Azioni UBI in calo: non bastano i buoni risultati del terzo trimestre 2018

Seduta con alti e bassi per il titolo UBI Banca, che ha chiuso la seduta di Mercoledì7 Novembre, in calo dello 0,58%, a 2,765 euro. Per evitare il calo, in una giornata in cui l’indice principale ha guadagnato l’1,42%, non sono bastati i buoni risultati rilasciati dall’istituto di credito guidato dall’Amministratore Delegato Victor Massiah.

I ricavi nel periodo Luglio-Settembre si sono assestati a 808 milioni di euro. In crescita l’utile netto al netto delle componenti non ricorrenti, salito a 38,5 milioni di euro dai 37,3 milioni di euro dello stesso periodo del 2017. L”utile netto incluse le componenti non ricorrenti, invece, scende a 1,6 milioni, a causa di oneri straordinari legati al Piano Industriale (-36,9 milioni netti per l’accordo sindacale firmato a settembre 2018), mentre il consensus medio degli analisti stimava un rosso di 3 milioni di euro.

Se invece si allarga l’orizzonte sui nove mesi, i conti del periodo Gennaio-Settembre, hanno invece rivelato il miglior risultato degli ultimi 10 anni, evidenziando un utile pari a 260,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 163,7 milioni di euro dell’analogo periodo dell’anno precedente.

Al 30 Settembre il coefficiente CET1 è stato pari all’11,42%, e si è mantenuto sullo stesso livello di fine Giugno, nonostante negli ultimi due mesi l’innalzamento dello Spresd tra BTP e BUND abbia impattato negativamente sulla valutazione delle obbligazioni in portafoglio, il cui totale ammonta a 9,3 miliardi di euro, in flessione rispetto agli 11,4 miliardi di euro in pancia ad inizio anno. La dismissione dei BTP in portafoglio fa parte della strategia di de-risking contemplata dal piano industriale.

In calo anche il totale dei crediti deteriorati netti, diminuiti del 14,5% a 6,37 miliardi di euro, dai 7,45 miliardi di euro di Gennaio 2018. Il management del gruppo ha inoltre fatto sapere che un’ulteriore dismissione di crediti Non Performing Loans ( NPL )è prevista tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2019.

Andamento azioni UBI banca sul breve-medio periodo

Quadro tecnico ancora molto incerto ed improntato al ribasso per il titolo UBI Banca, che si mantiene pericolosamente sul supporto di brevissimo rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero, in alto), che transita in area 2,77, circa, quindi sui valori della chiusura odierna.

La perdita di EMA 10, in chiusura daily, confermata in chiusura settimanale, con molte probabilità potrebbe attivare un nuovo pattern ribassista con target in area 2,70-2,68 euro, in prima battuta e d obiettivo secondario in area 2,60 euro. Lo scenario ribassista appena descritto potrebbe venir meno in caso di tenuta di EMA 10, accompagnata da successivo break-out della resistenza giornaliera individuata sulla media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico) che al momento della scrittura si colloca in area 2,90 euro, circa.

Tuttavia, il sentiment di breve-medio periodo sul titolo UBI continuerà a mantenersi negativo finché le quotazioni si troveranno al di sotto della media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che si colloca in area 3,07-3,10 euro, e che funge da fortissima resistenza.

Pattern di trading sul titolo UBI banca (UBI.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern Long si attiva in caso di allungo oltre 2,785€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 2,80 e 2,825euro; stop loss in caso di discesa sotto 2,755€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 2,825€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 2,845€ e successivamente a 2,865€; stop loss in caso di ritorno sotto 2,785€ in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 2,865€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 2,89 e 2,905 euro, estesi a 2,94 euro; stop loss in caso di ritorno sotto 9,34€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 2,585€, in ottica di rimbalzo, in primo luogo a 2,61€ ed in seconda battuta a 2,645€, esteso a 2,665€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 2,55€ in chiusura oraria o daily.

Il pattern Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 2,755€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 2,735 e 2,685 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 2,785€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 2,685€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 2,665€ e successivamente a 2,645€; stop loss in caso di ritorno sopra 2,735€ in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 2,645€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 2,625 e 2,61 euro, estesa a 2,585 euro; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 2,685€ in close orario o daily. Ed ancora, short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 2,94€, per sfruttare eventuali correzioni prima a 2,905€ e successivamente a 2,89€, estese a 2,862€; stop loss in caso di ulteriori allunghi sopra 2,97€ in chiusura di candela oraria o giornaliera.

 

 

 

 

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