Indice Ftse Mib in rosso dopo tracollo di Wall Street

Dopo la cocente battuta d’arresto fatta registrare nella prima seduta del mese di Ottobre, in cui l’indice Ftse Mib, dopo aver toccato un massimo intraday a 22.293 punti, ha lasciato sul terreno lo 0,81%, chiudendo a 21.927 punti, continuano le prese di benefico, con un momentaneo ribasso dell’1% a 21.710 punti.

Vendite che oltre al principale listino azionario di Piazza Affari stanno interessando anche i principali indici del Vecchio Continente. Tutte le borse hanno virato al ribasso inseguito all’inversione negativa di Wall Street, giù dopo il crollo fatto registrare dall’indice ISM manifatturiero di Settembre. L’indicatore elaborato dall’Institute for Supply Management, grazie alle indicazioni dei direttori agli acquisti delle aziende manifatturiere statunitensi, si è infatti assestato a 47,8 punti, evidenziando il valore più basso da Giugno 2009, peggiorando rispetto ai 49,1 punti di Agosto. Deluse anche le attese degli analisti, che invece si aspettavano un recupero a 50 punti.

L’umore degli investitori è stato inoltre guastato dalle notizie arrivate da Hong Kong, dove durante gli scontri tra manifestanti anti-Cina e forze dell’ordine un uomo sarebbe stato ferito da un agente con un colpo di pistola. I disordini ad Hong Kong sono aumentati nelle ultime ore in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario di nascita della Repubblica Popolare Cinese.

Gli ultimi dati macro italiani, rilasciati dall’ISTAT hanno invece certificato il calo dello 0,5% dell’indice NIC dei prezzi al consumo di Settembre; mentre la rivelazione su base annua ha mostrato un incremento dello 0,4%. Letture inferiori alle attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un calo congiunturale dello 0,2% ed un aumento dello 0,6% tendenziale.

Quelle appena evidenziate sono le stime preliminari sul tasso d’inflazione che si è pertanto confermato a +0,4% per la terza lettura mensile consecutiva. Sempre lo scorso mese, l’indice armonizzato IPCA ha evidenziato un aumento dell’1,5% su Agosto e +0,3% su base annua, in miglioramento rispetto alla lettura invariata ed al +0,5% del mese precedente. La cosiddetta inflazione di fondo, al netto di beni legati all’energia ed alimentari, ha invece rivelato un rialzo dello 0,5%. L’inflazione acquisita per il 2019 ha invece mostrato un incremento dello 0,7% per l’indice generale ed un aumento dello 0,6% per la componente di fondo.

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Andamento Future indice Ftse mib sul breve-medio periodo


Momentanea inversione ribassista di brevissimo anche per il derivato dell’indice Ftse Mib, scivolato sotto il primo sostegno rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). Le quotazioni, mentre scriviamo, sono scese anche al di sotto della media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che passa in area 21.745 punti. L’eventuale perdita di EMA 25 in chiusura giornaliera potrebbe causare un ulteriore affondo con target sull’importante supporto multiday rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che transita in area 21.550 punti.

Perso il sostegno appena indicato in chiusura settimanale, le quotazioni potrebbero precipitare in area 21.000-20.800 punti. Lo scenario ribassista appena delineato potrebbe venir meno in caso di recupero di EMA 10 e successivo allungo oltre area 22.000 punti in chiusura d’ottava.

Pattern di trading sul future indice ftse mib (FIB) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di 21.705 e pronostica i primi due target price in area 21.745 e 21.810 punti; stop loss in caso di discesa sotto 21.590 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 21.810 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 21.945 punti e successivamente a 21.990 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 21.625 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 21.990 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 22.075 e 22.295 punti, estesi a 22.520 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 21.770 punti in chiusura oraria o daily. Long speculativi in caso di affondo in area 20.980 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi a 21.110 e 21.240 punti, estesi a 21.375 punti; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 20.770 punti in chiusura oraria o di giornata.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 21.590 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 21.510 e 21.460 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 21.705 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario a 21.460 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 21.375 e successivamente a 21.305; stop loss in caso di recupero oltre 21.590 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi sotto 21.305 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 21.240 e 21.110 punti, estesa a 20.980 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 21.545 punti in chiusura oraria o giornaliera. Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 22.520 punti, per sfruttare possibili correzioni a 22.295 e 22.075 punti, estesi a 21.990 punti; stop loss con close daily oltre 22.750 punti.

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