali negativi sono stati rivelati dalla lettura finale di Dicembre relativa agli ordinativi delle macchine utensili in Giappone, che ha evidenziato un forte calo del 18,3% su base annua, confermando la stima preliminare.

La Commissione Europea ha invece reso noto che a Gennaio, l’indice che misura la fiducia dei consumatori nell’Eurozona si è assestato a -7,9 punti, in miglioramento di 0,4 punti, rispetto ai -8,3 punti della stima mensile precedente. Deluse le attese degli analisti, che invece si aspettavano un valore pari -6,5 punti.

Andamento cross EUR-JPY sul breve-medio periodo

Quadro grafico di brevissimo in lieve miglioramento per la coppia Euro-Yen, che si è riportata momentaneamente al di sopra della media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). La conferma del break-out di EMA 10 potrebbe favorire ulteriori allunghi con target sulla resistenza daily successiva, che passa in area 125,20, zona su cui transita la media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico).

Per puntare su un’inversione rialzista anche sul breve-medio periodo, invece, le quotazioni dovrebbero necessariamente riconquistare la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 126,30. Al ribasso, invece, un’eventuale discesa sotto area 124-123 potrebbe favorire un veloce ripiegamento prima verso area 122 e successivamente a quota 120.

Modello di trading sul cambio euro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 124,75 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 125,05 e 125,33; stop loss in caso di ritorno sotto quota 124,27 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 125,33 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 125,62 e successivamente a quota 126,10; stop loss in caso di ritorno sotto quota 124,75 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 126,10 per approfittare di possibili allunghi in area 126,40 e 126,88, estesi a quota 127,37; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 125,05 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 121,23 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 121,98 ed in un secondo momento a quota 122,45, esteso a quota 123,22; stop loss in caso di discesa sotto quota 120,50 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 124,27 e prevede i primi due target price in area 123,98 e 123,50; stop loss in caso di close orario sopra quota 124,75. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 123,50 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 123,22 e successivamente a quota 122,75; stop loss in caso di recupero sopra quota 124,27 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 122,75, per cercare di ricoprirsi in area 122,45 e 121,98, estesa a quota 121,23; stop loss in caso di ritorno sopra quota 123,55 in close orario. Short speculativi in caso di approdo in area 127,37, per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 126,88 e successivamente a quota 126,40, estesi a quota 125,62; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 128,15 in chiusura di candela oraria o daily

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