Prezzo dell’oro in calo nonostante aumento aspettative rallentamento crescita economica globale

Settimana caratterizzata dalle prese di beneficio, quella che si è appena conclusa per il prezzo dell’oro, che dopo essersi portato su massimo a quota 1.256,60 dollari ha innescato la marcia indietro, facendo registrare una chiusura di ottava a quota 1.242,30 dollari. La performance dell’intera settimana ha invece visto le quotazioni del metallo giallo lasciare sul terreno poco più dello 0,80%, tuttavia in lieve ripresa dal minimo a cinque sedute toccato a quota 1.236,50 dollari.

Oro in calo nonostante i rinnovati timori di rallentamento della crescita economica globale che hanno mandato al tappato i principali indici azionari della borsa americana, condizionando negativamente anche l’andamento delle piazze finanziarie del Vecchio Continente. Crescita economica minacciata da una serie di dati macro sottotono arrivati dagli USA e dalla preoccupante frenata della produzione industriale cinese.

Negli Stati Uniti la peggiore lettura macro ha riguardato le indicazioni PMI diffuse da Markit, scese su nuovi minimi plurimensili. Nei dettagli il Purchasing Managers Index manifatturiero nella stima preliminare di Dicembre è sceso a 53,9 punti dai 55,3 punti di Novembre; mentre la rivelazione relativa al settore servizi è scesa a 53,4 punti dai 54,7 punti del mese precedente. In deciso calo, pertanto anche il PMI Composito, scivolato a 53,6 punti dai 54,7 punti della stima finale di Novembre.

La lettura contrastata dell’inflazione USA del mese di Novembre potrebbe invece abbassare le attese sul ritmo di rialzo dei tassi previsto dalla Federal Reserve per il 2019. L’indice dei prezzi al consumo lo scorso mese si è mantenuto stabile sui valori di Ottobre, quando il CPI aveva fatto segnare una crescita dello 0,3%. Su base annua, invece, l’inflazione è aumentata del 2,2%, ma tuttavia rallentando dal +2,5% della precedente lettura mensile. L’indicatore, “Core“, il più seguito dalla FED per le decisioni in ambito di politica monetaria e sui tassi, ha invece rivelato un progresso dello 0,2% su base mensile e del 2,2% su Novembre 2017.

Confortante, invece, la ripresa della produzione industriale che lo scorso mese è aumentata dello 0,6% su Ottobre, quando si registrò un calo dello 0,2%. Battute le attese degli analisti che non si spingevano oltre il +0,3%. Su base annua, la suddetta lettura ha invece mostrato un aumento del 3,9%.

Andamento quotazioni oro sul breve-medio periodo

Dopo essersi riportate sui massimi a cinque mesi, lequotazioni del metallo giallo sono state nuovamente ricacciate aldi sotto della soglia dei 1.250 dollari. Il calo si è arrestato sulprimo supporto multiday rappresentato dalla media mobile a 25 giorni(la linea mediana sul grafico con time-frame giornaliero, in alto).Sul brevissimo, il quadro tecnico ritornerà a farsi nuovamentefavorevole in caso di pronto recupero oltre la media mobile a 10giorni ( la prima linea dall’alto verso il basso sul grafico), che almomento della scrittura transita un area 1.243,65 dollari.

L’eventuale perdita di EMA 25, invece, potrebbe favorire ulteriori discese con target sulla media mobile a 50 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che si colloca in area 1.230 dollari. Sotto EMA 50 in chiusura daily o peggio ancora settimanale, possibili affondi in area 1.200 dollari con step intermedio verso quota 1.220 dollari.

Modello di trading sull’oro valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading Long si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di quota 1.243,85$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 1.251 e 1.256 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 1.240,90$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 1.256$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 1.262$ e successivamente a quota 1.264,85$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1.243,85$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 1.264,85$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 1.269,70 e 1.273 dollari, estesi a quota 1.281,25$; stop loss in caso di ritorno sotto quota 1.251$ in close orario. Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 1.215$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi prima a quota 1.222,40$ e successivamente a quota 1.228,20$, estesi a quota 1.233$; stop loss in caso di possibili flessioni sotto quota 1.200$ in chiusura di candela daily.

Il modello di trading Short, invece, prende forma in caso di chiusura oraria minore di quota 1.240,90$ e fissa i primi due obiettivi in area 1.238,70 e 1.233 dollari; stop loss in caso di recupero sopra 1.243,85$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 1.233$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a quota 1.230$ e successivamente a quota 1.228,20$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 1.240,90$ in close orario.

Si consiglia di insistere con nuove posizioni al ribasso in caso di flessione sotto quota 1.228,20$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 1.225,30 e 1.222,40 dollari, estesi in area 1.215$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 1.236,50$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 1.281,25$, per approfittare di eventuali correzioni in primo luogo a quota 1.273$ ed in seconda battuta a quota 1.269,70$, estese a quota 1.264,85$; stop loss in caso di ulteriori estensioni oltre quota 1.290$ in chiusura giornaliera.

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