Alphabet- Google – sforna ottimi conti trimestrali: doccia fredda per il titolo in Borsa

Brillano i conti trimestrale di Alphabet, ma non il titolo del gruppo che controlla Google, il più famoso motore di ricerca, che alla diffusione dei dati ha reagito lasciando sul terreno il 5%. Il primo trimestre 2018 della società che offre svariati servizi online si è chiuso con ricavi pari a 31,15 miliardi di dollari, in crescita del 26% rispetto ai 24,75 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente, ed oltre i 30,29 miliardi di dollari attesi dagli analisti.

Balzo del 73% per gli utili, lievitati a 9,4 miliardi di dollari, dai 5,4 miliardi di dollari realizzati nei primi tre mesi del 2017, mentre l’EPS (utile per azione) è salito a 13,33 dollari da 7,73 dollari, anche in questo ultimo caso battendo i pronostici degli analisti, che non si spingevano oltre i 9,28 dollari.

Gli ottimi conti del gruppo che controlla anche You Tube e GMail sono stati soprattutto frutto dell’aumento della raccolta pubblicitaria, in crescita del 24% a 26,64 miliardi di dollari. Alphabet, inoltre, continua a confermarsi leader nei servizi digitali, controllando il 31% delle inserzioni sul WEB, confermando il 31,7 percento di porzione di mercato acquisita nel 2017. Unica nota stonata, l’aumento della spese, che si sono assestate a 7,3 miliardi di dollari, su cuiha inciso l’acquisto dell’edificio del Chelsea Market a New York City.

Qualche incognita tuttavia aleggia sui risultati futuri, sui quali potrebbero incombere l’entrata in vigore di norme più rigide per adeguare la protezione dei consumatori, un dibattito incandescente dopo le recenti scoperte di violazioni della privacy di altri colossi del digitale, come Facebook.

In caso di violazioni, le nuove regole potrebbero prevedere delle sanzioni fino al 4% delle entrate. Il CEO di Google, Sundar Pichai, in merito, ha dichiarato che l’azienda già da un anno si sta dedicando ad adeguarsi alle nuove riforme in arrivo.

Andamento titolo Alphabet sul breve-medio periodo

Classica reazione da “Sell on News“ per le azioni Alphabet, che come ben visibile sul grafico giornaliero, in alto, in concomitanza della diffusione degli ottimi conti trimestrali sono state vendute selvaggiamente (-5%), prendendo alla sprovvista le forze rialziste.

Il titolo sta tuttavia cercando di reagire, facendo base sopra l’importante soglia tecnica e psicologica in area 1.000 dollari. Sentiment di breve-medio periodo che volge nuovamente in negativo dopo la discesa al di sotto delle medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni.

All’indomani del recente crollo, il titolo ha chiuso gli scambi di Mercoledì 25 Aprile a quota 1.021 dollari, circa e non si esclude, anche in caso di ulteriori discese, il tentativo di fare pull-back sulle prime resistenze di brevissimo che transitano in area 1.045-1.050, livelli su cui transitano in ordine l’EMA a 10 e l’EMA a 25 giorni, rispettivamente la linea di colore azzurro e la linea rossa sul grafico).

Quadro grafico che potrebbe volgere in positivo soltanto in caso di recupero oltre l’EMA a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 1.065 dollari, circa.Supporto statico in area 1.000 dollari, la cui rottura potrebbe provocare una veloce accelerazione ribassista in area 960-950 dollari.

Pattern di trading sul titolo alphabet (goog) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading rialzista prevede l’apertura di posizioni Long nel caso in cui si assista ad un recupero oltre 1.033,20$ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 1.039,60 e 1.045,58 dollari; stop loss in caso di ritorno sotto 1.016,60$ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione rialzista in caso di allunghi oltre 1.045,58$ in chiusura oraria per cercare di prendere profitto in prima battuta a 1.050$ ed in un secondo momento a 1.060,50$; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto 1.033,20$ in close orario.

Insistere con nuove posizioni lunghe in caso di break-out orario di 1.060,50$ per sfruttare eventuali balzi in area 1.067,55 e 1.078,50 dollari, estesi ad area 1.085,15 dollari; stop loss in caso di flessione sotto 1.045,58$ in chiusura oraria. Lecito acquistare sulla debolezza in caso di affondo in area 961,45$ per approfittare di eventuali rimbalzi prima a 978,50$ e successivamente a 994,05$; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 950$ in close orario o daily.

Il pattern di trading ribassista, invece, suggerisce di aprire posizioni Short nel caso in cui si registri una chiusura oraria minore di 1.016,60$ e fissa i primi due obiettivi in area 1.010,30 e 1.000,20 dollari; stop loss in caso di ritorno sopra 1.033,20$ in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni corte in caso di flessione sotto 1.000,20$ in close orario, per tentare di ricoprirsi in un primo momento a 994,05$ ed in seconda battuta a 982,70$; stop loss in caso di recupero di 1.010,30$ in chiusura oraria.

Ed ancora, Short in caso di discesa sotto 982,70 in chiusura di candela oraria, per approfittare di ulteriori scivoloni in area 978,50 e 968,85 dollari, estesa a 961,45$; stop loss in caso di ritorno sopra 996$ in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensioni al rialzo in area 1.085,15$, per approfittare di eventuali pull-back di prezzo in primo luogo a 1.067,55$ e successivamente a 1.061,50$; stop loss nel caso in cui gli acquisti dovessero spingersi oltre 1.096$ in chiusura di candela oraria o giornaliera.

 

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