Indice Ftse Mib in area 19.000 punti: rischio procedura infrazione UE per l’Italia

Chiusura piatta per l’indice Ftse Mib nella seduta di Martedì 6 Novembre, con gli scambi che si sono conclusi con un lieve calo dello 0,07% a quota 19.268 punti.

Dopo una mattinata caratterizzata dalle vendite, in cui il principale listino azionario di Piazza Affari era arrivato a cedere poco più di un punto percentuale, scivolando su un minimo a quota 19.073 punti, il sentiment è migliorato sensibilmente, aiutato dai buoni risultati trimestrali di Intesa SanPaolo e dalla partenza positiva di Wall Street.

Le vendite mattutine erano state ancora una volta incentivate dall’aumento dello Spread tra BTP e BUND che aveva sfiorato quota 300 pb, dopo la richiesta dell’Eurogruppo al governo italiano, di modificare la legge finanziaria entro il 13 Novembre, e di rispettare le regole comunitarie, pena ‘apertura di una procedura di infrazione dell’Italia per eccessivo deficit. La risposta del governo a guida M5S-Lega, per bocca del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria non è tardata ad arrivare, ribadendo che i contenuti del DEF non cambieranno.

Indice Ftse Mib appesantito anche dal rallentamento della crescita economica italiana, fotografato con il calo dell’indice PMI Composito, sceso nel mese di Ottobre a 49,3 punti, dai 52,4 punti di Settembre. La frenata del suddetto indicatore, che raggruppa i risultati PMI relativi al settore manifatturiero e servizi, è stata principalmente causata dal rallentamento del Purchasing Managers Index del settore terziario, sceso a 49,2 punti dai 53,3 punti di Settembre, facendo registrare la prima contrazione da Maggio 2016, poiché sotto lo spartiacque rappresentato dalla soglia dei 50 punti.

Tra le singole storie dei titoli quotati sul paniere principale, in evidenza: Campari (+3,7%) dopo la diffusione di conti brillanti; Mediaset (+2,4%) dopo aver esercitato l’opzione put per la cessione della piattaforma Premium a Sky; e come già accennato Intesa SanPaolo (+1,3%) in scia agli ottimi risultati trimestrali. Intesa ha chiuso il terzo trimestre di quest’anno con un utile netto pari a 833 milioni di euro, a dispetto dei 792milioni di euro stimati degli analisti, ma soprattutto ha confermato la politica dei dividendi e l’outlook sul piano strategico 2018-2021.

Andamento quotazioni future indice Ftse mib sul breve-medio periodo

Fase di brevissimo molto incerta per il derivato dell’indice Ftse Mib, che dopo aver trovato una prima resistenza nella media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) è sceso a testare con successo il primo supporto rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico).

La rottura di uno dei due estremi appena indicati, che si collocano rispettivamente in area 19.135 punti per l’EMA 10 ed a 19.415 punti per quanto riguarda l’EMA a 25 giorni, detterà l’andamento del FIB nelle prossimi giorni o settimane.

Un eventuale break-out rialzista di EMA 25 potrebbe condurre le quotazioni verso la resistenza di breve-medio periodo identificata con L’EMA a 50 giorni ( la linea di colore verde sul grafico ) che transita in area 19.930 punti; mentre la perdita dell’EMA 10 potrebbe favore un ritorno un area 18.750 punti esteso a 18.500 punti.

Pattern di trading sul future indice Ftse mib valido da 1 a 5 giorni

Il pattern rialzista prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di 19.295 punti e pronostica i primi due target price in area 19.330 e 19.415 punti; stop loss in caso di discesa sotto 19.175 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di allungo oltre 19.415 punti in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare eventuali estensioni al rialzo prima a 19.520 punti e successivamente a 19.645 punti; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 19.230 punti in chiusura di oraria o di giornata.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di 19.645 punti, per cercare di prendere profitto in area 19.765 e 19.865 punti, estesa a 20.065 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 19.415 punti in chiusura di candela oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 18.500 punti, per sfruttare eventuali rimbalzi a 18.685 e 18.805 punti, estesi a 18.875 punti; stop loss in caso di ulteriori avvitamenti sotto la soglia dei 18.300 punti in chiusura daily.

Il pattern ribassista, invece, si attiva in caso di discesa sotto 19.175 punti in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 19.060 e 18.955 punti; stop loss in caso di chiusura oraria oltre 19.295 punti. Mantenere o incrementare le operazioni Short in caso di discesa sotto 18.955 punti in chiusura di candela oraria o giornaliera, per cercare di ricoprirsi in prima battuta a 18.875 punti ed in un secondo momento a 18.805 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di quota 19.230 punti in chiusura oraria o daily.

Lecito attivare nuove posizioni corte in caso di close orario minore di 18.805 punti, per sfruttare eventuali flessioni in area 18.685 e 18.570 punti, estesi a 18.500 punti; stop loss in caso di ritorno sopra 19.070 punti in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 20.065 punti, in ottica di veloci pull-back a 19.865 e 19.765 punti, estesi a 19.645 punti; stop loss in caso di allungo oltre 20.265 punti in chiusura di giornata.

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