Prezzo del petrolio in profondo rosso: perso il 40% dai top del 2018

Nuovo tonfo per il prezzo del petrolio, crollato sui minimi degli ultimi 17 mesi, con il derivato con scadenza Febbraio 2019, scambiato sul mercato NYMEX, sceso a ridosso di area 45 dollari. Le quotazioni del WTI, nella settimana di scambi terminata il 21 Dicembre, hanno lasciato sul terreno oltre 11 punti percentuali.

Mercato che tuttavia sta entrando in una fase in cui si iniziano ad intravedere i primi forti segnali di ipervenduto di breve, considerato che in poco meno di tre mesi, dal picco toccato in Ottobre, a quota 76,90 dollari, il valore del greggio è crollato di oltre il 40%. Pesa come un macigno il record dell’output statunitense, che ha superato nell’ordine quello dell’Arabia Saudita e della Russia. Dall’ultimo report diffuso dall’Energy Information Administration (EIA) è infatti emerso che la produzione Made in USA si è assestata sugli 11,7 milioni di barili al giorno, di cui quasi 8 milioni di barili giornalieri, estratti dai sette grandi bacini di petrolio scisto (Shale Oil , sparsi sul territorio statunitense. Segue la produzione Russa, che nell’ultimo mese in esame è aumentata a 11,42 milioni di barili giornalieri, facendo segnare un nuovo record storico.

Il mercato teme che il taglio alla produzione dei paesi Opec e non Opec, pari a 1,2 milioni di barili giornalieri, che entrerà in vigore a partire dall’inizio del prossimo mese di Gennaio, impatterà sulle scorte globali soltanto a partire dal secondo trimestre 2019. Stock di greggio USA che invece hanno condizionato negativamente l’andamento dei prezzi, in quanto nella settimana terminata il 14 Dicembre, sono diminuiti di soli 0,497 milioni di barili, mentre i pronostici degli analisti avevano indicato un maggior calo, pari a quasi -2,5 milioni di barili. Da ulteriori dettagli rilasciati dal consueto rapporto settimanale targato EIA è inoltre emerso che le scorte di benzina sono cresciute di 1,766 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono diminuite di 4,237 milioni di barili.

Andamento quotazioni petrolio sul breve-medio periodo


Il prezzo del WTI si appresta a chiudere il 2018 in forte calo, evidenziando il terzo mese consecutivo in rosso, a meno di un perentorio rimbalzo tecnico, che considerato gli eccessi di breve e brevissimo sarebbe del tutto lecito. Gli analisti, tuttavia, sono propensi a credere che, prima di una reazione, le quotazioni del greggio possano scavare nuovi minimi, portandosi sulla fascia 44-42 dollari, e nella peggiore delle ipotesi verso area 40 dollari.

Il prezzo, infatti, si è ulteriormente allontanato dalle medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 periodi. La prima resistenza di brevissimo si colloca sulla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico), che passa in area 48,60 dollari, circa, mentre il primo ostacolo sul daily transita sull’EMA a 25 giorni (la linea mediana sul grafico), in area 51,80 dollari.

Per un’inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, le quotazioni dovrebbero necessariamente riportarsi oltre l’EMA a 50 giorni, che transita oltre area 56 dollari. Una chiusura giornaliera o peggio ancora settimanale sotto quota 44 dollari, invece, potrebbe attivare un nuovo pattern ribassista con target in area 42 dollari, con possibili estensioni in area 40 dollari.

Pattern di trading sul petrolio (WTI) valido da 1 a 5 giorni

Il Pattern di trading Long si attiva in caso di chiusura oraria maggiore di quota 46,06$ e consiglia di prendere i primi profitti in area 46,35 e 46,82 dollari; stop loss in caso di discesa sotto quota 45,22$. Mantenere o sovrappesare le operazioni rialziste in caso di break-out orario di quota 46,82$, per cercare di approfittare di eventuali allunghi in prima battuta a quota 47,10$ e successivamente a quota 47,58$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 46,06$ in chiusura oraria.

Lecito insistere con nuove posizioni Long in caso di estensioni al rialzo sopra quota 47,58$ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori balzi in area 47,97 e 48,35 dollari, estesi a quota 48,83$; stop loss in caso di ritorno sotto quota 46,82$ in close orario. Suggeriti acquisti sulla debolezza in caso di affondo in area 42,52$, per tentare di sfruttare eventuali rimbalzi prima a quota 43,08$ e successivamente a quota 43,52$, estesi a quota 44,22$; stop loss in caso di possibili flessioni sotto quota 42$ in chiusura di candela oraria o daily.

Il Pattern di trading Short, invece, prende forma in caso di chiusura oraria minore di quota 46,06$ e fissa i primi due obiettivi in area 46,35 e 46,82 dollari; stop loss in caso di recupero sopra 45,22$ in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di discesa sotto quota 46,82$ in chiusura di candela oraria, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a quota 47,10$ e successivamente a quota 47,58$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra quota 46,35$ in close orario.

Si consiglia insistere con nuove posizioni al ribasso in caso di flessione sotto quota 47,58$ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali cali in area 47,97 e 48,35 dollari, estesi in area 48,83$; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre quota 47,10$ in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 48,83$, per approfittare di eventuali correzioni in primo luogo a quota 48,35$ ed in seconda battuta a quota 47,58$, estese a quota 47,10$; stop loss in caso di ulteriori estensioni oltre quota 49,35$ in chiusura oraria o giornaliera.

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