Comprare azioni Tesla: come fare e se conviene

Tesla è una delle aziende più chiacchierate degli ultimi anni, anche per via della natura eccentrica e carismatica del suo fondatore Elon Musk. Già imprenditore di successo prima di questa nuova avventura, Musk è diventato dalla morte di Steve Jobs in poi l’imprenditore più associato ai concetti di innovazione e rivoluzione digitale. Con Tesla, la sua sfida è quella di dare al mondo dell’automobilismo una svolta green: tutti i mezzi prodotti dall’azienda sono alimentati esclusivamente da motori elettrici, anche grazie agli invidiabili brevetti di Tesla sulle batterie.

Al di là della grande innovazione che Tesla ha portato nel settore automotive, per gli investitori le prospettive sono da valutare con attenzione. In questa guida parleremo infatti delle azioni di Tesla, che dal momento della quotazione nel 2014 hanno visto il loro valore aumentare fino ad oltre il doppio del valore iniziale nell’arco di tre anni. Ad oggi le azioni Tesla hanno vissuto un periodo di ribasso, ed in molti si chiedono se sia il momento giusto per “comprare in sconto” dei titoli che potrebbero rivelarsi molto proficui in futuro.

Se stai valutando la possibilità di investire in azioni Tesla, qui troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Andremo ad analizzare i bilanci passati, le prospettive dell’azienda, la sua posizione competitiva rispetto al mercato ed ogni altro elemento utile ad aiutarti a prendere la tua decisione. Lo faremo nel modo facile ma completo che ci contraddistingue, spiegando i concetti in modo che siano chiari anche per chi non conosce bene le basi della valutazione degli investimenti azionari.

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Il modello di business di Tesla: non solo auto elettriche

Forse pensi che Tesla venda soltanto auto elettriche e che, fondamentalmente, sia questo il modo in cui l’azienda cerca di fare utili. In realtà, le automobili rappresentano soltanto una piccola parte dell’intero modello di business di questa azienda. Elon Musk, infatti, non si accontenta quasi mai di essere presente in un mercato: vuole dominarlo in tutte le sue declinazioni ed in tutti i suoi processi, malgrado non sempre questa sia la decisione migliore.

Autotrasporti

Prima di tutto, l’azienda ha già messo nel mirino con alcuni modelli il mercato degli autotrasporti. Dal momento in cui per il trasporto di merci la convenienza è il primo fattore di cui tener conto, la convenienza di un camion elettrico può sicuramente fare gola a tante aziende che lavorano in questo mercato.

Stazioni di rifornimento

In secondo luogo, Tesla sta investendo pesantemente in infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche. Soprattutto negli Stati Uniti, paese di origine dell’azienda, stanno sorgendo molte stazioni di rifornimento per auto elettriche che portano il nome di questa azienda. Significa assumere anche il ruolo del “benzinaio elettrico”, entrando in un’industria che nella sua versione tradizionale produce volumi d’affari per decine di miliardi di dollari l’anno.

Guida autonoma

Procedendo, Tesla sta investendo molto anche nelle tecnologie di guida autonoma. I modelli attuali, soprattutto la Model S, sono in grado di fornire molte automazioni al guidatore ed una notevole integrazione della tecnologia nella guida. Questo è soltanto un passaggio intermedio, perché nel corso dei prossimi anni le automobili arriveranno molto probabilmente a guidarsi da sole. Tutte le case automobilistiche tradizionali ed alcuni nuovi brand del settore stanno attivamente cercando di essere i primi ad avere un’auto a guida autonoma completamente funzionante, ma Tesla pare avere un notevole vantaggio tecnologico su tutti gli altri.

Batterie

Il motivo per cui ad oggi Tesla è sinonimo di auto elettriche sono le batterie. L’azienda è stata la prima a fornire delle soluzioni tecnologiche per permettere ad un’auto di percorrere centinaia di chilometri senza dover essere attaccata alla spina nemmeno una volta; una Model X, modello medio della linea Tesla, è in grado di fare andata e ritorno tra Torino e Milano mantenendo l’autonomia sufficiente per passare ancora da Asti e ritornare indietro.

Questo vantaggio competitivo sulle altre case automobilistiche si trasformerà molto probabilmente, nel corso del tempo, in una diversificazione del modello di business aziendale. Tesla incomincerà a vendere le sue batterie ad altre aziende, dal momento in cui queste possono essere utili in tanti settori al di fuori di quello automobilistico.

Facciamo i conti in tasca a Tesla

Avere una buona idea, o addirittura un’idea rivoluzionaria, non basta. Prima di comprare le azioni di una società è molto importante essere a conoscenza dell’andamento dei suoi conti: un’azienda è una realtà che si evolve nel tempo, ed è importante tenere conto della sua capacità di migliorare i risultati di anno in anno.

In molti casi, chi è scettico nei confronti di Tesla si aggrappa proprio ai conti: i bilanci di Elon Musk, infatti, raccontano la storia di un’azienda che al momento non è ancora in grado di avere più ricavi che costi. Da una parte questo significa che il valore delle azioni può ancora esplodere nel caso di un’inversione di tendenza, ma dall’altro significa che gli investitori dovranno essere pazienti.

Utile lordo

L’utile lordo rappresenta la differenza tra quanto si è guadagnato dalle vendite dei prodotti ed i costi diretti. I costi diretti sono rappresentati esclusivamente dai materiali di partenza che servono per realizzare un certo bene, quindi vengono esclusi dal calcolo una lunga serie di costi aggiuntivi. L’utile lordo di Tesla negli ultimi anni è stato:

  • 2016: $ 1,599 miliardi
  • 2017: $ 2,222 miliardi
  • 2018: $ 4.042B miliardi

Da questo punto di vista, possiamo dire che l’azienda stia seguendo una curva di crescita esponenziale e molto interessante.

Margine operativo

Il margine operativo va più nel dettaglio dell’utile lordo, perché tiene in considerazione di tutti quei costi a cui l’azienda va incontro nella sua normale gestione. Si tiene dunque conto anche degli stipendi, delle spese in marketing, dell’attrezzatura acquistata e così via. Il margine operativo di Tesla negli ultimi anni è stato ben diverso dall’utile lordo:

  • 2016: $ -0,667 miliardi
  • 2017: $ -1,632 miliardi
  • 2018: $ -0,388 miliardi

Qui possiamo incominciare a notare come la struttura dei costi dell’azienda sia davvero importante, riuscendo ad abbattere un utile lordo di oltre 4 miliardi fino a rendere negativo il valore del margine operativo.

EBIT

L’EBIT è ancora più dettagliato del margine operativo, perché tiene conto di tutta l’attività dell’azienda ad eccezione di tasse, interessi sui mutui o prestiti, deprezzamenti delle immobilizzazioni e degli ammortamenti sulle stesse immobilizzazioni. Qui i valori si abbassano al loro minimo:

  • 2016: $ -0,675 miliardi
  • 2017: $ -1,961 miliardi
  • 2018: $ -0.976 miliardi

Previsioni 2019-2022

Il prossimo triennio sarà quello più importante per Tesla, che dopo essere riuscita a conquistare l’interesse di tutto il mondo ed aver diversificato il suo modello di business ora deve dimostrare di saper produrre anche utili. Sarà il terreno di prova più importante per l’azienda e per il suo fondatore: già da quest’anno, infatti, la maggior parte degli analisti concorda sul fatto che l’azienda dovrebbe chiudere l’anno con un utile positivo.

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, la fine dell’anno si è sempre chiusa in rosso per Tesla. Se il 2019 dovesse essere l’anno che ci si aspetta, sarebbe una grande notizia per gli azionisti. Il primo target che queste andrebbero a sfondare è sicuramente quello dei 300$ per azione, già raggiunto in passato, con buona parte degli analisti che fissa il target intorno ai 340$ per i prossimi 12 mesi. Se questo non dovesse verificarsi, invece, è probabile che la sfiducia nei confronti della rivoluzione-Tesla porterebbe il titolo a navigare intorno ai 200 dollari.

Dal 2020 al 2022, le previsioni degli analisti sono tutte in crescita. In questo triennio, insomma, la maggior parte degli esperti confida che Tesla riuscirà a ripagare gli investitori della fiducia dimostrata e a portare il titolo verso nuovi picchi. Quanto al possibile rilascio di dividendi, invece, la situazione è molto imprevedibile: è probabile che, vista la forte crescita che sta attraversando l’azienda, la scelta possa ricadere sul fatto di trattenere l’utile in azienda per finanziare l’ulteriore espansione.

Perché Tesla ha “bruciato” tutti questi miliardi?

Se guardando i valori che abbiamo presentato prima ti sei spaventato, pensando a quanti soldi Tesla abbia perso negli ultimi anni, qui vogliamo spiegarti meglio cosa sia successo. In realtà, la quasi totalità delle grandi aziende della new economy ha chiuso i suoi bilanci in perdita per la gran parte del tempo. Nei primi anni, infatti, gli investimenti necessari per finanziare un progetto dalla portata ambiziosa sono davvero grandi.

Prima di tutto, Elon Musk non è sicuramente il tipo che si accontenta. I suoi stabilimenti, i suoi uffici, il suo personale, tutto deve essere fatto per eccellere. Questo significa investire miliardi di dollari soltanto sulla possibilità di incominciare a fare business, prima ancora di fare uscire un prodotto dalla fabbrica. Se poi quel prodotto sono le automobili, la cosa è ancora più evidente.

Le barriere all’ingresso del mercato automobilistico

L’industria automobilistica è nota per essere tra le più capital intensive in assoluto, ovvero tra quelle che necessitano dei maggiori capitali per inserirsi nel contesto competitivo. In pochi anni Tesla ha dovuto finanziarie le campagne di marketing necessarie a recuperare la fama e la credibilità che i concorrenti come Ford, Audi e Volkswagen hanno avuto più di mezzo secolo per costruire. Non soltanto c’è riuscita, ma è anche diventata simbolo di innovazione e di futuro di questo settore.

Gli investimenti in ricerca e sviluppo

In molti paesi asiatici, negli ultimi anni sono nate tante case automobilistiche di cui forse non conosci nemmeno il nome. Non è mancanza di informazione, è che sono semplicemente delle alternative poco interessanti alle auto che abbiamo già. Per quanto audace sia tentare una strada in questo mercato, non si può paragonare l’imitazione delle auto occidentali a prezzi inferiori con quello che ha fatto e che sta facendo Tesla. Certo, anche gli investimenti necessari non sono proprio paragonabili.

Per cercare di rendere l’auto elettrica performante, veloce, in grado di percorrere centinaia di chilometri senza fermarsi, per costruire stabilimenti dalle tecnologie senza precedenti, per riuscire a colonizzare gli Stati Uniti con i suoi power wall, Tesla ha dovuto sostenere investimenti in ricerca che sono costati miliardi di dollari all’azienda.

Conviene investire in azioni Tesla?

Finalmente, dopo aver fatto tutte le valutazioni necessarie, siamo pronti a rispondere alla domanda più importante. Il parere della nostra redazione sulle azioni Tesla è assolutamente positivo: per quanto nessuno di noi abbia la proverbiale sfera di cristallo, siamo unanimi nel definire molto interessante questo titolo.

Il motivo principale è che, fino a questo momento, chi ha comprato azioni Tesla lo ha fatto perché credeva in un sogno. Un sogno futurista, fatto di energia pulita e di auto che si guidano da sole, ma un sogno lontano. Man mano che i bilanci venivano chiusi in perdita, gli investitori si sono fatti scoraggiare dalla velocità con cui Tesla perdeva i miliardi con cui loro avevano contribuito a finanziare l’impresa. Ora, però, Tesla non è più un affare per visionari ma un’opportunità concreta.

Se il bilancio di quest’anno dovesse chiudersi in positivo, il titolo potrebbe arrivare in pochi giorni a recuperare quantomeno tutta la distanza rispetto al suo picco di 383 dollari per azione raggiunto nel giugno 2017. Il vero rischio è sulla possibilità che il bilancio non si chiuda in positivo, ma sul fatto che questo provocherebbe un primo rialzo verso il target di 383 $/azione ci sono molti meno dubbi.

Nel caso in cui questa situazione non dovesse verificarsi, i rischi sono comunque abbastanza ridotti. Il titolo sicuramente vivrebbe una battuta d’arresto iniziale, ma nel corso dei prossimi tre anni è quasi certo che il fatidico momento dell’utile positivo a fine anno arriverà. Per lo meno, il favore degli analisti è tutto da questa parte. Nel frattempo Tesla dovrà affrontare sempre meno investimenti per sviluppare la sua attività, avendo ormai messo in moto questa ingente struttura; questo vorrà dire minori costi, mentre la proiezione per le vendite cresce (ed i dati sono già cresciuti) di anno in anno.

Come investire in azioni Tesla

Se sei fiducioso sul fatto che Elon Musk non deluderà le aspettative, non ti rimane che scegliere il modo con cui investire in azioni Tesla. Per farlo hai due strade:

  • La banca, che ti sconsigliamo vivamente. I costi di transazione presso gli istituti tradizionali sono altissimi, decisamente fuori mercato rispetto alle alternative online. In passato molte persone hanno vissuto l’esperienza spiacevole di indovinare la previsione su un titolo, riuscire a venderlo ad un prezzo ben più alto di quello iniziale, salvo poi vedere il guadagno interamente divorato dalle commissioni delle banche ed il saldo complessivo dell’operazione finire in negativo.
  • I broker online, la scelta che la nostra stessa redazione utilizza per fare i suoi investimenti. In questo modo avrai la possibilità di investire sui CFD, dei contratti derivati che hanno in ogni momento l’esatto valore delle azioni Tesla. Se un’azione Tesla vale 280$, anche il suo CFD varrà 280$.

Ma se il valore di un CFD è sempre uguale a quello dell’azione, perché dovresti scegliere questa strada? Molto semplice! Hai due grandi vantaggi:

  1. I costi di negoziazione sono decisamente più bassi, intorno allo 0,05% per ogni azione. A queste condizioni, anche un minimo rialzo del prezzo dell’azione è sufficiente per portarti a pareggiare i costi applicati dall’intermediario.
  2. Hai la possibilità di usufruire della leva finanziaria, fino ad 1:5. Significa che investendo 2.000 euro in azioni Tesla potrai scegliere di aumentarne il valore fino a 10.000 euro; se tu dovessi perdere denaro fino a perdere più di 2.000 euro, il conto scenderebbe a zero e la posizione verrebbe chiusa in automatico. Se tu dovessi riuscire a guadagnare, però, guadagneresti dal tuo investimento 5 volte di più che senza la leva finanziaria. Ad esempio, un rialzo del 10% su 2.000 euro investiti equivale ad un profitto di 200 euro; un profitto del 10% su 2.000 euro investiti in leva 1:5 (quindi 10.000 euro) equivale a 1.000 euro.

Broker raccomandato #1: come fare trading su Tesla con Plus500

Plus500, sponsor ufficiale dell’Atletico Madrid, è uno dei broker più amati sullo scenario internazionale. Sul sito ufficiale hai la possibilità di aprire un conto in appena cinque minuti: dovrai inserire i tuoi dati, un indirizzo mail ed una password. A quel punto, in accordo con le procedure imposte dalla normativa MiFID II, il broker procederà con una serie di domande volte a confermare la tua comprensione dei rischi annessi agli investimenti e della natura dei CFD.

Completata la procedura, potrai effettuare il tuo primo deposito tramite carta di credito, bonifico o PayPal. Il nostro consiglio è comunque quello di utilizzare la carta o PayPal, perché in questi due casi non vengono applicate commissioni ed il deposito è istantaneo. Il deposito minimo è di appena 100 euro, quindi davvero chiunque può investire su Tesla con Plus500.

Se preferisci cominciare a provare le funzionalità di Plus500 prima ancora di avere effettuato il tuo deposito, lo puoi fare con un conto demo. Si tratta di un conto con solo denaro virtuale, che il broker presta agli iscritti per provare ad investire senza rischi e valutare l’eventuale decisione di finanziare il conto reale.

Che tu decida di investire subito denaro reale o che tu voglia prima provare il trading in modalità demo, investire sui CFD delle azioni Tesla con questa piattaforma è molto semplice. Ti basterà semplicemente utilizzare la barra di ricerca nella pagina principale dell’applicazione per cercare “Tesla”, dopodiché premendo invio visualizzerai il titolo che stavi cercando. Puoi investire sia a rialzo che a ribasso, un altro grande vantaggio dei CFD; se ad un certo punto tu dovessi cambiare idea sul futuro dell’azienda di Elon Musk, potrai semplicemente ribaltare la tua posizione.

Broker raccomandato #2: 24Option

Molti conoscono 24Option come sponsor ufficiale della Juventus, cosa che ha reso sempre più popolare questa piattaforma in Italia. Anche in questo caso parliamo di una realtà molto seria e consolidata, regolamentata in Europa dalla CySec ed autorizzata dalla Consob ad operare in Italia. Le funzionalità di questa piattaforma sono simili a quelle di Plus500, anche se l’interfaccia grafica è leggermente diversa e c’è chi la preferisce a quella del suo diretto concorrente.

Conto demo: sì

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eToro è un broker sempre più popolare, grazie alle sue funzionalità di social trading che ti permettono di copiare utenti esperti e di far gestire in autonomia il tuo portafoglio con le loro mosse. Non solo, ma con questo broker avrai anche la possibilità di scegliere se acquistare i CFD delle azioni Tesla o le azioni Tesla vere e proprie. eToro, infatti, è in grado di approvvigionarsi direttamente dal mercato interbancario per fornire ai suoi clienti i titoli non-derivati agli stessi costi di negoziazione a cui vengono offerti i CFD. Anche in questo caso, ovviamente, il broker è autorizzato dalla Consob ad operare in Italia.

Conto demo: sì

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eToro è una piattaforma multi asset che consente dio investire sia in azioni che in criptovalute, e di fare trading sui CFDs.
Considera che i CFD sono strumenti complessi con un alto rischio di perdere denaro dovuto alla leva finanziaria.66% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro.Criptoasset non sono regolati e possono subire ampie variazioni di prezzo, dunque non sono appropriati per tutti gli investitori. Il trading di criptoasset non è regolamentato da alcuna normativa Europea.
Le performance passate non sono indicatori di risultati futuri.
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