Analisi tecnica settimanale oro: prese di beneficio in attesa del rialzo tassi FED

Settimana all’insegna delle prese di beneficio per le quotazioni dell’oro, caratterizzata dall’atteso discorso del Presidente della Federal Reserve americana, Janet Yellen. La numero 1 della FED, parlando all’Executives Club di Chicago, si è lasciata andare rispetto agli interventi del passato.

Usando toni da “falco“ la Yellen ha parlato di rialzo dei tassi “appropriato“ nel corso del meeting dell’istituto centrale americano in calendario il 14 e 15 Marzo, grazie alla forza dimostrata dal mercato del lavoro a stelle e strisce ed all’ obiettivo di inflazione al 2% ormai raggiunto. La Yellen ha velatamente lasciato intendere che quest’anno saranno ben tre le manovre al rialzo sui tassi Federal Funds, che cresceranno ad un ritmo più elevato rispetto al 2015 e al 2016, quando il temporeggiare era dettato anche dai rischi che incombevano dall’estero e che adesso sembrano essere meno preoccupanti. Il discorso del Governatore della FED ha confermato le anticipazioni arrivate qualche giorno prima per bocca di altri autorevoli membri del FOMC che avevano parlato di rialzo dei tassi “urgente“ e che avevano letteralmente affossato le quotazioni del metallo giallo e degli altri preziosi.

Di conseguenza, quanto affermato dalla Yellen non ha suscitato grossi scossoni sui prezzi dell’oro, in tenuta rispetto ai minimi fatti registrare qualche ora prima, quando la pressione delle vendite era stata alimentata anche dal record fatto registrare dal mercato del lavoro USA che la scorsa settimana ha evidenziato il minor numero di richieste di sussidio disoccupazione settimanale dal 1973 ad oggi. Lo strumento che misura le probabilità di rialzo dei tassi fa segnare un valore pari all’ 85% per il mese di Marzo.

Quotazioni dell’oro sotto il supporto a 1.250 dollari – visione di breve medio periodo


È durato appena una settimana il break-out della forte resistenza di breve-medio periodo dei prezzi dell’oro. Avendo fatto registrare una chiusura settimanale a 1.234,50 dollari, le quotazioni del metallo giallo falliscono il primo tentativo di riacciuffare area 1.280-1.300 dollari, ex supporto di medio-lungo periodo perso in occasione dell’esito a sorpresa delle elezioni presidenziali negli USA che ha visto trionfare contro ogni pronostico Donald Trump.

Il violento sell-off innescato da area 1.260 dollari ha trovato un primo sostegno sul minimo settimanale a quota 1.222,90 dollari, ad un passo dalla media mobile a 50 periodi (prima linea dal basso verso l’alto sul grafico giornaliero) transitante tra 1.219-1.220 dollari. Sotto EMA 50 aumenta il pericolo di caduta verso i minimi del mese scorso in area 1.200 dollari.

Al rialzo, invece, il quadro di breve ritorna ad essere positivo soltanto con il ritorno prima sopra la media mobile a 25 periodi (linea centrale sul grafico) e successivamente oltre la media mobile a 10 periodi (prima linea dall’alto verso il basso sul grafico) transitante a quota 1.240 dollari. Oltre quota 1.250 dollari, invece, possibilità di provare un secondo attacco verso area 1.280-1.300 dollari.

Strategia di trading sull’oro – validità 1-5 giorni

Lo scenario Long prevede l’apertura di posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 1.237,70$ e pronostica i primi due target price a 1.242,30 e 1.244,80 dollari; stop loss in caso di ritorno sotto 1.231,10$ in close orario. Mantenere o sovrapperare le operazioni Long in caso di allungo oltre quota 1.244,80$ in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto prima a 1.250$ e successivamente a 1.252,95$; stoppare le operazioni in caso di discesa sotto 1.235,20$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con l’apertura di nuovi posizioni rialziste nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 1.252,95$ in close orario con obiettivi a 1.257,70 e 1.259,20 dollari; stop loss un caso di ritorno sotto 1.244,80$ in close orario. Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 1.193,80$ per sfruttare eventuali rimbalzi a 1.201$ in prima battuta e successivamente a 1.208,20$; stoppare le posizioni in caso di close orario minore di 1.188 dollari.

Lo scenario Short, invece, offre spunti operativi al ribasso in caso di chiusura oraria minore di 1.231,10$ e fissai primi due obiettivi a 1.228,50 e 1.221,90 dollari; stop loss in caso di risalita verso 1.237,70$. Mantenere o incrementare le posizioni ribassiste nel caso in cui la pressione delle vendite si spinga sotto 1.221,90$ in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto prima a 1.215.40$ e successivamente a 1.208,20$; stoppare le operazioni in caso di recupero di area 1.235,20$ in close orario.

Lecito attivare ulteriori posizioni corte nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria minore di 1.208,20$ per cercare di ricoprirsi in area 1.201 e 1.193,80 dollari; stop loss in caso di ritorno sopra 1.221,90 in close orario. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 1.259,20$, per sfruttare eventuali correzioni prima a 1.252,95$ ed in un secondo momento a quota 1.250$; stoppare le posizioni in caso di ulteriori allunghi oltre 1.264,85$ in chiusura di candela oraria.

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