Azioni Intesa Sanpaolo giù dopo nuove garanzie richieste da BCE su crediti deteriorati delle banche europee

Ancora un passo indietro per il titolo INTESA SANPAOLO, che dopo essersi riportato sopra quota 3 euro, per la prima volta dopo circa 20 mesi, accusa una discesa dell’1,7 %, chiudendo la seduta del giro di boa settimanale a quota 2,934

Le vendite hanno investito tutto il comparto bancario del Vecchio Continente dopo che l’Istituto Centrale europeo ha reso noto di voler modificare le garanzie sui crediti deteriorati NPL. La stretta sui Non Performing Loans allo studio della BCE dovrebbe partire dal primo Gennaio 2018. Alle banche verrà chiesto di portare al 100% gli accantonamenti sui crediti deteriorati di nuova generazione. Nei dettagli, le banche dovranno garantire i nuovi crediti deteriorati che si troveranno in pancia a partire dall’1 Gennaio del prossimo anno, entro un arco temporale di 2 anni, quindi il 50% all’anno. Mentre la copertura sui crediti con garanzia dovranno essere coperti entro i 7 anni. La nuova mossa della BCE se approvata alle condizioni appena riportate, ridurrebbe il potere discrezionale delle banche, ma allo stesso tempo porrebbe delle regole valide per tutti gli istituti di credito europei, riducendo il rischio che gli NPL mettano in ginocchio un intero settore e di conseguenza l’economia degli stati UE, come successo negli ultimi anni a questa parte.

Azioni INTESA SANPAOLO penalizzate anche dalle vendite che hanno colpito i bond sovrani dei paesi periferici, a causa della controversa questione spagnola, con le regione della Catalogna, che dopo il referendum consultivo, non autorizzato dal governo iberico, è sempre più decisa a chiedere l’indipendenza da Madrid. Lo spread BTP-BUND sale del 2,6% circa e supera la soglia dei 180 punti base con il rendimento del BTP che balza al 2,23%.

Nelle ultime sedute l’istituto di credito guidato dall’AD, Carlo Messina , aveva beneficiato della conferma degli obiettivi del futuro piano strategico, tra cui quello di diventare uno dei primi quattro player assicurativi nel ramo Danni entro i prossimi 4 anni, dopo aver raggiunto una quota di mercato al 22% per quanto riguarda il ramo.

Andamento titolo Intesa Sanpaolo sul breve-medio periodo


In sole due sedute per il titolo Intesa Sanpaolo venuto meno il guadagno accumulato in due settimane, con le quotazioni che nell’intraday si sono spinte fino ad un minimo a quota 2,91 euro. Scongiurato, almeno per la seduta di Mercoledì 4 Ottobre, il pericolo di una chiusura daily sotto la media mobile a 25 periodi (la linea di colore rosso sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), transitante a quota 2,93 euro circa, con l’ultimo scambio avvenuto a quota 2,934 euro.

Persa l’EMA a 25 gg, aumentano le chance di una discesa sul più importante sostegno di medio periodo, rappresentato dalla media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico). Un eventuale calo al di sotto di EMA 50, passante in area 2,885-2,89 euro, potrebbe generare un’inversione ribassista, con target ben più profondi, attesi in area 2,70-2,65 euro.

Il recupero della media mobile a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico), oltre 2,965 euro, invece, potrebbe annullare lo scenario al ribasso appena descritto, per favorire una ripresa dei corsi verso i top a 3 euro, ed in caso di break-out rialzista dare ulteriore slancio verso area 3,07-3,10 euro.

Pattern di trading sulle Azioni Intesa sanpaolo (ISP.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long suggerisce l’apertura di posizioni rialziste in caso di break-out orario di 2,948€ e fissa i primi due obiettivi in area 2,972 e 2,99 euro; stop loss in caso di discesa sotto 2,906€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione rialzista in caso di chiusura oraria o daily sopra 2,99€ per cercare di prendere profitto in prima battuta a 3,008€ e successivamente a 3,038€; stop loss in caso di ritorno sotto 2,968€ in chiusura giornaliera.

Insistere con nuove posizioni lunghe nel caso in cui gli acquisti dovessero spingersi oltre 3,038€ in chiusura di candela oraria, per puntare ad eventuali allunghi in area 3,056 e 3,07 euro, estesa a 3,108€; stop loss in caso di ritorno sotto 2,99€ in close orario. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 2,756€ per approfittare eventuali velici recuperi in area 2,784 e 2,814 euro; stop loss in caso di ulteriori discese sotto 2,728€ in close orario o daily.

Il pattern di trading Short, invece, consiglia l’apertura di posizioni ribassiste in caso di discesa sotto 2,906€ in chiusura di candela oraria, per tentare di prendere profitto in un primo momento a 2,896€ ed in seconda battuta a 2,884€; stop loss in caso di recupero sopra 2,948€ in close orario. Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di flessioni sotto 2,884€ in chiusura oraria o giornaliera, per sfruttare ulteriori affondi prima a 2,866€ ed in un secondo momento a 2,838€; stoppare le operazioni in caso di ritorno sopra 2,91€ in close orario o di giornata.

Ed ancora, lecito attivare nuove posizioni corte nel caso in cui la pressione in vendita dovesse rompere il supporto orario a 2,838€ , per cercare di ricoprirsi in area 2,814 e 2,784 euro, estesa a 2,756€; stop loss in caso di recupero oltre 2,866€ in chiusura oraria. Short speculativi in caso di estensione al rialzo in area 3,108€, per sfruttare eventuali correzioni, in area 3,07 e 3,038 euro;stop loss in caso di close orario o daily maggiore di 3,14€.

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