Analisi tecnica Unicredit: parte l’aumento di capitale, come partecipare

È iniziato Lunedì 6 Febbraio il corposo aumento di capitale da 13 miliardi di Euro di Unicredit. L’inizio dell’ ADC certamente non è stato dei migliori con titoli che hanno perso il 6,9% ed i diritti in discesa del 18,90%. Nei dettagli la ricapitalizzazione dell’istituto di credito di via Gae Aulenti prevede l’attribuzione di 13 azioni orinarie al prezzo di 8,09 Euro cadauna ogni 5 diritti d’opzione esercitati. Lo sconto sul TERP (prezzo teorico dopo lo stacco del diritto) è stato pari al 38%. Quindi, chi possedeva titoli Unicredit, lo scorso Lunedì si è ritrovato tanti diritti d’opzione quante erano le azioni in portafoglio.

Chi prevede di sottoscrivere interamente l’ADC, esercitando tutti i diritti in suo possesso per sapere quanto dovrà sborsare potrà applicare questa formula: N° diritti : 5 X 13 X 8,09€.

Per fare un pratico esempio, se io alla chiusura di Venerdì 3 Febbraio avessi avuto in portafoglio 200 azioni UNICREDIT, Lunedì mattina mi sarei ritrovato 200 azioni e 200 diritti d’opzione, che mi avrebbero dato la possibilità di comprare (alla scadenza dell’ ADC) 520 azioni (200 fratto 5 = 40 moltiplicato per 13) al prezzo di 8,09 cadauna, spendendo 4.206,08 Euro. In portafoglio a fine aumento avrei un totale di 720 azioni (520 ad un prezzo di 8,09 Euro cadauna e 200 vecchie al prezzo di acquisto ante-ADC).

Per ricavare il prezzo medio dopo aver interamente sottoscritto l’ADC (in questo caso 200 vecchie azioni e 200 diritti d’opzione), basterà sommare la somma spesa per le vecchie azioni a quella spesa per le nuove azioni e dividere il prodotto per totale delle azioni in portafoglio (720 in questo caso). Chi non volesse partecipare all’aumento di capitale, sia interamente che parzialmente, invece, potrà vendere i diritti che saranno negoziati come un normale titolo fino al 17 Febbraio compreso.

Andamento quotazioni Unicredit sul breve-medio periodo (UCG.MI)


Brutto segnale dal punto di vista tecnico con le quotazioni che hanno perforato dall’alto verso il basso la media mobile a 200 periodi (la linea di colore verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). Ema 200 è la media mobile più importante sia per il breve-medio periodo che sul medio-lungo, utilizzata spesso dagli investitori istituzionali per le loro strategie di trading di posizione. Averla persa, soprattutto se ciò avverrà in chiusura settimanale, con molta probabilità spingerà il titolo ancora molto più in basso.

Al rialzo potremmo assistere al tentativo di recupero di EMA 200, che potrà anche verificarsi nell’intraday o su uno due sedute, ma l’ostacolo più importante, che negherà il segnale ribassista generato nella seduta di Lunedì, in cui l’Unicredit ha lasciato sul terreno quasi 7 punti, sarà la riconquista della media mobile a 50 periodi (linea gialla sul grafico) che attualmente transita poco sotto i 13 Euro.

Da notare che EMA 50 coincide quasi con la media mobile a 10 periodi (linea azzurra sul grafico). L’incrocio rialzista delle due EMA appena citate potrà ricondurre le quotazioni fino alla media mobile a 25 periodi (linea rossa sul grafico), transitante a 13,23 Euro, ed una volta superata quest’ultima verso le importanti resistenze a ridosso dei 14 Euro.

Strategia di breve-medio perido sul titolo Unicredit

Finché i diritti d’opzione saranno negoziabili prevediamo molta volatilità sul titolo, quindi ampie oscillazioni di prezzo durante tutte le sedute fino al 17 Febbraio. Grossi movimenti che potrebbero rendere difficile qualsiasi operazione Intraday. Suggeriamo, quindi, di sottopesare le operazioni giornaliere, dando più spazio al trading si posizione che a fine ADC potrebbe regalare ricche soddisfazioni, come accaduto dopo l’aumento di capitale di 5 anni fa che vide UNICREDIT raddoppiare le quotazioni nel giro di pochi mesi.

La strategia Long di posizione prevede di entrare sul titolo in più tranche in caso di ulteriore debolezza. Lecito piazzare i primi acquisti in caso di discesa a 10,80€ , la seconda trance in area 10€ e la terza ed ultima tornata di acquisti a ridosso del prezzo delle nuove azioni in area 8 Euro. Rispettando gli step d’ingresso appena suggeriti con lo stesso numero di quote per ogni acquisto, si otterrebbe un prezzo medio pari a 9,6€. La posizione sarebbe in sofferenza sul breve-medio periodo in caso di affondi in area 8€, ma potrebbe regalare buoni profitti sul lungo periodo, con target minimi attesi tra 11,50-12,50 Euro.

Allo stesso tempo le quote acquistate singolarmente potrebbero essere anche “lavorate“ rispettando questi target: BUY 10,80 – SELL 11,80; BUY 10 – SELL 10,80; BUY 8,1- SELL 9,1. Al momento preferiamo sospendere la strategia Short, rimandando lìoperatività ribassista quantomeno dopo la fine dell’ADC.

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