Petrolio in calo per la settima ottava consecutiva: prezzo WTI crolla sui minimi a 14 mesi

Prezzo del petrolio ancora in caduta libera, con le quotazioni della variante WTI che ha chiuso l’ottava con una vera e propria seduta di passione, in calo del 7,71% a quota 50,42 dollari, vicino al minimo ad oltre un anno toccato a quota 50,15 dollari. Impietosa anche la performance settimanale, che ha evidenziato un crollo di quasi 11 punti percentuali.

A poco meno di due settimane dal vertice OPEC e NON OPEC che si terrà a Vienna il prossimo 6 Dicembre, non esiste ancora una convergenza di vedute sulla scelta da intraprendere per porre un freno all’emorragia dei prezzi. Da un lato, i Paesi membri a guida saudita sarebbero propensi per attuare un taglio della produzione pari a 1,4 milioni di barili giornalieri, mentre la sponda dei Paesi non facenti parte del cartello, capitanati dalla Russia, prima di prendere qualsiasi decisione, vorrebbero ancora attendere gli sviluppi della delicata situazione, almeno fino all’imminenza dell’appuntamento di Vienna, non lasciando tuttavia nulla al caso. L’Arabia Saudita, che a Novembre, ha raggiunto la produzione record di ben 10,7 milioni di barili giornalieri, ha già dato la propria disponibilità a dar una sforbiciata al proprio output.

Intanto sono cresciuti i timori su un possibile rallentamento della crescita globale, che di conseguenza potrebbe causare un calo dei consumi di materia prima e pertanto provocare un eccesso di offerta.

Non aiuta il continuo aumento degli stoccaggi di greggio statunitense, che nell’ottava terminata il 16 Novembre, da quanto emerso dal report dell’Energy Information Administration (EIA) sono lievitati di 4,85 milioni di barili, decisamente oltre l’incremento pari a +2,9 milioni di barili atteso dal mercato. Nettamente deluse anche le aspettative rispetto alla stima rilasciata un giorno prima dall’API (American Petroleum Institute) , che aveva mostrato una riduzione delle scorte pari a -1,8 milioni di barili

Andamento quotazioni petrolio sul breve-medio periodo

A molti operatori ed investitori sta sembrando di rivivere lo stesso film del 2014, quando il prezzo del WTI crollò di oltre il 50%, frantumando un supporto dietro l’altro. Qualcuno, invece, ipotizza che il forte movimento ribassista sia in procinto per arrivare al capolinea, intravedendo il fondo in area 48 dollari. Sotto l’aspetto tecnico preoccupa l’ulteriore allontanamento delle medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 giorni, una situazione che spesso chiama ulteriori discese.

La prima resistenza di brevissimo si colloca infatti ad una distanza del 10% dai valori attuali, ovvero sulla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che transita in area 55,45 dollari.

Pertanto un miglioramento del sentiment di brevissimo lo si avrà soltanto in caso di break-out di EMA 10, con target successivo sull’EMA a 25 giorni (la linea mediana sul grafico) che passa a ridosso di area 60 dollari. Per un’inversione rialzista anche sul breve-medio periodo, i prezzi dovrebbero invece riportarsi oltre la medi mobile a 50 giorni (la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico),che transita in area 63,50-64 dollari.

Al ribasso, invece, perso il sostegno in area 50 dollari, in chiusura daily, attesi possibili affondi in area 49-47 dollari.

Modello di trading sul petrolio (WTI) valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading Long prende forma in caso di chiusura oraria maggiore di quota 50,95$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 51,26 e 51,77 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 50,12$. Mantenere o sovraesporre le posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 51,77$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi prima a quota 52,03 e successivamente a 52,28 dollari; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 50,95$ in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 52,28$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 52,61 e 53,13 dollari, estesa a quota 53,66$; stop loss in caso di ritorno sotto 51,77$ in close orario. Lecito acquistare sulla debolezza in caso di affondo in area 47,24$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi in un primo momento a quota 47,71$ e successivamente a quota 48,20$, estesi a 48,80$;stop loss in caso di eventuali flessioni sotto quota 46,75$ in chiusura di candela oraria o daily.

Il modello di trading Short, invece, si attiva in caso di chiusura oraria minore di quota 50,12$ e fissa i primi due obiettivi in area 49,81 e 49,32 dollari; stop loss in caso di recupero oltre quota 50,95$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 49,32$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a 48,80$ e successivamente a 48,50$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 50,12$ in close orario.

Ed ancora, suggeriti nuovi Short in caso di flessione sotto quota 48,50$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 48,20 e 47,71 dollari, estesi a 47,24$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 49,32$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 53,66$, per approfittare di eventuali correzioni in primo luogo a quota 53,13$ ed in seconda battuta a 52,61$, estesi a 52,28$; stop loss in caso di ulteriori estensioni sopra quota 54,20$ in chiusura di candela oraria o daily.

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