A2 peggiore blue chip di Oiazza affari: delude aggiornamento piano industriale

Seduta all’insegna di forti prese di beneficio per le azioni a2a, che a dispetto della diffusione di ottimi dati di bilancio relativi all’esercizio 2018, ha lasciato sul terreno il 2,61%, terminandola la seduta a 1,605 euro. Gli investitori non hanno gradito l’aggiornamento del piano industriale 2018-2022, prolungato al 2023, ma ritenuto al di sotto delle attese.

La multi-utility milanese ha chiuso i conti dello scorso anno evidenziando un utile netto pari a 344 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto all’anno precedente (293 milioni di euro). Il risultato appena evidenziato, il migliore nella storia della società, è stato raggiunto grazie ad un incremento dei ricavi del 12% su base annua, a 6,494 miliardi di euro, ed un margine operativo lordo pari a 1,231 miliardi di euro, in progresso del 3% a/a.

Dai dettagli contenuti in bilancio è emerso che a trainare il fatturato ha principalmente contribuito l’aumento delle vendite di energia elettrica e gas, specialmente sui mercati all’ingrosso verso i grandi clienti. Il cda proporrà alla prossima assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,07 euro per azione, in crescita del 21%, rispetto ai 0,058 euro corrisposti lo scorso anno. Il monte dividendi totale corrisponde a 218 milioni di euro e sarà pagato per contanti il prossimo 22 maggio.

Investitori e trader, come anticipato tra le righe del precedente paragrafo, sono stati delusi dal prolungamento di un anno del piano industriale, aggiornato al 2023. Il nuovo piano, infatti, prevede il raggiungimento di un ebitda a 1,5 miliardi di euro ed un utile netto di 460 milioni di euro con un anno di ritardo rispetto alla precedente stima. Per fine piano, inoltre, il mante debiti netti/mol pari 2,2 volte.

Tagliate al ribasso le stime sui conti per il 2019, che prevedono: un ebitda compreso tra 1,155-1,185 miliardi di euro, al di sotto di 1,188 miliardi di euro delle precedenti attese; ed un utile netto tra 300-330 milioni dai 344 milioni di euro delle precedenti aspettative.

Andamento azioni A2A sul breve-medio periodo

La performance negativa è stata accompagnata da un forte incremento del volume di scambio, pari a +151%, il ché potrebbe significare che le vendite potrebbero continuare anche nel corso delle prossime sedute.

La correzione odierna ha portato le quotazioni a contatto con la forte resistenza di breve-medio periodo rappresentata dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che passa in area 1,5926 euro.

L’eventuale perdita di ema 50, in chiusura daily o peggio ancora settimanale, potrebbe favorire ulteriori cali con primo target in area 1,56-1,55 euro ed obiettivo successivo in area 1,52-1,50 euro. Lo scenario negativo appena indicato, tuttavia, non esclude possibili pull-back sulle medie mobili minori, a 25 e 10 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea azzurra sul grafico), che transitano nell’ordine in area 1,61-1,62.

Pattern di trading sul titolo A2A (A2A.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading long si attiva in caso di recupero oltre 1,62€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 1,63 e 1,646 euro; stop loss in caso di discesa sotto 1,604€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 1,646€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 1,656 e successivamente a 1,66€; stop loss in caso di ritorno sotto 1,62€ in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 1,66€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 1,67 e 1,686 euro, estesi a 1,702 euro; stop loss in caso di ritorno sotto 1,64€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, long sulla debolezza in caso di affondo a quota 1,524€, in ottica di rimbalzo, in primo luogo a 1,536€ ed in seconda battuta a 1,546€, esteso a 1,56€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 1,50€ in chiusura oraria o daily.

Il pattern di trading short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 1,604€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 1,594 e 1,584 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 1,62€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni short in caso discesa sotto 1,57€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 1,56€ e successivamente a 1,62€; stop loss in caso di ritorno sopra 15,90€ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 1,56€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 1,546 e 1,536 euro, estesa a 1,524 euro; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 1,584€ in close orario o daily. Ed ancora, short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 1,702€, per sfruttare eventuali correzioni prima a 1,686€ e successivamente a 1,67€, estese a 16,656€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 1,72€ in chiusura di candela oraria o giornaliera.

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