Le esportazioni cinesi crollano sui minimi a 2 anni: scende l’indice Shangai composite

La brusca battuta d’arresto fatta registrare dalle esportazioni cinesi nel mese di Dicembre ha mandato in rosso l’indice Shangai Composite, condizionando negativamente anche le aperture delle principali borse del Vecchio Continente, nonché i futures degli indici di Wall Street. Il principale listino azionario della borsa cinese ha terminato gli scambi della prima seduta della settimana in calo dello 0,71%, a 2.535,77 punti.

Il ministero del commercio cinese ha infatti reso noto che le esportazioni, lo scorso mese, hanno inaspettatamente evidenziato una contrazione del 4,4% su base mensile, mostrando il peggior calo degli ultimi due anni, a dispetto di un +2% atteso dagli analisti. In flessione anche il dato sulle importazioni, giù del 7,6% rispetto al mese di Novembre, registrando il peggior risultato da Luglio 2016. Il calo dell’import, pertanto, ha principalmente contribuito a far sì che la bilancia commerciale cinese, nonostante il calo dell’export evidenziato in precedenza, facesse registrare un saldo positivo, pari a +57,06 miliardi di dollari (attese +51,60 miliardi di dollari).

Da ulteriori dettagli è inoltre emerso che il surplus commerciale nei confronti degli USA, nell’intero 2018 è volato sui massimi dal 2006, aumentando del 17% rispetto al 2017, assestandosi a +323,32 miliardi di dollari. Un risultato che potrebbe convincere il presidente statunitense Trump a rincarare la dose contro Pechino.

Sotto l’aspetto politico-economico, positiva l’apertura del ministro del commercio cinese, Zhong Shan, il quale ha dichiarato che il governo diminuirà le restrizioni contro gli investimenti stranieri nel Paese. La mossa di Pechino è principalmente votata ad stimolare gli investimenti di capitali provenienti dall’estero, per stimolare la domanda interna ed allontanare le minacce di recessione, che incombono sulla seconda economia mondiale, dopo il rallentamento stimato per PIL 2018, che potrebbe evidenziare la minor crescita dal 1990.

Il governo cinese si è inoltre detto pronto a tagliare le tasse per le società più piccole , per sostenere l’occupazione e la stabilità nel medio-lungo periodo.

Andamento indice Shangai composite sul breve-medio periodo


Sentiment di breve-medio periodo neutrale per le quotazioni del principale paniere azionario della borsa di Pechino. Nel corso delle ultime sedute, lo Shangai Composite si è infatti riportato sopra le medie mobili minori, a 10 e 25 giorni (rispettivamente la prima linea dal basso verso l’alto e la linea mediana sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), mentre è stato respinto dalla forte resistenza individuata nella media mobile a 50 giorni ( la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico ).

Pertanto, soltanto il break-out di EMA 50, confermato sia in chiusura daily che settimanale, e che al momento passa in area 2.575 punti, potrebbe favorire un’inversione rialzista con target in area 2.680-2.685 punti. Pericolosa, invece, l’eventuale perdita del sostegno di brevissimo che passa sull’EMA a 10 giorni, che nelle ultime sessioni si è stabilizzata intorno ad area 2.530 punti. Sotto EMA 10, in chiusura daily o peggio ancora settimanale, attese ulteriori accelerazioni al ribasso con target primario in area 2.480 punti ed obiettivo secondario verso quota 2.400 punti.

Pattern di trading sull’indice Shangai composite valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prende forma nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria maggiore di 2.541 punti e pronostica i primi due target price in area 2.550 e 2.566 punti; stop loss in caso di discesa sotto 2.525 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 2.566 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 2.576 punti e successivamente a 2.582 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 2.535 punti in chiusura di oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 2.582 punti, per cercare di prendere profitto in area 2.592 e 2.608 punti, estesa a 2.635 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 2.566 punti in chiusura di candela oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 2.435 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a 2.450 e 2.460 punti, estesi a 2.475 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto la soglia dei 2.410 punti in chiusura daily.

Il pattern di trading ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 2.525 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 2.515 e 2.499 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 2.541 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 2.499 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 2.490 punti ed in un secondo momento a 2.475 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di quota 2.525 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 2.475 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 2.460 e 2.450 punti, estesi a 2.435 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 2.500 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2.635 punti, in ottica di veloci pull-back di prezzo prima a 2.608 e 2.592 punti, estesi a 2.582 punti; stop loss in caso di allungo oltre 2.660 punti in chiusura di giornata.

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