Fca e Renault verso possibili nozze con fusione alla pari e scambio azionario

Si sgonfia parzialmente l’effetto del possibile deal tra FCA e Renault sulle azioni della casa automobilistica italo-americana, che avevano messo un momentaneo exploit di +20 punti percentuali, subito dopo l’annuncio. Dopo un rally su un top intraday a quota 13,688 euro, che ha consentito di recuperare tutto il gap dovuto allo stacco del dividendo straordinario di 1,3 euro per azione, le quotazioni hanno chiuso la seduta odierna (28/05) a 12,26 euro.

Il gruppo che fa capo alla famigli Agnelli alla fine dello scorso week-end ha reso noto di aver presentato alla concorrente francese Renault una proposta di fusione con scambio azionario alla pari. Un’operazione che se andasse in porto vedrebbe nascere il terzo produttore si auto al mondo, con 8,7 milioni di veicoli venduti all’anno, capaci di apportare sinergie per 5 miliardi di euro.

La nuova entità sarebbe controllata al 50% dagli azionisti FCA ed al 50% dagli azionisti Renault Groupe, con una struttura di governance paritaria e consiglieri a maggioranza indipendenti. L’operazione di fusione avverrebbe sotto una società capogruppo olandese, quotata sulla Borsa Italiana, Euronext e sul New York Stock Exchange.

Il mercato sembra aver dato fiducia al progetto, premiando con corposi rialzi sia il titolo del gruppo italiano che quello del gruppo francese, giudicando il deal “credit positive“.

Tuttavia, molti case d’affari e di rating frenano sulla possibile attuazione del piano, sollevando concreti rischi di attuazione, legati alla complessità di business dei due gruppi, ed all’attuale alleanza di Renault con Nissan e Mitsubishi.

L’aggregazione potrebbe inoltre recare ripercussioni negative sui consumatori, per venir meno della concorrenza tra i due gruppi, che fino ad ora si sono spesi a darsi battaglia principalmente nella vendita di autovetture di piccole e medie dimensioni e veicoli commerciali.

Andamento azioni FCA sul breve-medio periodo


Come anticipato tra le righe del precedente paragrafo, il forte balzo intraday della seduta di Lunedì 27 Maggio ha consentito la chiusura del gap da stacco dividendo, rimasto aperto soltanto una manciata di sedute fa. Il successivo dietrofront, come evidente sul grafico con time-frame giornaliero in alto, ha ricondotto i prezzi sull’importante supporto di brevissimo, rappresentato dalla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che al momento transita in area 12,27 euro. L’eventuale discesa sotto EMA 10, in chiusura giornaliera o peggio ancora settimanale potrebbe causare un pull-back in area 11,90 euro, senza escludere ulteriori ribassi in area 11,60-11,50 euro.

Oltre alla tenuta del primo supporto appena indicato, positivo nel brevissimo l’eventuale recupero al di sopra della media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che passa in area 12,80 euro. L’eventuale break-out di EMA 25, confermato in chiusura daily o meglio ancora settimanale potrebbe invece favorire un’ulteriore estensione al rialzo verso la media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che si colloca a circa 13,15 euro.

Quadro tecnico di breve-medio periodo impostato al rialzo in caso di rottura la rialzo di EMA 50, con target attesi in area 13,80-14 euro.

Pattern di trading sul titolo FCA (FCA.MI) valido da 1 a 5 giorni

Il pattern di trading Long si attiva in caso di recupero oltre 12,432€ in chiusura oraria e pronostica i primi due target price in area 12,508 e 12,634 euro; stop loss in caso di discesa sotto 12,23€ in close orario. Mantenere o aumentare l’esposizione Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre 12,634€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in un primo momento a 12,712e successivamente a 12,838€; stop loss in caso di ritorno sotto 12,432€ in close orario o giornaliero.

Lecito aprire nuove posizioni lunghe in caso di close orario o daily maggiore di 12,838€, per cercare di sfruttare ulteriori slanci in area 12,918 e 13,046 euro, estesi a 13,176€; stop loss in caso di ritorno sotto 12,634€ in close orario o giornaliero. Ed ancora, Long sulla debolezza in caso di affondo a quota 11,532€, in ottica di rimbalzo, in primo luogo a 11,648€ ed in seconda battuta a 11,766€, esteso a 11,84€; stop loss in caso di ulteriori flessioni sotto 11,40€ in chiusura oraria o daily.

Il pattern di trading Short, invece, prende forma nel caso in cui si registri un close orario minore 12,23€ e consiglia di prendere i primi profitti in area 12,154 e 12,032 euro; stop loss in caso di ritorno oltre 12,432€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le operazioni Short in caso discesa sotto 12,032€ in chiusura di candela oraria, per cercare di sfruttare ulteriori cali in un primo momento a 11,912€ e successivamente a 11,84€; stop loss in caso di recupero oltre 12,154 in chiusura di candela oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di flessione sotto 11,84€ in close orario o giornaliero, con l’intento di ricoprirsi in area 11,766 e 11,648 euro, estesa a 11,532€; stoppare le operazioni in caso di recupero oltre 12,032€ in close orario o daily. Ed ancora, short speculativi in caso di estensioni rialziste in area 13,176€, per sfruttare eventuali correzioni prima a 13,046€ e successivamente a 12,918€, estese a 12,838€; stop loss in caso di ulteriori

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