A Vienna intesa tra i paesi Opec e non Opec su taglio produzione: risale il prezzo del petrolio

Sui titoli di coda di un vertice OPEC e NON OPEC il cui esito non era per nulla scontato, i membri del cartello a trazione saudita e quelli non facenti parte, sotto guida russa, hanno raggiunto un accordo che prevede il taglio della produzione, pari a 1,2 milioni di barili giornalieri, a partire dal 1 Gennaio 2019. Superate, pertanto, con non poche difficoltà, le differenze di vedute, che hanno caratterizzato gran parte dell’incontro di Vienna e che avevano animato la settimana precedente, quando anche la Russia si era dimostrata titubante su una sforbiciata dell’output.

Il prezzo del barile ha festeggiato la decisione di ridurre la produzione di petrolio con una momentanea fiammata che aveva inizialmente fatto schizzare le quotazioni del WTI di oltre 5 punti percentuali, sopra area 54 dollari. Euforia successivamente rientrata, tant’è che l’ultima sessione di scambi è terminata con un rialzo dell’1,26% a quota 52,14 dollari. Il bilancio dell’intera ottava, invece, ha rivelato un progresso del 2,3%.

A Vienna è stato inoltre deciso che i membri OPEC contribuiranno al nuovo accordo con tagli alla produzione per 800 mila barili giornalieri, mentre la quota dei tagli in carico ai Paesi Non Opec sarà pari a 400 mila barili al giorno. Come accaduto per i precedenti accordi, saranno Arabia Saudita e Russia a farsi carico della maggior fetta degli 1,2 milioni di barili giornalieri che saranno tolti dal mercato. L’Iran, contrario alla riduzione dell’output per via dell’embargo sulla propria produzione deciso dagli USA, come richiesto, è stato sollevato dal partecipare ai tagli.

Prezzo del greggio che ha inoltre beneficiato dell’inaspettato forte calo delle scorte di petrolio “Made in USA“, che nella settimana conclusasi il 30 Novembre, secondo il consueto report diffuso dall’Energy Information Administration (EIA) sono scese di 7,32 milioni di barili, a dispetto di una contrazione di soli 1,6 milioni di barili pronosticata dagli analisti e di un ulteriore aumento di 5,4 milioni di barili indicato dall’API (American Petroleum Institute). In controtendenza, invece, gli stock di benzina e distillati, lievitati rispettivamente di 1,7 milioni di unità e 3,81 milioni di unità.

Andamento quotazioni petrolio sul breve-medio periodo

Dopo il recente crollo che ha portato il prezzo del WTI sotto la soglia psicologica e tecnica dei 50 dollari, le quotazioni stanno tentando disperatamente di riportarsi oltre la prima resistenza di brevissimo rappresentata dalla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). Il recupero oltre l’ostacolo appena indicato, con molte probabilità potrebbe ulteriori affondi. Un’eventuale discesa in chiusura daily o peggio ancora settimanale sotto area 50 dollari, infatti, potrebbe attivare un target ribassista con obiettivo in area 45 dollari e step intermedio in area 47 dollaro.

Il break-out di EMA 10, che al momento transita in area 52,60 dollari, confermato in chiusura giornaliera, invece, potrebbe favorire un approdo verso la resistenza multiday che passa sulla media mobile a 25 giorni (la linea mediana sul grafico), individuata in area 55,60 dollari. Per sperare in un’inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, il prezzo del WTI dovrebbe necessariamente superare la media mobile a 50 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), che transita a circa 60 dollari, per poi puntare in area 65 dollari.

Pattern di trading sul petrolio (WTI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern rialzista prende forma in caso di close orario oltre quota 52,50$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 52,80 e 53,33 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 1.182,65$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 53,33$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 53,66$ e successivamente a quota 54,18$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 52,50$ in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 54,18$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 54,74 e 55,28 dollari, estesi a quota 56,18$; stop loss in caso di ritorno sotto 53,60$ in close orario. Lecito acquistare sulla debolezza in caso di affondo in area 48,08$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi in area 48,88 e 49,37 dollari, estesi a 49,98$;stop loss in caso di eventuali flessioni sotto quota 47,30$ in close orario o daily.

Il pattern ribassista, invece, si attiva in caso di chiusura oraria minore di quota 51,65$ e fissa i primi due obiettivi in area 51,33 e 50,81 dollari; stop loss in caso di recupero oltre quota 52,50$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 50,81$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a quota 50,49$ e successivamente a quota 49,98$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 51,33$ in close orario.

Ed ancora, suggeriti nuovi Short in caso di flessione sotto quota 49,98$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 49,37 e 48,88 dollari, estesi a 48,08$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 1.175,30$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 56,18$, per approfittare di eventuali correzioni in area 55,28 e 54,74 dollari, estesa a quota 54,18$; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra quota 57,10$ in chiusura oraria o daily.

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