Petrolio in rimonta dopo forte calo scorte USA ed attese per nuovi tagli alla produzione

Dopo tre settimane consecutive di ribasso si argina la falla che aveva scivolare il prezzo del barile sui minimi da Novembre 2016, a quota 43,77 dollari. Il recupero delle quotazioni del greggio a cinque sedute è stato di poco superiore al 3,5% ed ha spinto il WTI a concludere la scorsa ottava a quota 47,88 dollari. La buona intonazione di brevissimo sta continuando a produrre ancora buoni effetti, in quanto al momento della scrittura, in avvio dei nuovi scambi settimanali il petrolio quotato al NYMEX guadagna l’ 1,60%, passando di mano a circa 48,60 dollari al barile.

Il prezzo dell’oro nero, quindi, continua a recuperare terreno dopo che sempre con più insistenza e convinzione continuano a susseguirsi le indiscrezioni secondo cui i paesi produttori OPEC riescano a raggiungere un accordo per prolungare i tagli alla produzione oltre la scadenza del 30 Giugno prossimo. I paesi raccolti sotto la sigla OPEC si sono dati appuntamento nuovamente a Vienna, in data 25 Maggio. La Russia ha già fatto sapere di essere disposta a mettere in atto nuovi tagli e di farsi ancora capofila per convincere della necessità di un nuovo congelamento anche gli altri paesi non facenti parte del cartello OPEC.

La spinta decisiva alle quotazioni del petrolio è arrivata dalla lettura delle scorte settimanali di greggio statunitense che, secondo il rapporto curato dalla U.S. Energy Information Administration (EIA) sono scese di ben 5,2 milioni di barili, ben oltre le attese degli analisti che invece si aspettavano un calo minore, pari a – 2 milioni di barili.

Il forte calo settimanale degli stock ha neutralizzato gli eventuali effetti negativi che avrebbe potuto causare il rapporto del Dipartimento dell’Energia Usa, che prevede per il 2017 un aumento del petrolio made in USA a 9,3 milioni di barili giornalieri medi, e nel 2018 un ulteriore aumento a 10 milioni di barili. Poco confortante il diciassettesimo aumento settimanale delle trivelle attive per l’ estrazione del petrolio scisto statunitense (+ 9 unità a 712 unità totali) recensito da Baker Hughes.

Andamento quotazioni petrolio sul breve-medio periodo


Dopo aver superato di slancio la media mobile a 10 periodi (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), transitante in area 47,50-47,70 dollari, le quotazioni del WTI hanno allungato velocemente verso la prima resistenza di breve-medio periodo passante sulla media mobile a 25 periodi (la linea mediana sul grafico) in area 48,50-48,70 dollari.

EMA 25 potrebbe essere un ostacolo difficilmente superabile in prima battuta, tenendo conto anche il rally di oltre l’11% messo a segno nel giro di poche sedute, dal minimo già segnalato tra le righe del paragrafo precedente, a 43,77 dollari. La mancata rottura della resistenza appena citata, potrebbe riportare i prezzi del greggio a compiere un sano pull-back su EMA 10 in area 47,50 circa, utile a scaricare gli eccessi di ipercomprato sui frames minori. Mentre il superamento di EMA 25 avrebbe come primo obiettivo la media mobile a 50 periodi (la prima linea dall’ alto verso il basso sul grafico) transitante in area 49,50-50 dollari, oltre la quale il quadro grafico di breve-medio periodo tornerebbe ad essere positivo. Persa anche EMA 10, invece, il supporto successivo si abbasserebbe in area 46,50-46 dollari.

Strategia di trading sul petrolio (WTI) – validità 1-5 giorni

La strategia rialzista consiglia di attivare posizioni Long finché le quotazioni si manterranno sopra quota 48,20$ con target price in area 48,49 e 48,74 dollari; stoppare le operazioni in caso di discesa sotto quota 47,90$ in close orario. Mantenere o aumentare l’ esposizione rialzista in caso di break-out orario di quota 48,74$, per cercare di prendere profitto prima a 49,04$ e successivamente a 49,34$; stop loss in caso di discesa sotto quota 48,20$.

Insistere con nuove posizioni Long in caso di close orario maggiore di 49,34$ per sfruttare eventuali allunghi in area 49,64 e 49,83 dollari, estesa a quota 50,14$; stop loss in caso di ritorno sotto 48,74$ in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 46,32$ per approfittare di eventuali rimbalzi a quota 46,59 e 47,06 dollari; stop loss in caso di ulteriori cali sotto quota 46,03$ in close orario.

La strategia ribassista, invece, suggerisce di attivare posizioni Short in caso di discesa sotto quota 47,90$ in chiusura di candela oraria e di prendere profitto sui primi due obiettivi indicati in area 47,72 e 47,46 dollari; stop loss in caso di recupero sopra quota 48,20$ in close orario. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di flessione sotto il supporto a quota 47,46$ in chiusura oraria, per cercare di ricoprirsi in primo luogo a 47,16$ ed in un secondo momento a 46,92$; stop loss in caso di recupero sopra quota 47,90$ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni al ribasso in caso di ulteriori cali sotto quota 46,92$ in close orario, per sfruttare eventuali nuove discese in area 46,59 e 46,33 dollari, estesa a 46,03$; stop loss in caso di ritorno sopra 47,46$ in close orario. Short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 50,14$, per sfruttare eventuali storni in area 49,83 e 49,34 dollari; stop loss in caso di allungo oltre quota 50,55$ in close orario o daily.

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