Bitcoin Cash: cos’è, come funziona, come guadagnare, differenze con Bitcoin

Bitcoin Cash cos’è? Bitcoin cash come funziona? Com’è nata Bitcoin Cash? Conviene investire nei Bitcoin Cash? I Bitcoin Cash sono una truffa? Qual è la differenza tra Bitcoin e Bitcoin Cash? La criptovaluta Bitcoin Cash è l’ultima nata tra le monete digitali questo agosto. Diventando così il tormentone estivo del trading, una sorta di “Despacito” delle piattaforme online. Del resto, le criptovalute si stanno sempre più imponendo come asset interessante per investire, generando grande fascino ma ancora tanta diffidenza. Ad aprire le dance fu proprio il Bitcoin, immesso sul mercato nel 2009.

Questa criptovaluta si distingue per il fatto che sfugge dai poteri dello Stato centrale, non prevede una Banca centrale che le emetta come invece succede per le valute tradizionali. Mentre si basa su un sistema che si auto-gestisce, la Blockchain. Ogni transazione è protetta da un lungo codice di 32 caratteri (di qui il suffisso “cripto”) e si prevede un ammontare massimo in circolazione (21 milioni che saranno raggiunti entro il 2040).

Ai Bitcoin si sono aggiunte tante altre criptovalute, al punto che oggi sul mercato ne troviamo una settantina. Sebbene quelle più sicure e traslate siano una dozzina. Su tutte, oltre ai Bitcoin, troviamo Ethereum, Ripple, Monero. Le criptovalute sono viste con diffidenza dagli stati centrali in quanto possono essere utilizzati anche per operazioni illegali. Come riciclare denaro sporco, la compravendita di armi, finanziare gruppi terroristici. Ad oggi, inoltre, sono anche ancora estremamente volatili in Borsa, tanto da poter far guadagnare in maniera incredibile.

Come dicevamo, Bitcoin Cash è stata lanciata il primo agosto. Nata da una costola di bitcoin, proprio come Eva da Adamo. Cerchiamo dunque di rispondere a tutte le domande poste nell’incipit.

Bitcoin Cash cos’è

Partiamo dalla domanda più semplice: cos’è Bitcoin Cash? Il Bitcoin Cash è un “hard fork” della criptovaluta Bitcoin. Cosa significa Hard fork? Il fork di un progetto si verifica quando gli sviluppatori prendono una copia del codice sorgente da un pacchetto software e cominciano a svilupparlo in maniera indipendente su di esso. Al fine di creare una parte separata e distinta del software. Quindi, il termine inglese fork non solo sta per “ramo di sviluppo”, ma anche una separazione all’interno del gruppo di sviluppatori. Per quello che un tempo si chiamava “scisma” (nella storia è diventato celebre lo Scisma d’Oriente e Scisma d’Occidente nella Chiesa romana). Un fork quindi è un corto circuito che scatta in un gruppo di lavoro quando sorgono delle dissonanze tra i progettisti. Ma perché è nato Bitcoin Cash? Proprio per uno scisma all’interno del team degli sviluppatori: una parte di loro non era d’accordo con alcune specifiche tecniche del progetto, e quindi “ha sbattuto la porta” dando vita appunto ad un fork. Dando vita ad una moneta digitale che meglio esprima le loro idee.

Ecco i tratti distintivi del Bitcoin Cash:

  • Simbolo: BCC
  • Dimensione Blocco Blockchain: 8 MB
  • Tecnologia: Replay, Protezione Wipeout, SigHash
  • Exchange Supportati: ViaBTC, BITTREX, Kraken, Bitfinex, Kex, Huobi, Korbit, BTCBOX,Toubi, Coinfloor, HitBTC, BTCPOP, BitStarEx, Mercado Bitcoin
  • Wallet Supportati: Bitcoin ABC, Bitcoin Classic, Bitcoin Unlimited, BXT, Ledger, Trezor, Btc.com.
  • Servizi Aggiuntivi: BlockChair

Bitcoin Cash come funziona

Come funziona Bitcoin Cash? Data la sua natura di criptovaluta, funziona mediante crittografia applicata al suo protocollo di base. Proprio per rendere sempre le transazioni anonime e quindi in perfetta sicurezza per chi effettua le transazioni. Tuttavia, non mancano anche per le criptovalute vari canali di di trasporto “paralleli” che espongono i loro possessori a rischi. Ancora, i wallet che li custodiscono (termine con cui si definiscono i portafogli virtuali) possono essere esposti agli attacchi da parte degli Hacker (i moderni rapinatori).

Come funzionano i wallet del Bitcoin cash? Proprio come i conti correnti bancari ordinari. Prevedono due tipi di chiavi o codici: una chiave pubblica utilizzata per ricevere criptomonete nel portafoglio corretto, ed una privata per verificare la proprietà dell’origine delle monete virtuali traslate. I conti digitali sono comunque esposti a rischio, specie quando le chiavi sono accessibili tramite parti errate.

Possiamo però dire che il blockchain di Bitcoin Cash è sostanzialmente sicuro. Il problema però sono gli strumenti di scambio che i suoi titolari usano per concretizzare le proprie operazioni.

Bitcoin, cambia qualcosa con nascita Bitcoin Cash?

Il Bitcoin Cash è nato il primo agosto 2017, una parte dei portafogli e exchange di criptovalute hanno fornito ai proprietari di Bitcoin il solito quantitativo anche in Bitcoin Cash a partire da quella data. Ma per i possessori di bitcoin cambia qualcosa con nascita del Bitcoin Cash? I trader che avevano nel proprio wallet (ossia portafoglio virtuale) già Bitcoin prima del primo agosto, hanno automaticamente la solita quantità di Bitcoin Cash. Quindi, se ad esempio il 30 luglio un trader aveva già 100 Bitcoin prima della nascita del Bitcoin Cash, il 2 agosto avrà sia 100 Bitcoin che 100 Bitcoin Cash, che possono essere spesi in maniera libero.

Bitcoin Cash com’è nato

Come è nato il Bitcoin Cash? Abbiamo detto prima che è nato da una spaccatura all’interno del team di sviluppatori dei bitcoin. La sua storia è troppo breve, dato che è nato da circa 3 mesi, ma ha tutte le potenzialità per scrivere tante pagine di trading importanti. Il disguido tra gli sviluppatori è nato il 20 luglio 2017, quando la comunità bitcoin ha votato per il il 97% a favore, sulla proposta di miglioramento del bitcoin (BIP) 91. La mozione portava la firma di James Hilliard, assistente di garanzia di Bitmain, per attivare l’algoritmo Segregated Witness (SegWit) a partire dal primo agosto 2017 tramite un soft-fork.

Ma la mozione Hilliard non ha trovato tutti d’accordo. Alcuni sviluppatori dei bitcoin ritenevano che, adottare il BIP 91 senza aumentare il limite di dimensioni di blocco, avrebbe solo rimandato il problema più importante patito dai bitcoin: la lentezza eccessiva per confermare le transazioni. Tali sviluppatori vorrebbero così che le persone trattassero il Bitcoin come un investimento digitale vero e proprio anziché una valuta di transazione come avviene oggi. Pertanto, tali sviluppatori ha fatto sentire la propria volontà di implementare un hard-fork della criptovaluta Bitcoin, chiamata appunto Bitcoin Cash il primo agosto. Inizialmente, Bitcoin Cash ha ereditato la cronologia delle transazioni della valuta bitcoin al primo agosto, mentre le successive transazioni (dopo il fork del primo agosto) sarebbero invece state separate. Questa neonata criptovaluta si contraddistingue dalla moneta digitale originaria per le dimensioni di blocco a 8 MB, che la rendono incompatibile quindi con la originaria blockchain dei bitcoin.

Bitcoin Cash ha iniziato il trading a termine a 0,5 BTC il 23 luglio, ma è sceso a 0,10 BTC il 30 luglio. La capitalizzazione di mercato è apparsa dalle 23:15 UTC il primo agosto 2017. Il quantitativo massimo in circolazione per i bitcoin cash è lo stesso degli originari bitcoin. Vale a dire 21 milioni di token.

Bitcoin Cash perché è nato

Tecnicamente, il problema del bitcoin che ha portato alla diaspora è stata la scalabilità dei Bitcoin, conseguente al fatto che i blocchi nella blockchain siano limitati ad un megabyte di dimensione. I blocchi più grandi di un megabyte sono rifiutati in automatico dalla rete come non validi. Tali blocchi comportano le transazioni sulla rete Bitcoin fin dall’ultimo blocco creato. Ciò permette di conseguire più o meno al massimo 3 transazioni al secondo. Tale limite ha generato un effetto “collo di bottiglia“ nella rete della prima criptomoneta in assoluto, con la conseguenza negativa di aver visto aumentare le commissioni di transazione e ritardare la elaborazione di transazioni che non possono essere così inserite nel blocco.

Varie sono le proposte susseguitesi in questi anni per rendere scalabile il bitcoin. C’è addirittura chi, come Business Insider, ha apostrofato questa disputa come la “battaglia ideologica sul futuro di bitcoin”. Battaglia che, come visto, ha portato alla nascita di una seconda criptovaluta. Come quando, in pratica, si sono divise Irlanda del Nord ed Irlanda, Corea del Nord e Corea del Sud.

In data 21 Luglio era stato proposto mediante il BIP 91 di adottare il SegWit, che avrebbe quindi apportato delle migliorie al Bitcoin senza che si renda necessaria l’adozione di un hard fork. Tuttavia molti miners hanno ritenuto che eseguire l’update a SegWit non sarebbe bastato e quindi sarebbe servito un cambiamento più radicale. Ed ecco che si è generato l’hard fork in Bitcoin Cash. Nelle prime ore dall’avvenuto hard fork, il bitcoin si trovava ancora ad essere scambiato al livello di 2.700 dollari. In pratica il prezzo era rimasto invariato. Il prezzo di Bitcoin Cash si attesta invece tra i 200 e i 450 dollari, in base alla liquidità dell’exchange in cui viene negoziata.

Quindi, ad oggi, le 2 criptovalute hanno due valori separati, e ciascuno deriva da una tabella di marcia tecnica differente e dalle community di supporto. Il problema che può sorgere è che entrambe queste forme di bitcoin si facciano la guerra tra loro, vedendosi erodere il proprio valore rispettivamente.

Bitcoin Cash è il frutto di una diaspora tra i team interni dediti allo sviluppo della moneta digitale Bitcoin e le grandi mining pool che hanno ormai creato un vero e proprio “cartello” (proprio come quello che da anni funesta il mercato delle assicurazioni italiano o le compagnie petrolifere), controllando così in maniera monopolistica la rete sia dal punto di vista della potenza computazionale che dal punto di vista di quella politica.

Gli ideatori del Bitcoin Cash vogliono dare più potere agli utenti, mentre i miners cercano di accentrare il controllo delle criptomonete nelle proprie mani, facendo via via dissolvere l’attuale decentralizzazione che caratterizza la rete. Ad oggi però gli exchange non credono ancora nel Bitcoin Cash, tanto che solo due li supportano: Kraken e Bitfinex. Diversamente da quanto fatto da Coinbase, GDAX, Bitmex, Exodus, Bitstamp.

Occorre però dire che le modifiche che hanno portato alla nascita di Bitcoin Cash sono stato frutto di 2 anni di dibattiti. L’obiettivo originario era quello di aumentare la quantità di dati che ogni blocco può contenere, e ciò rende proporzionalmente più complesso il lavoro dei nodi e dei miners predisposti a monitorare la blockchain e convalidare quindi le operazioni. Cosa significa ciò? Che il sistema tecnologico alla base dei bitcoin si è fatto più sofisticato ed è diventato pertanto quasi impossibile partecipare a questo processo con un normale (seppur potente) Pc casalingo.

Il lavoro alla base dei bitcoin viene svolto dai cosiddetti “mining pool”: un gruppo di professionisti che lavorano al fine di convalidare le transazioni e ottenere in cambio i 12 bitcoin che (almeno fin quando vi scriviamo) sono dati in premio. Ciò implica che il numero di attori che partecipano al processo si va riducendo. E quindi si viene a creare la decentralizzazione di cui sopra (il valore fondamentale della “catena di blocchi”).

Altro fattore di disputa però è l’aumento delle commissioni per traslare bitcoin, fino a 83 centesimi ad operazione. Come noto, le commissioni non sono obbligatorie, ma possono essere pagate dai trader per velocizzare la transazione. Per intenderci, la rete bitcoin riesce a gestire sette operazioni al secondo rispetto alle 2mila di Visa. Comunque, la proposta di compromesso denominata SegWit, prevedeva uno spostamento parziale della gestione delle transazioni su una rete esterna alla blcokchain. Ed è stata integrata anche da un raddoppio della capacità dei blocchi a 2 Mb. La maggior parte degli operatori sembrava aver accettato questa soluzione, con una votazione superiore al 90% (mozione denominata SegWit2x).

Quello consumatosi all’interno di bitcoin non è il primo caso di scissione per una criptovaluta. L’anno scorso Ethereum ha infatti vissuto una scissione molo simile, dalla quale è emerso l’ether che conosciamo adesso, che ha visto il suo valore lievitare da inizio 2017.

Qual è il valore di Bitcoin Cash?

Quanto vale il Bitcoin Cash? Come ogni criptovaluta che si rispetti, anche questa neonata moneta digitale evolve di valore continuamente sulle piattaforme di trading online. Inutile dunque riportare il valore nel momento in cui vi scriviamo, poiché quando leggerete sarà già cambiato.

Quando si crea un hard fork il rischio è che tutto sia vano in quanto può succedere che nessun “nodo” decida di sostenere la nuova moneta. Infatti, è quanto è capitato al Bitcoin Cash per quasi tutto il mese di agosto. Poi però le cose sono cambiate quando si sono verificate le nuove indicazioni relative alla capacità della criptovaluta di raggiungere l’obiettivo per cui è stata creata: accelerare le transazioni. Inizialmente, il prezzo aleggiava sui 300 dollari (abbiamo detto 200 di valore iniziale e picco di 900 al primo giorno). Molti miner non stavano guadagnando quanto speravano e avrebbero fatto con altre blockchain. Tuttavia, le stime per il futuro sono ottimistiche e si stima infatti che le difficoltà del mining dovrebbero calare ancora di più, fino a dimezzarsi.

In teoria, per una sorta di crescendo “rossiniano”, minare Bitcoin Cash dovrebbe essere sempre più facile. Certo però che dopo il picco del primo giorno di 900 dollari e un periodo medio sui 600, ora si sta stabilizzando come detto sui 400 e rotti. Potrebbe essere questo il valore definitivo. Ma come detto, le criptovalute vivono di euforia eccessiva e di volatilità. Quindi ogni previsione lascia il tempo che trova.

Quanto vale il Bitcoin Cash in Euro?

Quanto vale un Bitcoin Cash in Euro? Quanti Bitcoin Cash possono essere comprati con un Euro? Quanti euro ci vogliono per acquistare un Bitcoin Cash? Anche per rispondere a questa domanda, diciamo che è inutile dare una cifra mentre scriviamo, in quanto quando leggerete dovrebbe già essere cambiata. Se proprio vogliamo dare una cifra, nel momento in cui scriviamo perr acquistare un Bitcoin Cash servono 446,34 euro, per venderlo 441,84 euro. Il primo agosto, data di lancio la nuova criptovaluta è stata valutata a circa 200 dollari, per poi sfondare i 900 dollari durante il la giornata borsistica. Un record per le criptovalute. Oggi oscilla tra i 400 e i 460 euro, ma sono sempre valori da prendere come fotografia del momento.

La capitalizzazione di mercato, invece, sfiora i 7,752 milioni di euro, mentre il volume di trading supera i 298 milioni di euro.

Come guadagnare con Bitcoin Cash

Come fare trading con il Bitcoin Cash? Il consiglio è sempre quello: affidatevi solo a piattaforme per il trading online (o broker, per farla breve) affidabili. Scegliete broker che vi diano un Conto demo iniziale per fare pratica; una assistenza clienti in italiano, 5 giorni su 7 e H24; nessuna commissione e spread convenienti; possibilità di formarsi costantemente; grafici e news che informino sulla situazione dei mercati finanziari. Infine, ma diremo anche soprattutto, devono vantare regolare licenza presso la CONSOB e la CYSEC. Rispettivamente la massima autorità italiana ed europea in tema di mercati finanziari.

Di seguito elenchiamo alcuni dei broker più affidabili in circolazione

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Bitcoin Cash vantaggi

Quali sono i vantaggi di investire in Bitcoin Cash? Possiamo riassumere i vantaggi in questo modo:

  • Velocità delle transazioni: molto più veloci rispetto alla moneta originaria, avvengono in pochi minuti
  • Affidabilità: il network non patisce congestioni
  • Basse commissioni: inviare denaro in tutti i Paesi al costo di qualche centesimo
  • Semplicità: è facile da utilizzare
  • Stabilità del sistema: molto affidabile
  • Sicurezza: tecnologia blockchain più solida e al riparo da attacchi Hacker

Diciamo che tra Bitcoin e Bitcoin Cash intercorrono due differenze sostanziali:

  • Una di natura tecnica: i blocchi per le transazioni con bitcoin cash vantano 8 Megabyte di spazio, mentre i bitcoin solo 1 Megabyte
  • Una di natura ideologica: quanti se ne sono andati e hanno creato il bitcoin cash ritengono che bitcoin stesse imboccando una strada errata, lontana dai principi per cui il bitcoin era stato creato nel 2009 (su tutte la questione della perdita graduale di decentralizzazione, con Pool mining capaci di accaparrarsi anche il 20% della gestione del Network. Creando anche in questo sistema una disparità economica)

Quanto alla prima differenza, per rendersi conto, il network bitcoin è in grado di gestire solo 7 transazioni al secondo. Ciò si traduce in problemi di lunghe attese e commissioni molto alte, rendendo il bitcoin di difficile uso per spese quotidiane. E’ comunque in progetto di implementare i blocchi delle transazioni in questi mesi invernali, facendoli passare da 1 Megabyte per blocco a 2 Megabyte. Un raddoppio quindi. Sebbene sia una prospettiva da prendere con le molle e chissà che non crei qualche altra diaspora. Coi bitcoin cash, invece, dall’alto dei loro blocchi di ben 8 Megabyte, moltissime transazioni in più possono essere inserite in un solo blocco e processate, velocizzando (di molto) le transazioni.

Quindi, come si evince da quanto detto, si capisce come Bitcoin Cash sia una implementazione del Bitcoin. Andando a migliorare quelle pecche che il sistema ancora patisce e che i suoi sviluppatori non hanno ancora risolto. Il che ha portato alla suddetta diaspora e quindi alla sua nascita.

Bitcoin Gold: nasce un altro Hard fork dal Bitcoin

Il 25 ottobre 2017 si è consumata un’altra diaspora interna al Bitcoin, dando vita al Bitcoin Gold. La quale risulta già essere conosciuta tra gli investitori (la cui sigla è BTG oppure Bgold). Il denominativo “gold” non tragga in inganno. Il Bitcoin Gold non ha infatti nulla a che fare con l’oro, e non va confusa con BitGold che è invece una società di investimento e pagamento in oro. E potrebbe non essere l’ultimo Hard fork. Per il mese di novembre, metà o fine mese, è prevista la nascita di Bizcoin.

Perchè nasce Bitcoin Gold? Questa criptovaluta nasce non l’intento di modificare l’algoritmo di proof-of-work del Bitcoin da SHA-256 – attualmente dominato soprattutto dai minatori ASIC cinesi – all’algoritmo Equihash. Quest’ultimo è l’algoritmo impiegato dalle criptovalute Ethereum, zCash (Classic), Zencash e Hush. L’oggetto della disputa principale è sempre il decentramento: a detta dei suoi creatori il Bitcoin Gold – BTG porterà dunque un aumento di decentramento. Sebbene questa accusa potrebbe essere presto risolta: infatti, le operazioni di mining russe e giapponesi di Bitcoin sono state pianificate per il 2018 e ciò porterà a spalmare il potere di generazione di questa criptomoneta.

Bitcoin Gold com’è nato

A creare il Bitcoin Gold è stato Jack Liao, già l’amministratore delegato di LightningASIC. Quest’ultima è un’azienda con sede a Hong Kong che fa mining soprattutto di Litecoin e produce hardware di criptografia. E non è un caso che LightningASIC produca un’unità multi-GPU, di cui attualmente detiene 913 unità. LightningASIC beneficerà senz’altro tanto dall’estrazione del nuovo altcoin quanto dalla vendita ai minatori, nel caso in cui riuscisse a guadagnare la quota di mercato al di fuori della moneta madre Bitcoin.

Come investire in Bitcoin Gold?

Sei ammaliato dalle criptovalute e Bitcoin Gold già ti solletica? Al punto da chiederti: come investire in Bitcoin Gold? Bè dato che questo hard fork è appena nato, il suo percorso è ovviamente intriso di incognite. Tra le poche certezze troviamo il fatto che sarà lanciato il Primo novembre. Occorre andarci coi “piedi di piombo”, visto che non è opportuno depositare i propri bitcoin in borse e exchange che non hanno confermato la loro intenzione di emettere Bitcoin Gold.

Ad esempio, Coinbase ha già detto che non la sosterrà. Ad oggi, le borse che supportano il Bitcoin Gold sono Bittrex (anche se va detto che può emettere BTG, ma non può venderli), HitBTC, BitStar, Beatcoin e Yobit. Se invece si detiene denaro su altre exchange che non siano queste, meglio fare attenzione e leggere i blog delle borse o i post su Twitter per essere aggiornati sulle ultime news relative al loro supporto della fork.

La diffidenza degli exchange verso Bitcoin Gold è dovuta a queste ragioni:

  • Non esiste una vera protezione alle transazioni
  • Non esiste alcun codice completo per l’audit
  • Gli sviluppatori dietro al fork del Bitcoin Gold sono ad oggi ancora sconosciuti
  • Il rischio che questo Fork sia in realtà una truffa su scala mondiale non è da escludere

Comunque, a titolo informativo, per assicurarsi il Bitcoin Gold, si dovrebbe memorizzare il proprio Bitcoin nei portafogli con l’accesso a chiavi private, come Bitcoin Core, Mycelium, Electrum, Exodus. Ma ciò andava fatto prima del 25 ottobre.

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