La Grande Depressione, il Crollo di Wall Street

Ogni volta, ogni singola volta in cui c’è una crisi, c’è un grosso periodo di abbondanza. La crisi che stiamo attraversando, è per certi versi, molto simile alle crisi precedenti, ma se non sappiamo come si sono svolte queste crisi, non riusciremo mai a capire come uscirne.

La crisi del 29, ha diversi modi di essere chiamata, in italiano. Molti la chiamano, La Grande Depressione, la Grande Crisi, altri il Crollo di Wall Street. Noi utilizzeremo ovviamente il Crollo di Wall Street, in quanto siamo un sito tematico che parla essenzialmente di mercati, finanza, trading, azioni e tutto ciò che è correlato a questi argomenti.

Definizione di Crollo di Wall Street

Che cos’è il Crollo di Wall Street? Ovviamente stiamo parlando della crisi finanziaria che partì dagli Stati Uniti, per partire in tutto il mondo. Più esattamente, tutto cominciò dal NYSE (la borsa di New York), il 24 Ottobre del 1929, che cominciò ufficialmente qualche giorno dopo, il 29, dopo anni di mercati finanziari prosperosi.

Gli effetti del Crollo di Wall Street

In quegli anni, il crollo di Wall Street, portò a numerosi effetti recessivi molto gravi in tutti i paesi del mondo, e ad un calo generale della domanda e della produzione. Diminuirono ovviamente anche la domanda e la produzione. Il commercio internazionale, diminuì, e con esso anche gli stipendi, il costo dei beni e ovviamente anche i profitti.

Il settore edilizio si fermò, le aree agricole soffrirono considerevolmente con crolli del 50%.

Il PIL mondiale in quegli anni diminuì del 15% dal 1929 al 1932. Nel 21 ° secolo, la Grande Depressione è comunemente usata come un esempio di quanto l’economia del mondo può andare in crisi. La depressione è nata negli Stati Uniti, dopo la caduta delle azioni e dei prezzi che ha avuto inizio intorno al 4 Settembre 1929, e divenne notizia in tutto il mondo con il crollo del mercato azionario del 29 ottobre 1929 (conosciuta come Martedì Nero).

La Grande Depressione ha avuto effetti devastanti nei paesi ricchi, ma anche in quelli che erano già poveri. Il reddito personale, le entrate fiscali, i profitti e i prezzi diminuirono, mentre il commercio internazionale calò di oltre il 50%. La disoccupazione negli Stati Uniti aumentò fino al 25%, e in alcuni paesi aumentò del 33%.

Le città di tutto il mondo furono colpite duramente, in particolare quelle dipendenti dall’industria pesante. La costruzione di nuove case è stata praticamente interrotta in molti paesi. Le comunità agricole e le zone rurali hanno sofferto molto in quanto i prezzi del raccolto sono diminuiti di circa il 60%. Di fronte al crollo della domanda, con poche fonti alternative per la mancanza dei posti di lavoro, zone dipendenti dalla industrie del settore primario come le miniere e la registrazione hanno sofferto più del previsto.

Alcune economie cominciarono a recuperare verso la metà degli anni 30. In molti paesi, gli effetti negativi della Grande Depressione durarono fino all’inizio della seconda guerra mondiale.

Le cause del Crollo di Wall Street

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Le due teorie in competizione più famose, per il crollo della Borsa di Wall Street, ovvero della Grande Depressione, sono quella keynesiana (causata quindi dalla domanda) e la causa monetarista. Ci sono anche varie teorie eterodosse che minimizzano o rifiutano le spiegazioni dei keynesiani e dei monetaristi.

Per quanto riguarda le teorie sul calo della domanda, gli analisti credono che una perdita su larga scala della fiducia ha portato ad una improvvisa riduzione dei consumi e degli investimenti. Una volta che il panico e la deflazione arrivarono, molte persone credevano che potessero evitare ulteriori perdite, uscendo dai mercati. Mantenere il denaro divenne redditizio, in quanto i prezzi scesero in basso e la quantità di denaro, permetteva di acquistare sempre più merci, aggravando però il calo della domanda.

I monetaristi ritengono che la Grande Depressione sia iniziata come una recessione normale, ma che la contrazione della massa monetaria abbia notevolmente aggravato la situazione economica, causando una recessione per poi scendere nella Grande Depressione.

Molti concordano sul fatto che la Federal Reserve avrebbe dovuto tagliare corto per quanto riguarda il processo di deflazione monetaria e del crollo del sistema bancario. Se la Fed avesse fatto questo, la crisi economica sarebbe stata molto meno grave e molto più breve.

Perché conoscere le cause e gli effetti del Crollo di Wall Street sono importanti

Non sono pochi gli analisti che continuano ad avvisare gli investitori che presto potrebbe esserci un nuovo crollo della Borsa.

Gran parte degli analisti afferma che non c’è da essere sorpresi se un giorno il mercato azionario dovesse cadere. Anzi bisogna assolutamente aspettarsi un evento del genere.

“Non abbiamo il diritto di essere sorpresi da un crollo del mercato azionario grave e imminente”

Questa frase arriva nientemeno da Mark Spitznagel, un manager di hedge fund che ha fatto miliardi durante la crisi del 2008.

Secondo il Sig. Spitznagel, siamo nel bel mezzo di una bolla speculativa finanziaria che potrebbe scoppiare ogni giorno.

Secondo gli analisti, è colpa della politica monetaria, e dei bassi tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, che penalizza i risparmiatori e i loro redditi.

Anche secondo Warren Buffett, il più grande investitore di sempre, ci stiamo avvicinando ad un crollo, in quanto il rapporto capitalizzazione del mercato e PIL è in area rossa e il collasso potrebbe avvenire in qualsiasi momento.

Secondo Buffett quindi, bisogna essere molto cauti, per essere pronti a shortare in qualsiasi momento, aumentando la sicurezza e stabilità del portfolio.

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