Azioni Facebook crollano travolte da indagine dipartimento giustizia USA

Seduta in profondo rosso per le azioni del più famoso social network al mondo che hanno lasciato sul terreno poco più di 7 punti e mezzo percentuali, chiudendo la sessione di Lunedì 3 Giugno a 164,15 dollari. Il crollo delle quotazioni che si è abbattuto sulle azioni FB ha colpito anche tutti i titoli che fanno parte della sigla dei cosiddetti FAANG, acronimo di Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google.

I cinque giganti del web e dell’High Tech, secondo alcune indiscrezioni diffuse dalla stampa finanziaria sarebbero nuovamente finite nel mirino del Dipartimento di Giustizia statunitense. A loro carico, infatti, sarebbe stata aperta un’istruttoria per possibile abuso della posizione di dominio. Già in passato il Dipartimento di Giustizia ha cercato di porre un limite alle posizioni dominanti di questi colossi, ottenendo scarsi risultati, tuttavia queste indagini in futuro potrebbero rappresentare degli importanti precedenti per azioni più incisive.

Un’ulteriore tegola su Facebook, su cui inoltre incombe già una multa di circa 5 miliardi di dollari comminata dalla Federal Trade Commission (FTC) per sospette violazioni della privacy legate allo scandalo Cambridge Analytica. La multa della FTC, se dovesse essere confermata, tuttavia, intaccherebbe solo minimamente una società che vanta circa 470 miliardi di dollari di capitalizzazione e con quasi 2,4 miliardi di utenti attivi mensili.

Guai in vista per la società di Zuckemberg anche nel Vecchio Continente, dove l’Irish Times ha riferito che Facebook avrebbe fatto delle pressioni per pagare meno tasse in Irlanda, in maniera da compensare le maggiori imposte da pagare negli altri Paesi della UE, che hanno fissato maggiori aliquote per la vendita dei servizi digitali di FB. Il quotidiano irlandese ha inoltre citato parte dei contenuti dell’incontro che i rappresentanti del gruppo statunitense avrebbero avuto, a Gennaio, con il ministro delle finanze Pashcal Donohue.

Andamento azioni Facebook sul breve-medio periodo


L’ampia candela rossa, ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero in alto, ha ricondotto le quotazioni di Facebook sui livelli dello scorso Marzo, in area 160 dollari (minimo intraday 161,01 dollari). La violenta discesa si è consumata con un netto aumento del volume di scambi, in crescita del 268% rispetto alla precedente sessione giornaliera. La correzione pertanto potrebbe continuare ancora per altre sedute. Le quotazioni si sono portate al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni. Sotto l’aspetto tecnico, inoltre, è molto negativo l’accenno di incrocio della media mobile minore a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico) che ha tagliato dall’alto verso il basso le medie mobili maggiori, a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea verde sul grafico).

In caso di mancato recupero oltre le EMA indicate, che transitano in un’area compresa tra 179 e 182 dollari, o in caso di violazione dei minimi in area 160 dollari, il titolo potrebbe dirigersi in area 150 dollari, dove è rimasto aperto un gap (150,42$), che corrisponde alla chiusura della seduta dello scorso 30 Gennaio. Al rialzo, invece, prima dell’eventuale test verso l’area di resistenza citata in precedenza (179-182 dollari), le quotazioni dovranno fare i conti con un ostacolo intermedio che si colloca in area 166,70-167 dollari.

Pattern di trading sul titolo facebook (FB) valido da 1 a 5 giorni

L’apertura del pattern rialzista necessita di una chiusura oraria oltre 164,40$ e pronostica i primi due obiettivi in area 165,68 e 166,72 dollari; stop loss in caso di discesa sotto 162,40$ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le posizioni Long in caso di break-out orario di 166,72$, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 167,75$ e successivamente a 169,40$; stop loss in caso di ritorno sotto 164,05$ in close orario.

Ed ancora, si consiglia di attivare nuove posizioni al rialzo in caso di estensioni oltre 169,40$ in chiusura oraria o daily, per sfruttare eventuali allunghi in area 171,10 e 172,15 dollari, estesa a 173,90$; stop loss in caso di ritorno sotto 166,72$ in close orario o giornaliero. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 152,85$, per approfittare di eventuali rimbalzi, prima a 154,45$ ed in seconda battuta a 156$, estesi a 158,15$; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 150$ in chiusura oraria o daily.

Il pattern ribassista, invece, prende quota in caso di discesa sotto 162,40$ in chiusura di candela oraria e fissa i primi due target price in area 161,40 e 159,80 dollari ; stop loss in caso di recupero oltre 164,40$ in close orario. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di flessione sotto 159,80$ in close orario, per tentare di ricoprirsi in primo luogo a 158,18$ e successivamente a 156,95$; stop loss in caso di ritorno sopra 162,40$ in close orario.

Lecito insistere con nuove operazioni al ribasso in caso di rottura del supporto orario a 156,95$, per sfruttare possibili affondi in area 156 e 154,45 dollari, estesi a 152,85$; stop loss in caso di ritorno sopra 159,80$ in close orario o daily. Suggeriti Short speculativi in caso di estensioni al rialzo in area 173,90$, per approfittare di eventuali correzioni di prezzo in prima battuta a 172,15$ ed in un secondo momento a 171,10$ estese a 169,40$; stop loss in caso di ulteriori allunghi oltre 176,70$ in close orario o giornaliero.

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