FCA tra Polonia, Germania e USA: ecco il mosaico di Marchionne

Continua a rendersi sempre più districato il mosaico che ruota intorno a FCA: il gruppo italo-americano guidato da Sergio Marchionne si sta infatti muovendo su diversi fronti, cercando di organizzare le proprie attività strategiche e operative su scala globale, in un intreccio che vede coinvolte Polonia, Germania e Stati Uniti. Ma in che modo?

Polonia

Cominciamo dalla Polonia, che potrebbe essere interessata dalla produzione della Panda. L’amministratore delegato di FCA ha infatti annunciato che entro il 2020 sposterà le linee di montaggio dell’utilitaria più venduta da Pomigliano, con l’impianto italiano che avrà pertanto il compito di produrre auto più prestigiose e, probabilmente, quelle a brand Alfa.

Certo, il rischio che il tutto possa tramutarsi – nonostante le rassicurazioni – in qualche sgradita sorpresa di medio termine c’è sempre. Nell’impianto di Grugliasco, dove i lavoratori sono impegnati ad assemblare la Maserati Ghibli e la Quattroporte, fino al 10 marzo si respira aria di cassa integrazione a causa proprio del calo delle vendite. Dunque, a domandare ai dipendenti di Pomigliano se preferiscono lavorare per una vettura da oltre 140 mila esemplari l’anno o una Maserati da pochi esemplari, c’è da immaginare che la risposta potrebbe essere scontata.

Guai però ad essere disfattisti, visto e considerato che su Pomigliano sembrano esserci parecchi interessi e parecchie scommesse. Sostengono alcuni, nell’impianto potrebbero arrivare anche nuove assunzioni con l’avvio della produzione del SUV Stelvio. Vedremo, in futuro, che cosa accadrà… con una certezza: con il costo del lavoro che in Polonia è un terzo di quello italiano, difficile non cedere alla tentazione di ottimizzare gli sforzi delocalizzando ad Est.

Germania

Il secondo tassello geografico nel mosaico FCA è relativo alla Germania e, in particolar modo, la città di Wolfsburg. Qui Matthias Muller, numero 1 di Volkswagen, in una recente intervista alla Reuters, ha dichiarato di non aver alcun contatto con la casa italiana, dopo che il top manager aveva uspicato di aspettarsi un’offerta dal colosso tedesco.

“Non siamo assolutamente pronti a colloqui su nulla con Fca. Mi preoccupo solo di Volkswagen, non mi preoccupo di Fca” – ha specificato il top manager della storica casa automobilistica tedesca. “Non abbiamo visto Marchionne da mesi” – ha poi proseguito Muller in occasione del Salone di Ginevra – “Volkswagen ha altre preoccupazioni al momento”.

Dunque, non trovano conferme i “lanci” di Sergio Marchionne, che a sorpresa due giorni fa aveva aperto a una possibile collaborazione con la società tedesca, affermando addirittura che prima o poi la casa di Wolfsburg sarebbe venuta a bussare alla porta di FCA. Alla porta di FCA sembrano invece aver bussato i sindacati, che come sopra abbiamo anticipato, hanno sollevato qualche perplessità su quel che potrebbe avvenire a Pomigliano.

Le risposte – ha assicurato il responsabile delle attività Emea di FCA, Alfredo Altavilla, arriveranno entro la fine del mese, visto e considerato che entro il 31 la società auto dovrà incontrare le parti sindacali per la questione dei contratti di solidarietà dell’impianto di Pomigliano, che saranno utilizzati fino alla prima parte del prossimo anno.

Per il momento, sull’impianto ci sono solamente delle “idee” – ha dichiarato Altavilla, che però ha in realtà lasciato intendere che ci sia qualcosa di più preciso di semplici “idee”, visto e considerato che il piano che si desidera condividere con i sindacati sarebbe stato deciso prima delle dichiarazioni di Marchionne, e che comunque la Panda sarà prodotta ancora nelgli attuali processi per altri due anni e mezzo. Insomma, ci sarà il tempo per parlarne in maniera approfondita.

La rotta però è tracciata: con o senza integrazioni con VW, a Pomigliano verranno prodotte solamente vetture premium, appartenenti ai brand Alfa, Maserati e Jeep. Difficilmente, come è intuibile, a Pomigliano verranno prodotte vetture di tutti e tre i marchi: è invece molto probabile che possano essere direzionati nell’impianto che lascerà presto la Panda il brand Alfa e, forse, quello Maserati.

Stati Uniti

Concludiamo infine con il tassello statunitense riguardante General Motors. Sebbene la stampa americana abbia più volte accostato il nome di FCA a quello di GM in un’ottica strategica integrata, difficilmente il matrimonio s’avrà da fare, per lo meno in tempi brevi. Dalle parti di General Motors hanno infatti dichiarato che non c’è alcun interesse nei confronti di Fiat Chrysler, venendo così smentite le voci stampa che davano come avanzati i primi colloqui utili per poter tracciare una riga di congiunzione tra le due parti dell’oceano Atlantico.

Naturalmente, non è chiaro se il rifiuto di General Motors sia una tattica o sia una trasparente presa di posizione che potrebbe tuttavia mutare sostanza nel corso dei prossimi mesi. Nell’attesa di saperne di più, quel che sembra prefigurarsi nello scenario attuale è la solitaria strada di crescita di FCA, che pare non essere così vicina (come qualche analista pensava) a GM o Volkswagen.

Niente paura, comunque. In futuro le cose potrebbero cambiare e, soprattutto, il presente è denso di soddisfazioni come, ad esempio, i risultati degli ordini del nuovo SUV di Alfa, Stelvio, presentato a Ginevra con un botto di ordini. Un buon segno augurale, no?

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