Petrolio debole dopo allarme EIA sulla produzione USA salita ai massimi dal 2015

Non è bastato il settimo calo settimanale consecutivo fatto registrare dalle scorte di petrolio made in USA ad evitare che il WTI scambiato sul mercato NYMEX di New York chiudesse la scorsa ottava con il segno “meno“. Il bilancio settimanale del greggio, anche se in lieve calo dello 0,3% circa testimonia la difficoltà delle quotazioni di riportarsi in maniera stabile sopra l’ importante soglia tecnica e psicologica dei 50 dollari al barile.

Il massimo a cinque sedute toccato dal WTI non è andato oltre quota 49,16 dollari, mentre l’allarme lanciato dall’EIA (Energy Information Administration), che ha visto la produzione USA aumentare, la scorsa settimana, di ben 79.000 barili al giorno, aveva contribuito a far scivolare le quotazioni su un minimi a 46,46 dollari.

Quasi tutto il terreno perso a causa della deludente informativa sulla produzione USA, resa nota dall’ EIA, è stato recuperato nel pomeriggio di Venerdì, quando il prezzo del WTI è schizzato repentinamente verso l’alto, aumentando di oltre 3 punti percentuali in seguito alla notizia di un blocco dei lavori in un terminal della seconda raffineria degli States. Un’unità della raffineria Exxon Mobil, a Baytown in Texas, per motivi ancora sconosciuti ha smesso improvvisamente di funzionare, spegnendosi, limitando sensibilmente il processo di raffinazione della materia prima, che solo in quello stabilimento vale circa 584.000 barili giornalieri.

Come anticipato in precedenza, le scorte di petrolio made in USA secondo la rilevazione settimanale dell’EIA sono diminuite di ben 8,9 milioni di barili, in linea con le anticipazioni API (American Petroleum Institute) il cui report aveva evidenziato stock in calo per 9,2 milioni di barili al giorno. Il deciso calo delle scorte USA, tuttavia, non aveva prodotto gli effetti sperati sui prezzi, in quanto appesantiti dai timori per l’eccesso della produzione USA che balzando a 9,5 milioni di barili giornalieri è nuovamente ritornata sui top degli ultimi 2 anni.

Andamento quotazioni petrolio breve-medio periodo


Quadro grafico di breve-medio alquanto incerto per il WTI che, dopo essere affondato sui minimi a 3 settimane in area 46,46 dollari, con un forte colpo di coda sul finire della scorsa ottava, si è riportato nuovamente dentro un’ area neutrale compresa tra 48 e 48,50 dollari.

Com’è ben visibile sul grafico in alto, settimanale con time-frame giornaliero , il prezzo del greggio si è nuovamente riportato sopra le tre medie mobili di riferimento a 10-25 e 50 periodo. Il sostegno di brevissimo periodo si colloca sulla fascia di prezzi su cui transitano le EMA a 10 e 25 giorni (48,20-47,95 dollari), rispettivamente la prima linea dall’ alto verso il basso e la linea mediana sul grafico. Supporto principale che invece scende sull’ EMA a 50 gg (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico) in area 47,65-47,50 dollari, perso il quale le quotazioni potrebbero formare un test di doppio minimo in area 46,50 dollari. Al rialzo, invece, nuovi allunghi in caso di break-out dei massimi della scorsa ottava oltre area 49,20 dollari per puntare ad un nuovo attacco alla resistenza in area 50 dollari.

Pattern trading sulla quotazione petrolio – validità 1-5 giorni

La visione rialzista si attiva in seguito ad una chiusura oraria maggiore 48,89$ e prevede i primi due target price a 49,19 e 49,37dollari; stop loss in caso di close orario minore di 48,58$. Mantenere o incrementare le posizioni Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 49,37$ in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto prima a 49,68$ e successivamente a 49,97$; stoppare le operazioni in caso di discesa sotto 48,89$ in close orario.

Insistere con l’apertura di nuove operazioni rialziste in caso di break-out orario o giornaliero di area 49,97$ per sfruttare ulteriori spinte al rialzo fino all’ area 50,18 e 50,49 dollari, estesa a 50,99 dollari; stop loss in caso di ritorno sotto 49,37$ in chiusura di candela daily. Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 46,68$, in ottica di rimbalzo in area 47,15 e 47,22 dollari; stop loss nel caso in cui la pressione ribassista si spinga sotto quota 46,38$ in close orario o giornaliero.

La visione ribassista, invece, prende quota con un close orario minore di 48,58$ e fissa i primi due obiettivi in area 48,40 e 48,21 dollari; stop loss in caso di recupero di quota 48,89$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto il sostegno a quota 48,21$ in chiusura di candela oraria, per cercare di ricoprirsi a 47,92$, in prima battuta, ed in un secondo momento a quota 47,62$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra 48,58$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con ulteriori operazioni ribassiste in caso di discesa sotto 47,62$ in close orario o giornaliero per approfittare di possibili cali in area 47,33 e 47,15 dollari, estesa a 46,68 dollari; stop loss in caso di recupero di area 48,21$ in chiusura di giornata. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 50,99$, per sfruttare eventuali storni di prezzo, prima a 50,49$ e successivamente a 50,18$; stop loss in caso di allungo oltre area 51,50$ in chiusura oraria o daily.

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