Le consegne trimestrali di veicoli Tesla deludono le attese ed il titolo crolla

Non c’è pace per il titolo Tesla, che al momento della scrittura sta facendo segnare uno dei maggiori ribassi a Wall Street lasciando sul terreno oltre 5,5 punti percentuali.

Come già accaduto nel recente passato, l’ondata di vendite sul titolo del marchio di auto elettriche di lusso è scattata dopo che il management del gruppo guidato dal CEO Elon Musk ha rivelato che le consegne di veicoli nel terzo trimestre sono state inferiori alle aspettative, assestandosi a 97 mila unità, contro le 99 mila unità pronosticate dagli analisti. Dai dettagli rilasciati dal gruppo automobilistico di Palo Alto è inoltre emerso che sono state consegnate 79.600 Model 3, mentre il mercato si aspettava consegne per 80.200 unità.

Investitori e trader delusi, nonostante il saldo dei veicoli consegnati nel periodo Luglio-Settembre sia stato superiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso, pari ad 84 mila unità, di cui 56 mila unità di Model 3. Gran parte degli analisti che segue l’azienda della Silicon Valley si è detto perplesso che il gruppo possa raggiungere per fine anno l’obiettivo di consegne compreso tra 360 e 400 mila unità.

Era stato lo stesso Musk ad alzare il tiro a 100 mila consegne di autovetture nel trimestre in esame. Il CEO si è detto convinto che in base alle prenotazioni in corso la domanda di Model 3 negli ultimi tre mesi del 2019 sarà molto robusta, per questo motivo sale la concentrazione del gruppo nella produzione.

Molte case d’affari alla luce dei numeri sulle consegne appena evidenziati hanno rivisto il loro giudizio sul titolo Tesla a Market Perform da Market Outperform. Il conteggio delle autovetture consegnate, fa sapere qualche analista, da solo un’indicazione consiste soltanto in un termometro delle aspettative sui conti, poiché i reali risultati finanziari dipendono, come è risaputo, da altri fattori, tra cui i costi della produzione e delle vendite, nonché l’andamento dei cambi.

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Andamento azioni Tesla sul breve-medio periodo


Con il momentaneo calo, le quotazioni di Tesla si sono rimangiate quasi tutto il rialzo della scorsa settimana. Il titolo sembra tuttavia poter trovare un valido supporto in area 224-220 dollari, in virtù del minimo intraday toccato a quota 224,24 dollari. Al momento della scrittura il prezzo si aggira a ridosso di area 230 dollari, pertanto ancora al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni, che fungono da supporti.

La prima resistenza di brevissimo, che si colloca su EMA 50 (la linea di colore verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto) passa poco sopra area 234 dollari.

Per scongiura ulteriori ribassi le quotazioni dovrebbero necessariamente riportarsi, in chiusura daily o meglio ancora settimanale, prima sopra l’EMA a 25 giorni (la linea rossa sul grafico che transita in area 236 dollari) e successivamente oltre EMA 10 (la linea azzurra sul grafico che passa in area 238 dollari). L’eventuale flessione sotto area 220 dollari, se confermata in chiusura giornaliera o peggio ancora settimanale, invece, potrebbe causare una nuova spinta ribassista con primo obiettivo in area 210 dollari e target successivo verso area 200 dollari.

Pattern di trading sul titolo Tesla (TSLA) valido da 1 a 5 giorni

L’apertura del pattern rialzista necessita di una chiusura oraria oltre 231,10$ e pronostica i primi due obiettivi in area 234,48 e 234,88 dollari; stop loss in caso di discesa sotto 227,35$ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le posizioni Long in caso di break-out orario di 234,88$, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 236,33$ e successivamente a 238,68$; stop loss in caso di ritorno sotto 231,10 in close orario.

Ed ancora, si consiglia di attivare nuove posizioni al rialzo in caso di estensioni oltre 238,68$ in chiusura oraria o daily, per sfruttare eventuali allunghi in area 239,37 e 240,17 dollari, estesa a 242,55$; stop loss in caso di ritorno sotto 234,48$ in close orario o giornaliero. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 214,36$, per approfittare di eventuali rimbalzi, prima a 216,55$ ed in seconda battuta a 218,72$, estesi a 220,10$; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 210$ in chiusura oraria o daily.

L’attivazione del pattern ribassista, invece, prende quota in caso di discesa sotto 227,35$ in chiusura di candela oraria e fissa i primi due target price in area 225,95 e 223,68 dollari ; stop loss in caso di recupero oltre 231,10$ in close orario.Mantenere o incrementare le posizioni corte in caso di flessione sotto 223,68$ in close orario, per tentare di ricoprirsi in primo luogo a 222,30 $ e successivamente a 220,10$; stop loss in caso di ritorno sopra 225,95$ in close orario.

Lecito insistere con nuove operazioni al ribasso in caso di rottura del supporto orario a 220,10$, per sfruttare possibili affondi in area 218,72 e 216,55 dollari, estesi a 214,36$; stop loss in caso di ritorno sopra 224,28$ in close orario o daily. Suggeriti Short speculativi in caso di estensioni al rialzo in area 242,55$, per approfittare di eventuali correzioni di prezzo in prima battuta a 240,17$ ed in un secondo momento a 238,68$ estese a 236,33$; stop loss in caso di ulteriori allunghi oltre 245$ in close orario o giornaliero.

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