Mercati finanziari, prevale l’avversione al rischio

Sui mercati finanziari continua a prevalere il clima di crescente avversione al rischio, alimentato dalle tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord.

Forex

Sul fronte cambi sta proseguendo il parziale recupero del dollaro sull’euro, mentre si rafforza l’intonazione positiva delle valute difensive come il franco svizzero e lo yen: per la valuta giapponese incombe però qualche marginale (per il momento) timore che l’escalation di tensione tra USA e Nord Corea possa coinvolgere proprio Tokyo, il “nemico” più vicino a Pyongyang, insieme a Seul. Insomma, mentre la divisa elvetica è la prima beneficiaria della crescente tensione geopolitica tra Stati Uniti e Corea del Nord, lo yen ne beneficia in misura minore, poiché la vicinanza del Giappone con il possibile teatro di scontro rende la divisa nipponica meno appetibile della collega svizzera.

Materie prime

Tra le commodities, sta consolidando il rialzo – pur marginale – del petrolio (WTI a ridosso di 50 dollari, Brent sopra i 53 dollari) nonostante i dati settimanali EIA di ieri abbiano mostrato un calo delle scorte di greggio (ampiamente superiore alle attese) ma anche un forte accumulo di benzina. Il dato non sembra comunque rendere più sereno il quadro sul settore dei carburanti negli Stati Uniti, proprio mentre si avvicina la fine dei consumi stagionali relativi alle vacanze estive.

Sui metalli preziosi notiamo invece un consolidamento del rialzo di oro e argento, complice il clima di tensione fra USA e Corea del Nord che ha dirottato nuovi flussi su tali risorse che, da inizio anno hanno accumulato un rialzo rispettivamente del 10% e del 7%, in uno scenario in cui l’inflazione stenta a ripartire e il loro ruolo di bene rifugio, che preserva dalla perdita di valore, appare ridimensionato.

Azionario

Anche i mercati azionari stanno risentendo di una generalizzata avversione al rischio, determinata da un eventuale inasprimento delle tensioni fra Stati Uniti e Corea del Nord, con conseguente scelta, da parte degli investitori, di allocare i propri investimenti verso asset che possono essere ritenuti maggiormente difensivi a discapito appunto dell’equity. Lo smobilizzo delle posizioni su tale fronte trova giustificazione anche nei guadagni realizzati fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda il mercato statunitense, che ha visto i principali indici registrare nuovi livelli storici.