L’indice Ftse Mib da l’addio al governo Conte lasciando sul terreno l’1,11%

L’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,11% a 20.485 punti, risultando la peggiore borsa del Vecchio Continente. Il principale listino azionario della borsa milanese è in balia del rovente clima politico italiano, culminato con la crisi di governo, il cui epilogo ha visto la fine del governo Conte, sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle. L’unico effetto positivo delle dimissioni del premier Giuseppe Conte lo si è avuto sullo Spread, che da 220 punti base è rientrato in area 200, con il rendimento sulle obbligazioni decennali sceso intorno all’1,35%. La palla adesso passerà nelle mani del Capo dello Stato, Mattarella, che secondo fonti vicine al Quirinale potrebbe avviare le consultazioni per il tentativo di formare un nuovo governo.

Vendite diffuse su quasi tutte le azioni presenti sul listino delle Blue Chips italiane, ad eccezione di Amplifon (+2,88%), che si conferma più che mai un titolo altamente difensivo, e Juventus (+3,73%), in rampa di lancio sui rumors che vedono il club bianconero interessato a rilevare il campione brasiliano Neymar, attualmente in forza ai francesi del PSG.

Malissimo i titoli del comparto bancario, con cali dai 2 ai quasi 4 punti percentuali, con la sola Intesa SanPaolo a limitare le perdite a poco più di mezzo punto percentuale. Giù anche i titoli del comparto OIL, con Eni che ha lasciato sul terreno quasi 1 punto percentuale e Tenaris e Saipem in calo del 2%. Non ha nemmeno aiutato Wall Street, che dopo un avvio lievemente positivo ha virato in rosso, condizionando negativamente la chiusura del Ftse Mib e delle piazze finanziarie europee.

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Andamento future indice Ftse Mib sul breve-medio periodo


Seduta all’insegna delle vendite anche per il derivato dell’indice Ftse Mib, giù dello 0,9%, a 20.493 punti, non molto lontano dal minimo intraday toccato a 20.440 punti. Dopo aver raggiunto un momentaneo massimo a quota 20.710 punti, le quotazioni del FIB hanno virato verso il basso, anche se dall’analisi del volume di scambio, in calo del 18% rispetto a quello della seduta precedente, è emersa la scarsa convinzione nel vendere da parte di investitori e trader.

Come evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, il derivato del Ftse Mib, dopo essere sceso su un minimo plurisettimanale a quota 19.920 sta cercando di reagire, tentando di rompere al rialzo la prima resistenza di brevissimo, rappresentata dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che transita in area 20.570 punti.

Superata EMA 10, le quotazioni potrebbero spingersi verso il primo ostacolo giornaliero che si colloca sull’EMA 25 (la linea mediana sul grafico), che passa in area 20.930 punti. Per sperare in un’inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, le quotazioni del FIB dovrebbero necessariamente riconquistare la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che mentre scriviamo transita in area 21.050 punti.

L’eventuale break-out di EMA 50, invece, potrebbe attivare un’ulteriore estensione al rialzo con target in area 21.500 punti. Il mancato superamento degli ostacoli di brevissimo che passano su EMA 10 potrebbe invece causare il ritorno prima verso area 20.000 punti e successivamente provocare un ulteriore affondo in area 19.500 punti.

Pattern di trading sul FIB valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di 20.570 punti e pronostica i primi due target price in area 20.695 e 20.780 punti; stop loss in caso di discesa sotto 20.440 punti in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni Long in caso di chiusura oraria oltre 20.780 punti, per cercare di prendere profitto in primo luogo a 20.855 punti e successivamente a 20.985 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 20.570 punti in close orario.

Si consiglia di attivare nuove posizioni Long in caso di break-out orario o daily di 20.985 punti, per sfruttare eventuali allunghi in area 21.125 e 21.185 punti, estesi a 21.315 punti; stop loss in caso di ritorno sotto 20.710 punti in chiusura oraria o daily. Suggeriti Long speculativi in caso di affondo in area 19.650 punti, per approfittare di eventuali veloci rimbalzi prima a 19.765 e in un secondo momento a 19.890 punti, estesi a 20.035 punti; stop loss in caso di close daily sotto 19.450 punti.

Il pattern di trading ribassista, invece, prende forma in caso di discesa sotto 20.440 punti in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 20.360 e 20.235 punti; stop loss in caso di close orario maggiore di 20.570 punti. Mantenere o aumentare l’esposizione Short in caso di rottura del supporto orario 20.235 punti, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 20.110 punti e successivamente a 20.035 punti; stop loss in caso di recupero oltre 20.490 punti in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione delle vendite dovesse spingersi anche sotto 20.035 punti in chiusura di candela oraria o daily, per tentare di ricoprirsi in area 19.890 e 19.765 punti, estesa a 19.650 punti; stoppare le operazioni in caso di recupero di 20.235 punti in chiusura oraria o giornaliera. Consigliati Short speculativi in caso di ulteriori allunghi in area 21.315 punti, per sfruttare possibili correzioni in prima battuta a 21.185 punti e successivamente 20.985 punti, estese a 20.855 punti; stop loss con close giornaliero oltre 21.530 punti.

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